Giovedì, 18 luglio 2019 - ore 22.17

Pianeta Migranti. Mediterraneo mare di ponti non di morti

Centinaia di giovani provenienti da vari Paesi d'Europa e del Mediterraneo, di diverse culture e diverso orientamento religioso, a ferragosto animeranno quattro giornate per riflettere su grandi temi condivisi e scriveranno la Carta di Leuca un documento politico rivolto ai governi.

| Scritto da Redazione
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Ragazzi e ragazze europei e dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum discuteranno di: Fraternità è riconoscimento dei volti; Fraternità è condivisione della terra; Fraternità è percorso di opportunità; Cooperazione: la fraternità fatta storia. L'evento vuole essere testimonianza del ruolo fondamentale dei corridoi umanitari, frutto del lavoro della Comunità Sant’Egidio, per consentire di raggiungere il nostro Paese a chi fugge dalle atrocità della guerra. Con la partecipazione della Conferenza Episcopale Italiana, di Pax Christi, di Focsiv, di Migrantes, di Caritas Italiana e di altre autorevoli realtà associative.

Come ogni anno, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, si partirà a piedi dalla tomba di don Tonino Bello per un pellegrinaggio verso la Basilica Santuario di Santa Maria di Leuca - De Finibus Terrae. Dopo una prima edizione di successo, lo scorso anno, seguendo le orme di don Tonino Bello, i ragazzi lavorano insieme a istituzioni, fondazioni, Gal, Associazioni e Organizzazioni interessate a sviluppare percorsi di dialogo, confronto, conoscenza, cooperazione con tutti i popoli del Mediterraneo. L’obiettivo: educare i giovani alla diplomazia del dialogo e concretizzare le iniziative con cammini di sviluppo. “Abbiamo le nostre radici a Santa Maria di Leuca - afferma Gianfranco Cattai, presidente di Focsiv (la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontariato) -. A Ugento, per esempio, ha sede Amahoro, che in rwandese significa pace. L’associazione si ispira ai principi della dottrina sociale della Chiesa e si impegna alla programmazione di interventi nei Paesi in via di sviluppo. È una testimonianza dell'impegno della comunità locale verso l'Africa.

In questo mare affascinante e tribolato, Santa Maria di Leuca sta nel mezzo, è crocevia che abbraccia Oriente e Occidente. Da secoli, vi convivono le tre religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam), plasmando la storia dell’intera area. Un ideale di coabitazione che non può essere privo di cittadinanza, e che deve essere mantenuto vivo.

Le quattro giornate di incontro, riflessione e di redazione della "Carta di Leuca", si articoleranno anche in straordinari momenti di convivialità, di festa, di arti e di cultura.

Il documento finale, sintesi delle diverse culture, delle diverse sensibilità e anche delle diverse fedi religiose cui i giovani appartengono, diventerà un appello che le Organizzazioni rivolgeranno ai decisori politici ed ai Governi, per costruire un futuro di Pace, alla scuola di don Tonino Bello.

La Carta di Leuca intende farsi strumento di questo sogno. Portabandiera di pace. Portavoce di ogni possibile fraternità. A cominciare dalle quattro tende in cui i giovani discutono della biodiversità (a Specchia), della cultura e della comunicazione (a Ugento), del turismo sostenibile (a Tricase Porto) e all’artigianato locale (ad Andrano).

Questo evento pugliese è gemellato con la Marcia della Pace di Assisi ed è stato selezionato dall’Università Cattolica -Alta Scuola per l’Ambiente- come buona prassi per l’attuazione dell’enciclica “Laudato si’”,

 

 

 

 

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