Sabato, 03 dicembre 2022 - ore 06.51

Negri M.Le foto di Ghirri e il triangolo di Pitagora

| Scritto da Redazione
Negri M.Le foto di Ghirri e il triangolo di Pitagora

Casalmaggiore, il paese dove abito, è adagiato sulla riva del fiume Po ed è quasi al centro di un
ideale quadrilatero avente come vertici le province di Cremona, Mantova, Parma e Reggio Emilia.
L’agricoltura, l’artigianato, l’industria, il commercio e i servizi forniscono ai circa 15 mila abitanti un buon livello occupazionale mentre le scuole, la biblioteca, il cinema e il teatro contribuiscono a una confortevole qualità della vita. Sono affezionato a questo lembo padano anche se il massimo della mia espressione etnica è W Liga!, con riferimento al pittore Ligabue e all’omonimo cantante.

Un altro artista interprete dell’anima di questi luoghi è stato Luigi Ghirri (Scandiano 1943, Roncocesi, 1992). Al suo attivo numerosi libri e diverse mostre, in Italia e all’estero. L’osservazione del paesaggio mi sembra la cifra stilistica di un autore che invitava al silenzio contemplativo. Nelle fotografie di Ghirri pare che gli uomini se ne stiano in disparte per lasciare
il posto alle cose e alle loro risonanze affettive. Ogni immagine, che sia un negozio di riparazione delle biciclette o una piazza di paese, un capanno da pesca in golena o una chiesa a ridosso dell’argine, un cinema all’aperto o una trattoria sulla Via Emilia, suscita un sentimento di armonia, quasi a smussare le asprezze della realtà. Dal libro di Luigi Ghirri, “Il profilo delle nuvole” (Feltrinelli) raccolgo questa sua confidenza a Gianni Celati: “Tutto quello che vedi, vive solo nell’inquadratura. Anche il mare, come posso fotografarlo se non mettendolo in cornice come un quadro? Se vuoi, è come una finestra da cui guardi i fenomeni, e tu sei come un bambino che deve fare un tema scrivendo quello che ha visto. Tu guardi dalla finestra, ma chi è che guarda?
Mi ricordo quel racconto di Calvino che dice: è il mondo che guarda il mondo”.

Mi soffermo adesso su una fotografia che Ghirri ha scattato in Piazza Giuseppe Verdi a Busseto
(Parma). In primo piano, c’è il monumento bronzeo del Maestro, seduto su uno scranno, opera dello scultore Luigi Secchi. Alle sue spalle, la Rocca dei Pallavicino, che oggi ospita il teatro e la sede municipale. Il ricordo va a un week end in bicicletta compiuto il 24-25 settembre 1994 con mia moglie Luisella, mia sorella Daniela e suo marito Giuliano, e con gli amici-coniugi Fabia e Marcello. Partiti nel primo pomeriggio del sabato da Casalmaggiore, il “percorso verdiano” si è svolto, inizialmente, sull’argine Po della sponda cremonese; poi – traversato il fiume a San Daniele – si è passati alla sponda parmigiana con breve sosta a Zibello (per ripararsi da un acquazzone) e arrivo in serata in Piazza Giuseppe Verdi a Busseto. La domenica mattina, visitiamo la residenza di Verdi nella tenuta di Sant’Agata. Nella quiete del parco pare di risentire il calpestio del cavallo e le voci delle persone sul calesse. Nella casa-museo, tra i cimeli risorgimentali, noto un biglietto del treno per Roma preso a proprie spese quando Verdi era Senatore del Regno d’Italia. Risaliti in bici, per il pranzo ci fermiamo a Busseto nella salsamenteria storica “Baratta” frequentata, a suo tempo, da Giovannino Guareschi cui era riservata, al piano superiore, una stanza per scrivere.
Nel pomeriggio, dopo la sosta a Roncole Verdi, che ha dato i natali al compositore, rientriamo, via Sacca di Colorno, a casa, verso sera. Il tè e la torta di mele concludono, nel modo migliore, la nostra gita in bicicletta.

Poiché Luigi Ghirri ricordava che la fotografia è più una questione di cuore che di tecnica, provo ora a descrivere una foto che io ho scattato a Pythagorion (isola di Samos) nell’autunno del 2000 durante una vacanza, con la famiglia, nelle isole greche di Samos, Lipsi e Patmos, nel Dodecanneso.
L’immagine è un’alta statua bronzea di Pitagora con il suo triangolo. Situata nel porticciolo,
a fianco di un piccolo parcogiochi e con il mare alle spalle, la statua esercita su di me un fascino immediato, evocando molteplici significati, non solo matematici. Mentre mi preparavo per lo scatto della fotografia, per libera associazione, ho posto in corrispondenza dei punti d’angolo del triangolo tre idee: la libertà, l’eguaglianza e la democrazia. I valori in cui credo e per i quali mi impegno.

Tornato a casa dalla vacanza e raffreddate le emozioni, ho ripreso in mano il libro di Carlo Rosselli,
“Socialismo liberale” (Einaudi) uscito, per la prima volta, a Parigi nel 1930. Un testo classico, a me caro, in particolare, per la tensione ideale contenuta nella domanda: “Come riaffermare le irrinunciabili esigenze dei principi fondamentali del liberalismo senza rinunciare al socialismo come fine?”. Per i critici una contraddizione in termini; per me (e altri) un felice ossimoro perché pur consapevole dei conflitti che, talora, nelle realizzazioni pratiche, si producono tra la libertà e l’eguaglianza, condivido il pensiero di chi vede in tali dinamiche un fattore di progresso e affida alla democrazia, e ai vari soggetti politici e sociali che in essa operano, il compito di individuare, volta a volta, dopo civile dibattito, un adeguato sistema di regole che favorisca l’equilibrio tra le istanze delle libertà (civili ed economiche) e le istanze dell’eguaglianza intesa come eguaglianza delle opportunità nelle chance di vita. L’esperienza, soprattutto europea, della socialdemocrazia, con il compromesso fra l’economia di mercato e lo Stato sociale, suggerisce che un bel tratto di strada, nel senso indicato da Rosselli, è stato percorso. Compete alle forze riformiste tener fede
agli ideali, in modo aperto, cercando gli strumenti all’altezza dei tempi, per fornire risposte ai problemi contemporanei e meritarsi, con il buon governo e/o la buona opposizione, il sostegno dell’opinione pubblica.

E così, grazie a Ghirri e a Pitagora, ho precisato il mio pensiero. La scrittura, a volte, può paragonarsi a un filo che riesce a legare gli aspetti che più ci stanno a cuore permettendo
di comunicarli agli altri per suscitare, si spera, nuovi pensieri e nuove emozioni.

Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

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