Lunedì, 23 settembre 2019 - ore 05.20

Per difendere il Punto Nascite dell’Oglio Po non si scredita quello di Asola

La presidente del Comitato pro ospedale di Asola risponde a quanto affermato nei giorni scorsi dal dott. Borghesi, del Comitato pro Oglio Po e pubblicato

| Scritto da Redazione
Per difendere il Punto Nascite dell’Oglio Po non si scredita quello di Asola

Per difendere il Punto Nascite dell’Oglio Po non si scredita quello di Asola

La presidente del Comitato pro ospedale di Asola risponde a quanto affermato nei giorni scorsi dal dott. Borghesi, del Comitato pro Oglio Po e  pubblicato 

Trovo veramente scorretta la scelta del "Comitato per la difesa e il rilancio di Oglio Po" di difendere il presidio locale screditando e mettendo in cattiva luce un Ospedale che niente ha a che  vedere con la situazione attuale.

Mi sembra la classica "guerra tra poveri" nella quale tutti perdono e gli unici che vincono sono i "consigliori" che hanno altri interessi da difendere.

Missione del comitato è la difesa e il rilancio delle attività del nosocomio e non la guerra con altri ospedali.

Quando il nostro sindaco, insieme ad altri amministratori locali del territorio mantovano-cremonese, ha incontrato l’On. Faraone, sottosegretario al ministero della Sanità, ha perorato la causa di tutti i piccoli ospedali della nostra zona, senza fare distinzioni o graduatorie.

Vedo che la correttezza non paga. E che pur di ottenere ciò che si considera dovuto, alcuni cittadini sono disposti a mettere in difficoltà altre aree con gli stessi problemi.

E allora desidero rispondere al presidente del Comitato Oglio Po, dott. Luigi Borghesi, informandolo che anche per l'ospedale di Asola tardano a vedersi mantenute le promesse di rilancio e di impegno ad aumentarne servizi ed attrattività, e di investimenti in strumentazione ed in competenze professionali.

E come tutti sanno Asola ha dovuto per anni gestire dei reparti chiusi per lavori. Ma non per questo il livello di assistenza è peggiorato e il numero di parti è diminuito.

Qualsiasi cosa affermi il dott. Borghesi, che parla senza contezza dei fatti,  l'ospedale di Asola rientra in tutti i parametri previsti dalle normative vigenti, e questo vale anche per il reparto di ginecologia ed ostetricia.

È solo di qualche mese fa la relazione dell’ISTAT dalla quale emerge un preoccupante calo delle nascite (meno 105.000 nel 2017), a fronte della quale il nostro ospedale registra un aumento di parti, segno di una struttura attiva, funzionante e richiesta dalle pazienti.

E questo è confermato anche quest’anno, infatti ad Asola abbiamo già 20 parti in più rispetto allo scorso anno e siamo in controtendenza rispetto a tutti i presidi dell'Asst mantovana che ha visto una riduzione continua dei parti negli ultimi anni.

Credo che i fatti parlino da sé!

Le donne vogliono venire a partorire ad Asola perché sanno che l'assistenza e la professionalità sono garantite e che vengono coccolate ed accudite in ogni fase del percorso.

Bisogna puntare sul l'eccellenza e sulla specializzazione per avere qualche chance di veder mantenuti i servizi nei nostri ospedali.

Dichiarazione del presidente del Comitato pro Ospedale di Asola

cpo.asola@gmail.com

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