Giovedì, 19 settembre 2019 - ore 18.39

Pianeta migranti. ‘Muri contro i migranti, vittoria del terrorismo’

Lo sostiene il sociologo Bauman. Il paradosso di un Parlamento europeo che promuove alleanze contro il terrorismo tra i suoi Stati membri mentre questi costruiscono muri che ridefiniscono dove comincia e finisce l’Unione. I muri sgretolano la cooperazione europea nella lotta contro il terrorismo.

| Scritto da Redazione
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Un milione di migranti arrivati in Europa nel 2015 e circa 4000 morti nel Mediterraneo. Non si tratta di una situazione di emergenza ma di un fenomeno strutturale che andrebbe governato con politiche adeguate e non arginato coi muri.

La Gran Bretagna ha annunciato di voler finanziare la costruzione di un muro lungo l’autostrada che costeggia il campo profughi “Giungla” a Calais, nel nord della Francia, ultimo avamposto sulla terraferma prima di raggiungere l’Inghilterra. È solo l’ultimo dei muri o barriere sorti negli ultimi anni di fronte alla crisi migratoria, in un’Europa che si dice unita. I media britannici lo hanno soprannominato IL GRANDE MURO DI CALAIS.

Dal giugno 2015 il porto francese di Calais è dotato di una barriera per impedire che i migranti diano l’assalto ai traghetti che attraversano la Manica. Il `nuovo´ tratto di muro sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale vicina al campo Giungla. Secondo le stime, il progetto dovrebbe costare 1,9 milioni di sterline e fa parte di un pacchetto di misure da 17 milioni di pound del governo britannico per meglio controllare i confini gestiti insieme alle autorità francesi.

UNGHERIA-SERBIA - A un anno dalla costruzione del primo `muro difensivo´ al confine con la Serbia (175 km di filo spinato, alto 4 metri), l’Ungheria di Viktor Orban ha annunciato nelle scorse settimane una nuova barriera fortificata anti-migranti lungo la stessa frontiera meridionale. Di recente, Budapest ha inoltre disposto l’impiego di altri 3 mila poliziotti a protezione del confine meridionale, in aggiunta ai 3.500 già in servizio.

AUSTRIA-ITALIA - Dopo settimane di tensioni nella scorsa primavera, sembra invece scongiurato la `barriera´ al confine con il Brennero che Vienna voleva erigere per contenere gli arrivi di migranti dall’Italia, diretti nel resto d’Europa. L’Austria ha però deciso di schierare fino a 2.200 soldati per difendere i suoi confini.

MACEDONIA-GRECIA - Nel novembre 2015 Skopje ha iniziato la costruzione di una barriera (1,5 km di rete sovrastata da filo spinato) al confine nei pressi di Idomeni, il campo in territorio ellenico divenuto per mesi un gigantesco imbuto per i profughi.

MELILLA-MAROCCO - Anche in questo caso l’obiettivo è bloccare i migranti che, dal Marocco, cercano un futuro attraverso le enclave spagnole di Ceuta e Melilla. La barriera è stata costruita nel 1990.

BULGARIA-TURCHIA - La sua costruzione è cominciata nel 2014 per bloccare i flussi migratori provenienti da Est. La barriera è lunga 30 km ma dovrebbe arrivare a 160.

Per il sociologo Bauman “I muri contro i migranti, sono una vittoria del terrorismo”

Una vittoria a cui collaborano i nemici del terrorismo stesso,  ossia il mondo occidentale europeo che, in nome della paura degli stranieri sta distruggendo con le proprie mani quei valori di civiltà e libertà che i terroristi odiano e vorrebbero cancellare. Moltiplicando le misure eccezionali, costruendo muri, alimentando la propaganda xenofoba, sospendendo le regole base della democrazia con leggi speciali, si fa dell’Europa una fortezza chiusa in se stessa, militarizzata e violenta. Compaiono  i vagoni blindati, i campi d’internamento, le deportazioni e le violenze poliziesche contro inermi, anche bambini. Torna l’Europa dei tempi oscuri del passato, della violazione dei diritti e delle libertà. L’Europa di quell’ ”orrore” che il terrorismo vuole diffondere e imporre con violenza.

 

 

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