Domenica, 18 gennaio 2026 - ore 09.23

PD Lombardia Newsletter # 99 - Cose che hanno dell’incredibile e invece.

Ospedale San Raffaele Milano:molti pazienti hanno, in modo documentato, corso gravissimi rischi dato che sono stati loro somministrati farmaci sbagliati o in dosaggi errati

| Scritto da Redazione
PD Lombardia Newsletter # 99 - Cose che hanno dell’incredibile e invece.

Carissime democratiche, carissimi democratici, 

ciò che è emerso in questi giorni riguardo l’Ospedale San Raffaele ha dell’incredibile eppure - sembra impossibile ma tant’è - persino peggiore è stata la reazione di Fontana e dell’Assessore Bertolaso, come ha ben spiegato il nostro Capogruppo al Pirellone Pierfrancesco Majorino

I fatti: 
la gestione di aree delicatissime quali le ammissioni, le cure intensive e la Medicina ad alta intensità (che si occupa dei pazienti affetti da patologie che richiedono il monitoraggio continuo dei parametri vitali e un supporto terapeutico avanzato) era affidata non solo a personale esterno al San Raffaele, ma anche privo delle necessarie competenze professionali (e in qualche caso anche linguistiche). Gli effetti: molti pazienti hanno, in modo documentato, corso gravissimi rischi dato che sono stati loro somministrati farmaci sbagliati o in dosaggi errati - in alcuni casi anche dieci volte quello stabilito - così che la direzione ospedaliera ha dovuto bloccare l’accesso al Pronto Soccorso e disporre il trasferimento di molti ricoverati. Le conseguenze immediate: anche a seguito delle nostre richieste, l’Amministratore unico Francesco Galli si è dimesso mentre ATS ha aperto un’indagine.



E adesso? E adesso Fontana, Bertolaso e soci pretenderebbero di chiudere la vicenda liquidandola a piccola questione organizzativa, bagatella, disguido, cosuccia di poco conto. Ancora una volta nessuna assunzione di responsabilità da parte di una Regione che deve invece rispondere per prima! Si tratta di servizi forniti da un gruppo convenzionato, che i cittadini pagano con le loro tasse ma in cui la salute dei pazienti viene messa in pericolo: lungi dall’essere un problema contingente, questo è il risultato del rapporto sbilanciato e distorto tra sanità pubblica e sanità privata che vige nella Lombardia governata da oltre trent’anni da destra e Lega! La Giunta Fontana non può pensare di cavarsela così a buon mercato, riferiscano piuttosto in Aula in una seduta del Consiglio esplicitamente dedicata a questo tema: quello alla cura è un diritto costituzionale!

 

Eppure, se quello della salute è un tema così grande da ben rappresentare la scollatura tra la realtà e chi governa questo Paese e questa Regione, basta alzare lo sguardo sugli altri temi - quelli di cui magari è meno intuitivo accorgersi - per cogliere un puzzle di inadeguatezze e incapacità in cui è difficile mettere ordine. 

Ad esempio, non fanno che parlare di sicurezza, che è però stata un tema nazionale solo finché Fratelli d’Italia era all’opposizione, diventando poi improvvisamente una questione che grava sui Comuni, meglio se amministrati dal centrosinistra. Lo ha spiegato bene il nostro deputato Matteo Mauriche ha ricordato con grande chiarezza come garantire la sicurezza sia responsabilità dello Stato. Ciononostante il Governo, mentre annuncia nuove assunzioni, dimentica il dettaglio che nell’organico della Polizia di Stato mancano ben più di 11mila agenti, così come si scordano di spiegare che nella loro legge di bilancio le risorse per i nuovi organici e la loro formazione, o per l’acquisto di nuovi mezzi, sono pari a zero (cioè non è che siano poco, sono nulla!) senza contare che quando cercano di attribuire ai Comuni responsabilità che sono invece del Governo, si guardano bene dal parlare dei tagli fatti proprio ai fondi per la sicurezza urbana.



E i trasporti? Tacendo delle difficoltà croniche che i pendolari vivono quotidianamente, è appena arrivata l’ufficialità - a meno di due mesi dall’inizio delle Olimpiadi - sul fatto che la tangenziale di Tirano, così come altri importanti svincoli nell’area di Sondrio, non aprirà in tempo per i Giochi, ed ecco servita un’altra promessa di Regione Lombardia e del Ministero delle Infrastrutture che si rivela essere da marinaio, e pazienza se si è invece in montagna.

Non che in pianura le cose vadano meglio: l’Unione Europea ha aperto una procedura sull’emergenza smog che affligge il bacino padano rendendolo una delle aree più inquinate d’Europa, eppure per il Governo e per la Regione il problema non sembra sussistere dato che si bloccano opere e si tagliano fondi mentre il solo ente che opera per ridurre le emissioni del trasporto pubblico e promuovere sia la mobilità sostenibile sia la rigenerazione urbana è il Comune di Milano. Invece il Governo cancella 160 milioni di fondi antismog e programma ulteriori tagli per il 2026 e il 2027, senza contare che il taglio ai fondi per il servizio pubblico (vedi il prolungamento delle metropolitane) non potrà che aggravare la situazione, soprattutto se a ciò si unisce il taglio ai bilanci locali sino al 2029, che ridurrà ancora di più la capacità dei Comuni di fare investimenti su trasporti e ambiente.

Del resto, tra Palazzo Chigi e Palazzo Lombardia il gioco è sempre lo stesso, e non c’è ambito nel quale - a guardare le cose da vicino - non si noti che sotto una mano di vernice nemmeno troppo spessa ci sono numeri reali (stipendi, costo della vita, pressione fiscale…) che fanno tremare le vene ai polsi, come ha sottolineato il nostro Consigliere regionale Paolo Romano mettendoci una buona dose di ironia.



Chiudo però con una nota cui tengo particolarmente: come scrivevo la scorsa settimana, abbiamo tenuto martedì sera, qui in Lombardia, il primo incontro di livello nazionale sul Referendum del marzo prossimo, un appuntamento che sarà importantissimo. 

Dobbiamo attrezzarci già adesso 
per una campagna che sarà non facile e che ci vedrà impegnati fin dalla ripresa dopo le Feste. Proprio per questo vi chiedo di guardare e di diffondere il video della call con Debora Serracchiani, Alfredo Bazoli e Franco Mirabelli che non solo spiega bene quale sia la reale posta in gioco ma che soprattutto rappresenta il primo indispensabile passo da compiere verso una mobilitazione che sarà decisiva per il successo del NO: mettiamoci al lavoro da subito!

Un caro saluto,

Silvia Roggiani 

Segretaria regionale PD lombardo

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