Martedì, 18 maggio 2021 - ore 06.02

Nuovo Polo Logistico a Cremona di 300mila Basta con il consumo di suolo

Il progetto del maxi polo logistico risulta sulla carta allettante e dona ai cremonesi una speranza occupazionale importante, specie alla luce della crisi che stiamo attraversando.

| Scritto da Redazione
Nuovo Polo Logistico a Cremona di 300mila Basta con il consumo di suolo

Nuovo Polo Logistico a Cremona di 300mila mq e 400 p.l. Basta con il consumo del territorio

Il progetto del maxi polo logistico risulta sulla carta allettante e dona ai cremonesi una speranza occupazionale importante, specie alla luce della crisi che stiamo attraversando.

 La scelta di contrapporre un suolo agricolo ad un’immagine di rendering del maxi polo logistico suscita immediate riflessioni sulla valorizzazione delle nostre risorse territoriali. Si tratta di un insediamento agricolo (300.000 metri quadrati) che sarà destinato a insediamenti produttivi affidato a un colosso internazionale come Lcp.

 Comprendo che l’emergenza Covid abbia messo in secondo piano molte altre problematiche, ma credo che sia responsabilità di ciascuno di noi ricordare che viviamo ospiti di un pianeta e che sta a noi prendercene cura.

Le conseguenze del cambiamento climatico mettono in evidenza la fragilità della terra, depauperata e sfruttata, e non solo. I disastri naturali che ne derivano sono altrettanto preoccupanti.

Si parla di siccità e del livello del Po che è sotto di 6 metri già in questi giorni, senza menzionare che tutti questi aspetti sono parte dello stesso quadro: la Natura reagisce e ci ricorda l’ess enziale.

Inoltre l’Unione Europea mette a disposizione fondi per la valorizzazione delle campagne per creare posti di lavoro per le nuove generazioni. La nostra terra è anche una risorsa, non solo produttiva, ma anche in termini di paesaggio.

Si potrebbero trovare modi alternativi e lungimiranti di gestire lo spazio, considerando anche il turismo - un autentico pilastro dell’economia italiana - che se ben organizzato potrebbe dare importanti fonti di sostentamento a molti giovani. Il polo sarà gestito da un’azienda altamente specializzata con progetti in diversi paesi europei e si citano partner quali Amazon, Primark, eccetera.

Ciò nonostante non mi sento assolutamente rassicurata. Mi sembra solo che questo insediamento sia figlio di un capitalismo spinto e cieco che, comprenda esattamente a cosa è teso, e procede imperterrito.

Chissà a quante pandemie e disastri naturali dovremo assistere per comprendere le fragilità dell’uomo ed evolverci in modelli di sviluppo più umani. C’è tempo. Paola Cerri Cremona

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