Martedì, 20 ottobre 2020 - ore 08.28

Non lasciamo morire i nostri anziani delle RSA di solitudine. L’appello di Giuseppe Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di A.C.S.

Dopo il commovente appello lanciato da Lucia Lazzari (CR) circa l’impossibilità dei parenti di relazionarsi con i propri cari ricoverati on in RSA o negli Ospedali intervengono Marco Raimondi (CR) e Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di Azienda Cremona Solidale

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Non lasciamo  morire i nostri anziani delle RSA  di solitudine. L’appello di Giuseppe Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di A.C.S. Non lasciamo  morire i nostri anziani delle RSA  di solitudine. L’appello di Giuseppe Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di A.C.S.

Non lasciamo  morire i nostri anziani delle RSA  di solitudine. L’appello di Giuseppe Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di A.C.S.

Dopo il commovente appello lanciato da Lucia Lazzari (CR) circa l’impossibilità dei parenti di relazionarsi con i propri cari ricoverati on in RSA o negli Ospedali intervengono Marco Raimondi (CR) e  Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di Azienda Cremona Solidale

Scrive Marco Raimondi (CR)  “Caro direttore, dunque le Rsa di Cremona (come le altre) sospendono le visite agli ospiti. È stata scelta la soluzione più facile e con rischio zero per loro, privando gli ospiti dell'unica cosa che li sostiene in un periodo della vita che sappiamo tutti, è difficile e penoso. Qui non si tratta di non avere accesso a visite ad un reparto di infettivi o Dti che pure spezza il cuore ma che è comprensibile. E nemmeno mi auguro si voglia giustificare la decisione come l’unico modo per salvaguardare la salute degli ospiti. Per carità, la prudenza è d’obbligo ma penso che le direzioni delle Rsa siano terrorizzate (comprensibilmente) dall’esperienza passata, ovvero di accuse di negligenza o incompetenza e delle relative denunce ricevute, come pure di ulteriori perdite economiche (eh sì, anche questo ahimè). Ciò non toglie che dovrebbero mettere in atto tutti gli sforzi necessari per poter garantire ai propri ospiti, il conforto della visita dei propri cari in sicurezza. Può essere anche che sia una decisione prudente ma temporanea, per poter mettere in atto protocolli di visita che garantiscano tutti, ospiti, visitatori, operatori e…drezioni. C’è da augurarselo.”

 Giuseppe Gigliobianco portavoce del Comitato Parenti di A.C.S.  dichiara : “ Abbiamo chiesto un incontro alla direzione di ACS  con la quale Vorremmo trovare una mediazione tra due esigenze ugualmente importati: quella della difesa dei nostri cari dal Covid e quella di proteggerli dalla solitudine che può essere per loro altrettanto letale. Molti anziani non sono nelle condizioni di comprendere fino in fondo il perché si ritrovino all’improvviso soli, senza contatti con i famigliari, senza quell’affetto che anche la più tenera delle cure professionali può assicurare. E’ a rischio la loro tenuta psicofisica Molti ricoverati si sentono  abbandonati, hanno già vissuto questa situazione pochi mesi fa e non sopporterebbero una nuova lontananza. Senza la vicinanza dei propri cari alcuni non si nutrono, si lasciano andare e deperiscono lentamente. Senza contare che anche i famigliari stessi vivono la stessa lacerante situazione.

Basti pensare a mariti o mogli anziani che accudiscono il proprio consorte quotidianamente e hanno dovuto accontentarsi di vederlo solo una volta alla settimana ed ora dovranno rinunciare anche a quella mezz ’ora. La richiesta dunque è quella di ripensarci. Confidiamo che la Direzione di Azienda Cremona Soldale ci ascolti”.

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