Lunedì, 19 agosto 2019 - ore 22.19

Pianeta Migranti. Dal Camerun a Cremona, da Cremona a Bruxelles.

E’ la storia d'integrazione di Juvet, vent'anni, camerunense, beneficiario di protezione internazionale che il 20 giugno scorso è stato protagonista a Bruxelles di un evento della Commissione Europea mirato a lanciare un programma europeo per identificare le competenze dei cittadini migranti allo scopo di promuoverne l’inclusione.

| Scritto da Redazione
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Juvet riceve la protezione internazionale in Italia dalla Commissione territoriale di Milano, nel 2014. È accolto nello SPRAR (il Sistema italiano di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), a Cremona: là, segue un progetto personalizzato di inclusione socio-lavorativa grazie al lavoro svolto dallo staff e dallo stesso Juvet. Una storia di concreta bidirezionalità del processo di integrazione, al cui centro si colloca l'impegno reciproco: da una parte, un'azione multidisciplinare (socio-psico-educativa e di politica attiva del lavoro), dall'altra, l'investimento attivo e quotidiano del beneficiario nel percorso di inclusione. Juvet ha fatto diverse esperienze di volontariato e di tirocinio in Italia, tutte nell'ambito socio-sanitario, lavorando con persone anziane, disabili e pazienti terminali. Ha inoltre partecipato al progetto INSIDE, realizzato dalla Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con SPRAR, e presente nella banca dati della Commissione Europea  che ha consentito a 683 beneficiari di protezione internazionale, accolti nella rete SPRAR, di accedere a un tirocinio e a un set strutturato e personalizzato di misure di politica attiva del lavoro, per esempio orientamento, counselling e profilazione delle competenze.

Proprio al tema delle competenze è stato dedicato l'evento di lancio dell’UE

“Skills Profile Tool for third-country nationals” che si è aperto il 20 giugno a cui ha partecipato Juvet, invitato dalla Commissione Europea a offrire una testimonianza.

Ripercorrendo la sua storia, Juvet ha dimostrato quanto sia importante, rispetto all'integrazione, identificare in maniera efficace le competenze dei rifugiati: conoscenze, esperienze, abilità presenti nel background della persona che, se correttamente profilate, possono giocare un ruolo cruciale per l'inserimento socio-lavorativo, vero e proprio asse del percorso di inclusione nella società di arrivo.

Nel corso del suo intervento Juvet ha sottolineato come il tirocinio svolto nell'ambito del progetto INSIDE sia stato cruciale per comprendere quale fosse la strada professionale da intraprendere. "Quando ero negli scout ho capito che mi piaceva aiutare gli altri. Poi ho svolto il tirocinio e ne ho avuto la conferma. Quanto torno a casa sono contento di come ho passato la giornata". Il suo prossimo obiettivo sarà quello di ottenere la qualifica per poter svolgere l'attività di operatore socio-sanitario.

Davide Longhi, operatore dell'Agenzia Mestieri Lombardia, ente promotore del tirocinio INSIDE svolto da Juvet, ha raccontato come "Juvet abbia iniziato ad occuparsi della cura della terra e delle piante, poi, piano piano abbiamo compreso che aveva una predisposizione per la cura dell'altro ed è per questo che è stato possibile inserirlo in un corso professionalizzante adatto a lui". E infine Lara Raffaini, operatrice SPRAR del Comune di Cremona, nel suo intervento ha voluto ricordare quanto sia importante "rendere i migranti partecipi del loro processo di integrazione, che deve essere frutto di una loro scelta. Ciò che conta è che i migranti non subiscano un percorso di integrazione non scelto da loro". Juvet, unico immigrato europeo ad essere intervistato al convegno ci ha detto che si sentiva emozionato davanti ad una platea internazionale di oltre 200 persone super esperte sui problemi migratori: ”per me è stata una bellissima esperienza e sono stato molto soddisfatto perché ho capito che l’intento dell’evento era trovare il modo migliore di aiutare i migrati a rifarsi la vita.”

 

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