Venerdì, 17 agosto 2018 - ore 09.20

Pianeta Migranti. Non dirmi che hai paura Iniziativa a Rivolta d’Adda

E’ il titolo della rassegna organizzata dal Comune di Rivolta d’Adda e dalle associazioni locali per scoprire quanta integrazione già si fa sul territorio e quanta ricchezza può venire dalla diversità.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. Non dirmi che hai paura Iniziativa a Rivolta d’Adda

E’ il titolo della rassegna organizzata dal Comune di Rivolta d’Adda e dalle associazioni locali per scoprire quanta integrazione già si fa sul territorio e quanta ricchezza può venire dalla diversità.

 Cittadini, scuole e stranieri sono stati coinvolti in diversi eventi: una mostra artistica, proiezioni cinematografiche, aperitivi interculturali, seminari per gli addetti ai lavori e incontri pubblici di approfondimento sul tema.

A Rivolta più del 10% della popolazione è formata da persone provenienti da altri paesi, altre culture ed esperienze. Lo scorso gennaio è stato attivato un progetto di accoglienza diffusa (CAS) e ad aprile è stato individuato il soggetto con cui procedere alla progettazione di un servizio SPRAR. Prezioso è stato il contributo organizzativo delle associazioni locali tra cui le Acli, che da circa due decenni organizzano una scuola di lingua italiana e di intercultura con uomini e donne straniere.

In questo contesto, il Comune ha voluto calare la rassegna “Non dirmi che hai paura” per rivolgersi a tutti i rivoltani che, volendolo o no, si trovano ad accogliere la presenza di stranieri, e a quelli che, per motivi molto diversi chiedono di essere accolti nella comunità. L’intento è di sensibilizzare, usando diversi linguaggi comunicativi, sul fatto che ormai le nostre realtà locali sono chiamate a farsi attori dei processi di inclusione sociale e integrazione dei migranti.

L’iniziativa del Comune e delle associazioni porta a riflettere sul tema dell’accoglienza in modo documentato e razionale, al di là delle strumentalizzazioni tipiche della recente campagna elettorale che ha imputato ai migranti la colpa della crisi economica nascondendo invece le vere cause che hanno impoverito gli italiani, ossia, le forsennate speculazioni finanziarie che hanno travolto l’economia reale e fatto pagare lo scotto ai cittadini.

A Rivolta, il momento più forte della riflessione è stata la presentazione della ricerca europea ’SAME’ (supporting action for migrant entrepreneurship) sulle migliori pratiche di integrazione sociale ed economica europee dei migranti, da parte di Simona Colucci che ha seguito la ricerca, iniziata nel gennaio 2017. Sono seguiti gli interventi di Sara Honegger, Donatella Forconi, Pietro Florida Adramet Barry che hanno richiamato alcune esperienze positive che hanno coinvolto diversi tipi di attori.

La ricerca ‘SAME’ rappresenta la prima fase di un progetto più ampio il cui scopo è facilitare e rafforzare l'inclusione economica e sociale dei migranti, attraverso cicli di incubazione leggera di imprese guidate da migranti e rifugiati di paesi non UE e di creazione di servizi a sostegno della loro inserimento nel mercato del lavoro. Pertanto SAME affronta le sfide legate all’integrazione straniera nel mondo del lavoro, i bisogni che stimolano questo processo, le opportunità da valorizzare, le competenze da promuovere, le reti, il capitale sociale e i servizi che possono supportare l’inserimento lavorativo e sociale. Evidenzia anche le tendenze e gli approcci emergenti nell'UE per avviare un dialogo strategico e un processo di collaborazione tra i diversi soggetti portatori di interesse. Intende anche comprendere come le politiche e le iniziative promosse in tutta Europa possano inserirsi nel contesto italiano e se sia possibile identificare sfide e schemi comuni che possono portare a una strategia europea di sviluppo di politiche efficaci per l’integrazione sociale ed economica dei migranti.

 

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