Mercoledì, 24 aprile 2024 - ore 11.38

Ospedale di Rivolta d’Adda,buon servizio sanitario.. ma pasti scadenti

Si mangia male all’ospedale Santa Marta di Rivolta e, spesso, siamo costretti a farci portare il cibo da casa.

| Scritto da Redazione
Ospedale di Rivolta d’Adda,buon servizio sanitario.. ma pasti scadenti

Ospedale di Rivolta d’Adda , buon servizio sanitario.. ma posti scadenti | Virginio Rozzi

 Gentile direttore, sono stato ricoverato all’ospedale di Rivolta d’Adda, reparto Riabilitazione Cardiologica e, mentre esprimo il mio plauso e la mia riconoscenza per la professionalità del personale, medici, infermieri ed operatori sanitari debbo far presente invece la qualità scadente del cibo preparato per i pazienti. Nessuno chiede caviale e champagne ma che almeno ci siano pranzi e cene minimamente soddisfacenti. Invece ci vengono somministrati piatti con pasta non cotta, dura ed immangiabile, minestroniche hanno solo il nome dal momento che c’è nella scodella solo acqua calda con qualche pezzo di verdura, minestre riso anche in questo caso con tanta acqua e poco riso e che non sanno di niente. Le quantità di primi e secondi sono scarse proprio in un ambiente riabilitativo dove il cibo è da considerarsi anch’esso una terapia importante.

 Si mangia male all’ospedale Santa Marta di Rivolta e, spesso, siamo costretti a farci portare il cibo da casa. Mi chiedo quali criteri segua l’ASST di Crema per aggiudicare gli appalti della mensa per gli ammalati ricoverati.

Sembra proprio che tutto avvenga al massimo risparmio. Il risultato è cibo scadente e cucinato male. I pazienti non meritano questo trattamento ed è ora che qualcuno nelle alte sfere si attivi e venga a controllare e ad assaggiare di tanto in tanto il cibo che viene somministrato ai degenti.

Virginio Rozzi

Rivolta d’Adda

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La risposta di Alessandro Cominelli Direttore generale dell’ASST Cremona

 Ringrazio l’utente per la segnalazione, consapevole di quanto sia importante garantire qualità anche nell’erogazione dei servizi di ristorazione, nell’ottica di una crescente umanizzazione degli ambienti ospedalieri.

Con l’intento di un costante miglioramento del servizio e al fine di assicurare una buona permanenza presso le nostre strutture ci impegniamo a proseguire le verifiche già in corso rispetto a quanto segnalato.

Confermo che, ad oggi, il servizio è esternalizzato, ma che il dialogo con i nostri fornitori e con i cittadini è costante. Ritengo, infine, importante lo spazio che avete scelto di dedicare a queste segnalazioni sulla vostra testata, utile per un confronto con la popolazione, con gli utenti ai quali si rivolge il nostro sforzo quotidiano.

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