Lunedì, 26 agosto 2019 - ore 00.14

Pianeta Migranti. Cosa ci hanno raccontato i giornali nel 2016?

L’analisi dei temi e dei messaggi riportati sulle prime pagine del Corriere della Sera, Il Giornale, l’Avvenire, l’Unità, la Repubblica, la Stampa -da gennaio a ottobre- evidenzia alcuni elementi significativi.

| Scritto da Redazione
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Il 2016 è l’anno della “grande immigrazione” sui media e nel dibattito pubblico con il 10% in più di notizie rispetto al 2015, che già registrava un picco di visibilità notevole.

L’immigrazione diventa sempre più un tema polemico del dibattito politico condotto da posizioni opposte: diffidare e respingere gli immigrati oppure, accoglierli.

Le questioni sociali e culturali compaiono 3 volte in più rispetto al 2015: nei racconti sulla (in)capacità di accogliere, sulle differenze culturali, identitarie e religiose; nella riflessione sulla (in)compatibilità delle ‘loro’ abitudini e stili di vita così diversi dai ‘nostri’ e soprattutto, nella rivendicazione delle istanze razziste e xenofobe. “Sono proprio i social network, Facebook e Twitter, a veicolare manifestazioni di intolleranza dai toni apertamente razzisti e in grado di generare “una tensione che rischia di riprodursi sui diversi ambienti sociali, favorendo, paradossalmente, la diffusione di atteggiamenti intolleranti fra le componenti più giovani, socializzate alla comunicazione digitale.”

Rispetto al 2015, sono più visibili le questioni legate ai problemi dell’accoglienza: i racconti di ciò che avviene alle frontiere, i muri, i respingimenti, i naufragi, gli sbarchi e i racconti dei viaggi (seconda voce dell’agenda). Così pure, le attese di coloro che aspettano di oltrepassare i confini, di attraversare il mare, di rientrare nelle ‘quote’ per ottenere lo status di rifugiato, per avere accesso a un centro di accoglienza, per andare verso Nord.

Il rapporto “Notizie oltre i muri” considera l’informazione del 2016 meno ansiogena e più strutturata rispetto al 2015. Il calo significativo dei toni allarmistici,  (quasi 20 punti rispetto all’anno precedente) è in ragione del fatto che è prevalsa la discussione della politica interna ed europea e della gestione dell’accoglienza. Si tratta di un confronto-dibattito politico e istituzionale che non riesce a trovare un orizzonte condiviso e parla (e litiga) sullo sfondo di immagini e racconti da campi profughi, respingimenti e tensioni sociali.

Permangono però alcune aree ansiogene legate per lo più alla criminalità e al terrorismo: questioni maggiormente trattate rispetto al 2015. E’ frequente il racconto del rischio di cellule jihadiste presenti sul territorio o in arrivo sui barconi. Ma la cronaca nera dà spazio anche ai migranti/rifugiati che sono vittime di reati, e questo è un elemento di novità.

C’è la tendenza anche a fare del sarcasmo nei confronti dei rifugiati e migranti. Uno stile utilizzato, secondo il rapporto, da un’unica testata – il Giornale – ma che segnala quanto la gestione del fenomeno migratorio sia diventata terreno di scontro politico.

Anche per il 2016 è mancata, in sostanza, la possibilità di un’informazione completa sull’immigrazione che parli non solo gli effetti degli arrivi, ma anche delle cause a monte delle partenze e delle fughe. Soprattutto, non si è dato spazio alla voce dei diretti interessati: i migranti e i rifugiati, ridotti a ombre vaganti, in balia delle disfunzioni di una politica migratoria non seria, oltre che dell’isteria populista che serpeggia in Europa.

















 

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