Venerdì, 01 maggio 2026 - ore 13.05

PD LOMBARDIA Newsletter # 65 - Sanità lombarda: il re è nudo

È passato un anno da quando raccoglievamo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare una Sanità lombarda

| Scritto da Redazione
PD LOMBARDIA Newsletter # 65 - Sanità lombarda: il re è nudo
 

Così come la scorsa settimana avevo dedicato quasi tutto lo spazio della newsletter al “lancio” della due giorni sulla Sanità che avremmo tenuto di lì a poco, venerdì e sabato, presso la Fondazione Feltrinelli, oggi trovo essenziale dedicare questo nostro appuntamento a riprenderne i contenuti. In primo luogo voglio ringraziare la nostra comunità, capace di un approfondimento politico e tecnico su un tema tanto vasto e tanto complesso: non è stato banale animare un così grande lavoro: il nostro Gruppo in Regione, il Capogruppo Majorino, il Consigliere Borghetti, tutte le persone che a vario titolo si sono impegnate, meritano il grazie di tutti noi.

È passato un anno da quando raccoglievamo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare una Sanità lombarda che - è sotto gli occhi di tutti - si trova in uno stato di profonda involuzione: la prevenzione viene smantellata, l’universalità della cura è una chimera, i tempi per visite ed esami sono ormai biblici, i servizi territoriali un miraggio sempre più lontano e tremolante. Bene, quella nostra proposta è stata finalmente calendarizzata, e questa è - finalmente! - una buona notizia. 

È ovvio, ma vale forse la pena ribadirlo, che questo nostro lavoro sulla sanità non è una clava, non è un pretesto: siamo di fronte alla necessità, non differibile oltre, di porre nuovamente al centro i diritti e le necessità dei cittadini perché con la salute non si scherza! È impietoso il risultato del sondaggio di YouTrend su questo tema: il 56% dei lombardi boccia la gestione sanitaria nella nostra Regione, il 57% accusa delle chilometriche liste d’attesa il Presidente Fontana (lui direttamente!) e ben il 62% ritiene abnorme ed eccessivo il peso del privato rispetto al pubblico. Quindi non è più “solo” il Ministero della Sanità a dire che la “sanità migliore d’Italia” non abita più in Lombardia, ma sono gli stessi cittadini lombardi. Il re è nudo.

 

Voglio, tutti dobbiamo, essere definitivamente chiara su questo punto: la nostra battaglia è pre-politica, non stiamo facendo il gioco delle parti, per cui “noi” dobbiamo dire che va tutto male e “loro” che va tutto ben, madama la marchesa. Al contrario, stiamo conducendo una battaglia che con destra e sinistra non c’entra, che riguarda il bene di tutti, la salute di tutti, soprattutto i diritti di tutti! Quello di potersi curare è un diritto garantito dalla Costituzione e i diritti si posseggono gratis, non devono essere pagati né possono essere oggetto di ricatto.

Anche per questo conduciamo la nostra battaglia in mezzo alle persone oltre che nelle iniziative di approfondimento e nelle Aule istituzionali: inizia domani da Pavia una mobilitazione che coinvolgerà tutte le province lombarde nelle prossime settimane: trovate qui il volantino, che stiamo distribuendo proprio in queste ore, e qui un primo calendario con gli appuntamenti in fase di organizzazione.
 

In questa settimana abbiamo vissuto anche l’emozione di vedere Piazza del Popolo piena di entusiasmo per le nostre radici europee, e vorrei dare un abbraccio, uno per uno, ai lombardi che hanno partecipato utilizzando i tre pullman che come PD lombardo siamo riusciti - pur nella difficoltà di tempi strettissimi - a mettere loro a disposizione. A qualcuno abbiamo anche dovuto dire, purtroppo, che non c’era più posto, ma l’entusiasmo e il senso di necessità che tutti i partecipanti ci hanno trasmesso è un conforto in tempi tanto difficili. 

Tempi in cui Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ci dicono che in Lombardia i dazi del loro amico Trump non sono un tema da discutere, che non c’è urgenza, come se i settori agroalimentare, elettronico, meccanico, manifatturiero e della moda non fossero a rischio a fronte dei 14 miliardi di euro di export dalla Lombardia verso gli USA che nel 2024 ci sono stati e nel 2025 chissà. Tempi in cui il Governo si vanta di aver fatto un microscopico taglio fiscale ma non dice nulla del taglio strutturale fatto costantemente sulla pelle dei più fragili, dell’assordante silenzio sul salario minimo, delle diseguaglianze che si ampliano di giorno in giorno, del costante lisciare il pelo alla galassia dei furbi sempre e solo a spese altrui.

 

La nostra forza sono il lavoro, la serietà, l’impegno e l’approfondimento. Senza dimenticare il dovere della memoria, come quello - permettetemi l’inciso – per il quinto anniversario della pandemia e per tutte le vittime del CoVid.

Approfondimenti che ci attendono anche nei prossimi giorni, come quello di mercoledì 26, con una riflessione sul grande e urgente tema del fine vita che si terrà a Palazzo Pirelli, presso la Sala Gonfalone, a partire dalle 15.00 (come di consueto con ingresso da Via F. Filzi 22).

 Un caro saluto,

 Silvia Roggiani

Segretaria regionale PD lombardo

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