16 settembre: si chiude il termine per le osservazioni. Ora i cittadini devono sapere che cosa c’è davvero nel progetto
Il Movimento ha depositato un articolato insieme di osservazioni tecniche sul Nuovo Ospedale. Nei prossimi giorni ne renderà pubblici, uno alla volta, i contenuti più importanti. Il primo riguarda il Polo Tecnologico e le barriere acustiche alte fino a 8,5 metri a ridosso delle abitazioni.
Con il 16 settembre si conclude il periodo previsto per la presentazione delle osservazioni nell’ambito della procedura ambientale riguardante il Nuovo Ospedale di Cremona.
Il Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona ha presentato un articolato insieme di osservazioni, frutto dell’esame della documentazione progettuale resa pubblica sul portale SILVIA – Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione di Impatto Ambientale.
Si tratta di questioni numerose e spesso tecnicamente complesse. Per questo non intendiamo concentrarle tutte in un unico comunicato: nelle prossime settimane le presenteremo progressivamente ai cittadini, cercando di tradurre i temi tecnici in elementi semplici, comprensibili e verificabili sui documenti ufficiali.
Tra le questioni principali affrontate nelle osservazioni vi sono:
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scavi profondi, falda, eventuali emungimenti e compatibilità delle strategie di infiltrazione delle acque;
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il grande deposito intermedio esterno delle terre di scavo, con volumi dell’ordine di centinaia di migliaia di metri cubi;
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il parcheggio nord della Fase 2, ancora a livello preliminare, e la necessità di verificare quale sarà realmente la capacità finale del sistema dei parcheggi;
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il traffico della fase di cantiere e la doppia movimentazione delle terre, con i relativi effetti sulla viabilità;
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il dimensionamento complessivo della sosta rispetto agli obiettivi futuri del PUMS, cioè del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, tanto decantato, e promessa l’attuazione per il 2030, dall’ex sindaco Galimberti con al suo fianco come vicesindaco l’attuale sindaco Virgilio…
A questi si aggiungono temi riguardanti gli effetti cumulativi del progetto, la geotermia, il rumore di cantiere, il monitoraggio ambientale, demolizioni e rifiuti, alberature e microclima, oltre alla questione fondamentale del mancato confronto documentato fra costruzione del nuovo ospedale e riqualificazione dell’Ospedale Maggiore esistente. La struttura definitiva delle osservazioni concentra proprio questi temi, eliminando quelli meno significativi e rafforzando quelli maggiormente pertinenti sotto il profilo ambientale.
IL PRIMO CASO CHE VOGLIAMO MOSTRARE AI CITTADINI: IL POLO TECNOLOGICO
Per cominciare abbiamo scelto un elemento che non richiede particolari conoscenze tecniche per essere compreso.
A ridosso delle abitazioni di via Cà del Ferro il progetto colloca il Polo Tecnologico del nuovo ospedale.
Gli elaborati indicano barriere acustiche alte 8 metri e fino a 8,5 metri, quattro torri evaporative, il camino e il dissipatore del cogeneratore. Nell’area denominata “Trigenerazione – area a cielo aperto” compaiono inoltre 25 sagome appartenenti al livello CAD “MACCHINE”, non identificate singolarmente negli elaborati esaminati. La documentazione acustica considera quattro torri evaporative durante il giorno e tre durante la notte.
Il Polo Tecnologico occupa a terra circa 3.800 m². Attorno ad esso gli elaborati acustici prevedono una barriera alta 8 metri e fino a 8,5 metri in corrispondenza delle torri evaporative. Una nostra misura grafica sulla planimetria ufficiale porta a uno sviluppo complessivo di circa 300 metri lineari: quasi 300 metri di barriera, alta come un edificio di circa tre piani, a ridosso del nuovo ospedale e delle abitazioni di via Cà del Ferro.
È un elemento molto diverso dalle immagini verdi e rassicuranti del “Parco della Salute” attraverso le quali il nuovo ospedale è stato prevalentemente presentato ai cittadini.
Per questo alleghiamo a questo comunicato un volantino fronte-retro, nel quale abbiamo cercato di rappresentare in maniera immediatamente comprensibile ciò che risulta dagli elaborati progettuali.
Chiediamo ai direttori e alle redazioni dei media locali di pubblicare, possibilmente integralmente, anche il fronte e il retro del volantino allegato.
Lo stesso materiale sarà distribuito nei prossimi giorni agli abitanti delle zone più vicine all’attuale ospedale e al futuro Polo Tecnologico, a partire da via Cà del Ferro, via Giuseppina e dalle aree limitrofe.
Non sarà l’unica iniziativa: a questa seguiranno altre comunicazioni dedicate, una per volta, alle osservazioni più rilevanti emerse dall’esame della documentazione.
LE OSSERVAZIONI SI CHIUDONO. L’APPELLO CIVICO NO.
È questo il punto che oggi riteniamo più importante.
Il 16 settembre termina il periodo delle osservazioni ambientali, ma non termina il diritto dei cittadini di chiedere alle proprie istituzioni una scelta trasparente e documentata.
L’Appello Civico non chiede di decidere a priori che debba essere riqualificato l’ospedale esistente.
Chiede una cosa molto più semplice:
PRIMA DI UNA SCELTA IRREVERSIBILE, CONFRONTARE DAVVERO LE DUE ALTERNATIVE
NUOVO OSPEDALE
oppure
RIQUALIFICAZIONE DELL’OSPEDALE MAGGIORE ESISTENTE
con: le stesse funzioni sanitarie, gli stessi livelli prestazionali, costi confrontabili, tempi confrontabili e impatto ambientale confrontabile.
Solo dopo un confronto di questo tipo sarà possibile sapere quale soluzione sia realmente migliore per Cremona e per l’intero territorio dell’ASST.
ORA È IMPORTANTE CHE L’APPELLO CIVICO CRESCA RAPIDAMENTE
Chiediamo quindi ai cittadini di non limitarsi a leggere o condividere le nostre osservazioni, ma di compiere un gesto concreto:
INVIARE L’APPELLO CIVICO AL PROPRIO SINDACO
https://appellocivicoasstcremona.netlify.app/
e soprattutto di diffondere questo link a familiari, amici, vicini, associazioni, gruppi WhatsApp e conoscenti.
Ogni nuovo invio aumenta il peso della richiesta rivolta ai Sindaci: prima di rendere irreversibile una scelta che condizionerà Cremona per decenni, chiedete un confronto vero tra le due opzioni.
Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona
Cremona, 16 settembre 2026





