Sabato, 27 febbraio 2021 - ore 16.51

NO alla manovra delle tre i

| Scritto da Redazione
NO alla manovra delle tre i

NO alla manovra delle tre i
La Cgil Lombarda in piazza a Milano il 13 luglio 2011
iPOCRITA, PERCHÉ
  Il Governo scarica quasi tutto il peso sulla prossima legislatura, spostando al 2013/2014 il rientro dal debito
  viene fatta per decreto, per leggi delega e con il voto di fiducia: si espropria così il Parlamento e le parti sociali del diritto a confrontarsi e discuterne

iNEFFICACE, PERCHÉ
  ha un carattere recessivo e sbagliato
  non prevede nulla a sostegno della ripresa e dell’occupazione
  non investe su innovazione, ricerca e formazione: quindi non investe sul futuro del Paese e soprattutto dei giovani
  dal gennaio 2012 vengono tagliati del 30% gli incentivi per l’uso delle energie alternative e rinnovabili: così non si tiene conto del risultato del referendum e non si fa ripartire la crescita
  manca una qualsiasi idea di politica industriale

iNIQUA, PERCHÉ
  pagano i soliti noti: lavoratori, pensionati, fasce deboli
  pagano i giovani, il 42% dei quali andrà in pensione con meno di 1.000 euro al mese
  vengono colpite le pensioni con il blocco parziale delle rivalutazioni, la revisione dei coefficienti e innalzamento dell’età pensionabile per le donne
  dal 2012 sono previsti tagli alla sanità e la reintroduzione dei ticket
  prevede tagli all’assistenza o attraverso la riduzione delle varie forme di deduzione fiscale o con interventi sulla reversibilità; sparisce il fondo per la non autosufficienza
  prevede ulteriori tagli a Regioni ed Enti Locali che si tradurranno in meno servizi e in ulteriore aumento delle tariffe
  sono colpiti ancora una volta i lavoratori pubblici con il blocco del turn over e dei futuri aumenti salariali
  è prevista una delega fiscale in bianco: uno strumento in più nelle mani del Governo per penalizzare i redditi medio bassi anziché prevedere una seria lotta all’evasione e una maggiore tassazione di rendite e grandi ricchezze
  nulla è previsto per il contrasto al lavoro sommerso, nessuna norma per maggiore trasparenza e legalità negli appalti, niente per rendere il caporalato reato penale

ALL’ITALIA SERVE UN’ALTRA POLITICA ECONOMICA PER FAR RIPARTIRE LA CRESCITA E RILANCIARE OCCUPAZIONE E SVILUPPO

MERCOLEDI’ 13 LUGLIO, DALLE 15 ALLE 18
PRESIDIO
IN PIAZZA SAN BABILA A MILANO

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