Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 10.57

Pianeta Migranti Cremona . Stranieri che aiutano gli italiani in tempo di virus

A Cremona e nel resto del paese, alcuni fatti -non unici- di solidarietà da parte di singoli cittadini o comunità straniere verso gli italiani sono segno che la convivenza tra le diverse culture e religioni ha maturato anche un legame di reciproca responsabilità umana e di fraternità.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti Cremona . Stranieri che aiutano gli italiani in tempo di virus

Pianeta Migranti Cremona . Stranieri che aiutano gli italiani in tempo di virus

A Cremona e nel resto del paese, alcuni fatti -non unici- di solidarietà da parte di singoli cittadini o comunità straniere verso gli italiani sono segno che la convivenza tra le diverse culture e religioni ha maturato anche un legame di reciproca responsabilità umana e di fraternità.

La comunità islamica di Crema in aiuto all’ospedale.

Sono stati già raccolti 5.500 euro, ma non saranno i soli. Lo ha detto Bouzaiane Dhaouadi, portavoce della Comunità: “Quando ci ammaliamo, non andiamo in Tunisia o in Marocco; ci curiamo qui, nel nostro ospedale. Volevamo dare un contribuito concreto per combattere l’epidemia”. Un gesto di fratellanza e di amore per il territorio che li ha accolti quando sono arrivati qui, dove sono nati tanti dei loro bambini. Speriamo che Dio ci sollevi da questa situazione. Preghiamo, ognuno a casa propria, perché si possa tornare al più presto alla normalità”. E Mouhammed Tahiri, anch’egli esponente della Comunità ha aggiunto: “Cogliamo l’occasione per ringraziare i medici, il personale infermieristico e tutti i lavoratori dell’Ospedale Maggiore per l’immenso lavoro che stanno facendo. Nello stesso tempo, come Comunità Islamica, vogliamo esprimere le nostre condoglianze per tutti coloro che sono morti portati via dal virus”. E conclude lanciando un appello: “Quando c’è un bisogno non è necessario chiedere, basta vedere le persone in difficoltà. Per questo vogliamo dare la nostra disponibilità a svolgere anche piccoli lavori manuali per aiutare tutti coloro che hanno bisogno. Così, con la stessa semplicità con cui aiuto due persone anziane che abitano nel mio caseggiato”.

Gli stranieri ospiti della Casa dell’Accoglienza della Caritas di Cremona nei giorni scorsi, hanno posizionato un banchetto all’ingresso della mensa, con un cartellone che invitava a contribuire alla raccolta fondi per l’Ospedale. Molti di loro hanno devoluto parte del proprio pocket money a questa iniziativa nata come segno di solidarietà e partecipazione all’emergenza che sta travolgendo la città che li ha accolti, contribuendo alla raccolta di 500 euro. Un’iniziativa spontanea e inattesa in un momento in cui i redditi di chi svolge qualche piccolo lavoro vengono a mancare e le risorse a disposizione di queste persone sono davvero minime. A motivare il gesto, la consapevolezza della gravità della situazione sanitaria sul territorio e la volontà di non stare a guardare, ma di lasciarsi coinvolgere nella rete della solidarietà che si sta generando, dando un proprio contributo.

A Canonica d’Adda, in provincia di Bergamo, il fruttivendolo egiziano Sameh Ayad regala arance e verdure agli italiani. “Dieci anni fa, mi avete accolto e ora voglio dirvi grazie”, si legge su un cartello sistemato nel suo negozio tra mele, ananas e pomodorini. I suoi concittadini più bisognosi possono prendere gratuitamente: zucchine, arance, ma anche aglio, cipolle e limoni. Lontano da moglie e 3 figlie con le quali a breve avrebbe dovuto definitivamenteri congiungersi, la sua solitudine è compensata dai commenti sui social a sostegno della sua idea: c’è chi esalta la generosità di “un gesto tutt’altro che scontato”; chi prende il suo esempio per invitare le persone ad abbattere una volta per tutte le barriere razziste, ricordando che “siamo tutti fratelli” e c’è, infine, chi si augura che le persone non si approfittino di tanta bontà, ma che lascino i prodotti a chi ne ha davvero bisogno.

La comunità senegalese di San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, si è riunita all’Avis il 20 marzo per fare una donazione di sangue in supporto alle realtà sanitarie italiane messe in crisi dal Coronavirus. Un’iniziativa laica, promossa da una comunità in cui islamici e cristiani si mescolano con grande semplicità. Per la comunità senegalese è proprio Assane Badiane a esprimersi: “È il nostro modo di ringraziare l’Italia, far capire che ci teniamo”. E invita i vescovi e i sacerdoti a fare lo stesso, “portando i fedeli nei centri di donazione. Ne hanno urgente necessità. È seguire l’esempio di Cristo”. Una comunità che dona il sangue con decine e decine di propri membri, fortemente legata al tema dell’immigrazione e al discorso

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