Mercoledì, 20 novembre 2019 - ore 00.44

Pianeta Anziani ALZHEIMER UN MODELLO DI SCREENING DELLA POPOLAZIONE A RISCHIO

Nei giorni scorsi è stato presentato in Conferenza stampa presso il Ministero della salute il progetto Interceptor. Erano presenti alla presentazione il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il Direttore generale AIFA, Mario Melazzini, il Professore Paolo Maria Rossini, esponente del Tavolo di lavoro e Patrizia Spadin, Presidente di AIMA (Associazione italiana malati di Alzheimer), ha mooderato l’evento la giornalista Livia Azzariti.

| Scritto da Redazione
Pianeta Anziani ALZHEIMER UN MODELLO DI SCREENING DELLA POPOLAZIONE A RISCHIO

Pianeta Anziani ALZHEIMER UN MODELLO DI SCREENING DELLA POPOLAZIONE A RISCHIO

Nei giorni scorsi è stato presentato in Conferenza stampa presso il Ministero della salute il progetto Interceptor. Erano presenti alla presentazione il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il Direttore generale AIFA, Mario Melazzini, il Professore Paolo Maria Rossini, esponente del Tavolo di lavoro e Patrizia Spadin, Presidente di AIMA (Associazione italiana malati di Alzheimer), ha mooderato l’evento la giornalista Livia Azzariti.

Il tema delle demenze è al centro dell'attenzione a livello mondiale a causa del progressivo invecchiamento delle popolazioni, che sta portando ad un rilevante cambiamento demografico con ricadute sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.

Gli esperti, quindi, hanno disegnato uno studio osservazionale (Interceptor) che coinvolgerà 400 pazienti con lievi deficit cognitivi, di età compresa tra 50 e 85 anni, distribuiti in 5 centri italiani, specializzati nella diagnosi e nella cura della demenza di Alzheimer.

Oggi purtroppo non esistono farmaci in grado di fermare o far regredire la malattia e tutti i trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi o limitarne l’aggravarsi per alcuni mesi.

Negli ultimi anni l’approccio più frequente della ricerca è quello di sviluppare un intervento farmacologico precocissimo sulle prime fasi della malattia in cui i sintomi sono minimi.  A tal fine, è stata posta maggiore attenzione all’individuazione di biomarcatori che permettano di predire la conversione verso la demenza di Alzheimer dei pazienti con lieve compromissione delle funzioni cognitive (Mild cognitive impairment), ovvero individui con rischio maggiore di sviluppare malattia di Alzheimer (circa 735.000 persone in Italia).

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