Non è prerogativa dei parlamentari 5s spogliarsi di una parte significativa di indennità e rimborsi. Gli eletti nei partiti di sinistra, di centrosinistra e nella Lega lo fanno da sempre. Quindi un ben arrivati anche a loro, buon ultimi. Per prova provata, ciò che non entra nella mia disponibilità (per quanto ne so neppure in quelle di Cinzia Fontana, Franco Bordo, Silvana Comaroli) non è meno significativo di quello che non entra in quella dell’onorevole Toninelli. Non è un’opinione ma un fatto che con l’assunzione dell’incarico di governo la mia indennità si sia ridotta. A parte ciò, per dirla con lui ‘la cifra che io ho versato personalmente dai mie stipendi e rimborsi dall’inizio del mandato’ non è di certo inferiore alla sua. Lui ha versato a un fondo creditizio del Movimento io ho concorso a far vivere il Partito Democratico. Per Toninelli il mio può costituire un deprecabile atto partitocratico, io invece ne vado fiero perché penso che la democrazia non si sostanzi in un clic. Dopo di che il fatto che in molti devolviamo parti delle nostre indennità è la testimonianza concreta che le stesse possono essere ridotte e sostituite con servizi efficaci per lo svolgimento dell’importante attività parlamentare, come già scrissi tempo fa anche su questo giornale suscitando un mare di rimbrotti per aver semplicemente scritto la verità.
Luciano Pizzetti. (Sottosegretario di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento)
Cremona



