Domenica, 22 settembre 2019 - ore 03.41

Pianeta migranti. Non c’è nessuna invasione!

La strage di Dacca (e non solo questa) ha spezzato l’opinione ben radicata che esiste uno stretto legame tra immigrazione e terrorismo. Ormai sappiamo che gli attentatori delle varie stragi non sono persone arrivate coi barconi in Belgio, in Francia o in Bangladesh

| Scritto da Redazione
Pianeta migranti. Non c’è nessuna invasione! Pianeta migranti. Non c’è nessuna invasione! Pianeta migranti. Non c’è nessuna invasione! Pianeta migranti. Non c’è nessuna invasione!

Gli autori della strage di Dacca sono identificati in giovani ‘bene’ di famiglie facoltose e di alto livello culturale che non hanno niente da spartire con la gente poverissima che vive nel paese.

C’è un’onestà che riguarda anche il linguaggio e anche l’uso di alcune parole come invasione, emergenza, crisi… I luoghi comuni  non aiutano certamente  a decifrare in modo corretto il processo migratorio in corso, ma piuttosto contribuiscono a falsarne i dati  e ad allargare la distanza tra quanto si percepisce e la realtà.

Si continua a parlare di “invasione inarrestabile” a fronte di 130mila richiedenti asilo e rifugiati accolti nelle diverse città del nostro Paese. In realtà il rapporto tra immigrati e cittadini italiani è di 2 su 1000 abitanti.

“I musulmani ci invadono!” Però, meno di un terzo tra gli immigrati che arrivano in Italia sono musulmani.

“Gli immigrati ci tolgono ricchezza!” Ma con i 5 miliardi di differenza tra contributi versati e percepiti dagli immigrati, l’Inps paga le pensioni di 600mila italiani.

“Vengono e ci portano via i posti di lavoro!” Ma i dati Istat dicono che il nostro paese (e l’Europa) ha forte necessità di lavoratori stranieri per sostenere il Pil e garantire il nostro welfare.

“Saremo travolti da milioni di poverissimi!” In realtà sono prevalentemente quelli dei ceti medi che riescono ad arrivare da noi perché i soli con le risorse economiche necessarie per fare il viaggio.

“Rischiamo una catastrofe demografica!” Il Paese si sta spopolando, con la perdita di 180mila italiani nel 2015, rimpiazzati da meno di 40mila stranieri immigrati. 

Il tema delle migrazioni è ostaggio di tante falsità che, certa politica e certi media, hanno interesse ad alimentare. Questa narrazione è lo specchio delle ansie della gente nei confronti della globalizzazione; alimenta le opinioni di settori importanti dell’elettorato e riduce lo spazio per le politiche d’integrazione. Nessun governo può pensare di approvare leggi lungimiranti in materia e di avere il consenso dell’opinione pubblica in presenza di questa congiuntura comunicativa e culturale avversa. C’è bisogno di contro-narrazioni e di iniziative che possano contrastare l’informazione distorta sul fenomeno. E’ quanto cerca di fare il XXV rapporto di Caritas-Migrantes “La cultura dell’incontro” uscito il 5 luglio. Il rapporto sostiene che solo a partire da una onesta lettura è possibile un altro approccio, che è quello di guardare la migrazione a partire dalla prospettiva di “quelli che non ce la fanno.”

“Il fenomeno della mobilità va guardato con gli occhi – il più delle volte impauriti – dei “profughi stessi…. è un fenomeno di volti e di storie che dovremmo almeno tentare di immaginare! Occorre una visione integrale della mobilità umana che vede “l’emigrazione come un aspetto della vita di queste persone. Nella loro vita c’è altro: progetti personali e familiari, attese per la vita dei propri figli. Di qui la necessità di accostarsi ai migranti centrandosi sulle persone a partire dalle loro esperienze; l’importanza che, in queste storie, va data alla volontà e alla possibilità di ricongiungersi con le proprie radici (spesso non solo familiari), che appartengono a una storia e a una cultura.”

Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’ONU (20 giugno) ha ribadito: “I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio.”

Allegato: Sintesi XXV rapporto Immigrazione 2015 Caritas- Migrantes

http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/6472/Sintesi_OK%20(1).pdf

 

 

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