Venerdì, 23 agosto 2019 - ore 15.47

Non basta essere solidali il 25 novembre . L’appello dei dirigenti maschi di Cgil-Cisl-Uil.

Le “condanne a tavolino” non servono più. “È tempo che si modifichi l’atteggiamento del genere maschile verso le donne. È necessario un forte impegno civile, culturale e politico quotidiano di noi uomini”

| Scritto da Redazione
Non basta essere solidali il 25 novembre . L’appello dei dirigenti maschi di Cgil-Cisl-Uil.

Non basta essere solidali il 25 novembre . L’appello dei dirigenti maschi di Cgil-Cisl-Uil.

Le “condanne a tavolino” non servono più. “È tempo che si modifichi l’atteggiamento del genere maschile verso le donne. È necessario un forte impegno civile, culturale e politico quotidiano di noi uomini”

“La violenza sulle donne è una responsabilità di noi uomini, dell’atavica cultura patriarcale del dominio e della prevaricazione di genere; può essere esercitata fisicamente, psicologicamente, economicamente, verbalmente. Per questo non basta essere solidali, magari partecipando a questo o quell’evento; solidarietà e sostegno silenziosi, condanne a tavolino non bastano più. È tempo che si modifichi l’atteggiamento interiore ed esteriore del genere maschile verso le donne”.

Si apre con queste parole l’appello firmato dai componenti maschili delle segreterie confederali di Cgil-Cisl-Uil in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Domenica prossima, 25 novembre, in migliaia di località in Italia e nel mondo ci saranno iniziative e manifestazioni promosse principalmente da associazioni e movimenti di donne. Ma anche e soprattutto gli uomini devono fare la loro parte. “È tempo che noi uomini si prenda la parola – scrivono i sindacalisti firmatari dell’appello -, si agisca, si affermi coi fatti la cultura e la pratica della parità, del rispetto, della valorizzazione delle differenze, perché la libertà delle donne è una grande questione democratica che interroga la società e tutti noi”.

“Il silenzio o, peggio ancora l’indifferenza, non sono più tollerabili, spesso nascondono piccole e grandi complicità. Come uomini militanti e dirigenti di Cgil Cisl Uil – prosegue l’appello – abbiamo sempre sostenuto con forza la difesa, la tutela e la promozione dei diritti civili delle donne, anche attraverso la definizione di norme a favore della salute, della conciliazione dei tempi di vita e corresponsabilità genitoriale”.

“È necessario un forte e quotidiano impegno civile, culturale e politico anche di noi uomini, in una più stretta e positiva relazione con le donne, così come il battersi per la certezza della pena per chi - a casa, sul lavoro, per la strada - fa violenza sulle donne o contro qualsiasi tipo di discriminazione nei luoghi di lavoro”.

Prosegue e conclude il testo: “Vogliamo continuare e rafforzare l'impegno sindacale nella contrattazione per definire strumenti che favoriscano le pari opportunità e determinino l'emersione e la conseguente eliminazione di atteggiamenti discriminatori. Lasciamoci alle spalle anni di ‘perbenismo maschile’ e costruiamo un nuovo, esplicito costume civile e politico fondato sul riconoscimento e valore della diversità e sulla parità fra i generi, contro ogni retaggio maschilista, machista o omofobo e ogni forma di violenza di genere, sia fisica sia psicologica”.

“Per questo, domenica 25 appuntiamo sui nostri vestiti un fiocchettino bianco, simbolo internazionale della lotta contro la violenza sulle donne”.

I firmatari dell’appello: Benedetto Attili, Carmelo Barbagallo, Nino Baseotto, Pierpaolo Bombardieri, Vincenzo Colla, Angelo Colombini, Andrea Cuccello, Antonio Foccillo, Ignazio Ganga, Roberto Ghiselli, Maurizio Landini, Franco Martini, Giuseppe Massafra, Domenico Proietti, Piero Ragazzini, Luigi Sbarra.

L’impegno unitario delle confederazioni

Anche quest’anno la Cgil insieme a Cisl e Uil celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con lo slogan ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’.

“Anche se i dossier più recenti ci dicono che c’è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire. La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul)”, è quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 novembre, ‘Donne libere dalla violenza nel lavoro’ e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale – concludono Camusso, Furlan e Barbagallo -, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano”.

Fonte rassegna sindacale

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