Giovedì, 18 luglio 2019 - ore 01.01

Pianeta Migranti. In Europa avanza la tratta degli schiavi del lavoro.

Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa nel loro rapporto annuale “GRETA” hanno documentato che la tratta dello sfruttamento lavorativo è una pratica consolidata nei Paesi europei e che i suoi numeri, ormai, hanno superato quelli della tratta sessuale.

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. In Europa avanza la tratta degli schiavi del lavoro.

Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa nel loro rapporto annuale “GRETA” hanno documentato che la tratta dello sfruttamento lavorativo è una pratica consolidata nei Paesi europei e che i suoi numeri, ormai, hanno superato quelli della tratta sessuale.

Le vittime sono uomini sfruttati nell’industria, in agricoltura, nell’edilizia, e donne occupate nel lavoro domestico. Rari i processi e le condanne.

La forma principale di schiavitù moderna è lo sfruttamento lavorativo e le prime vittime sono proprio i migranti. L’allarme è lanciato dagli esperti del Consiglio d’Europa del gruppo GRETA (Group of experts on action against trafficking in human beings) nel rapporto annuale sulla tratta degli esseri umani nei paesi dell’Unione.

Leggendo le 70 pagine del rapporto (il settimo) relativo al 2017, si resta di stucco. Mentre la schiavitù cresce nel cuore dell’Europa, gli esperti sottolineano che il problema è ampiamente sottovalutato. Le denunce, così come le condanne, sono quasi inesistenti, proprio perché le vittime trovano lavoro e alloggio grazie ai trafficanti e preferiscono non denunciare o non testimoniare. Risultato: la tratta degli esseri umani per lo sfruttamento lavorativo resta praticamente invisibile. E questo, secondo il Consiglio d’Europa, “è uno degli aspetti più problematici della schiavitù moderna”, nonostante la “tratta di esseri umani” sia definita un crimine dall’articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e da altre istanze giuridiche internazionali, come l’organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Se fino a oggi la forma principale di sfruttamento degli esseri umani in Europa era quello sessuale, oggi, è quello lavorativo ad essere il più diffuso, in particolar modo nel Regno Unito, in Belgio e in Portogallo, per citare i paesi più importanti. In Polonia addirittura, il concetto di “servitù” non è considerato dalla legge come forma di sfruttamento.

Il rapporto GRETA ha mappato i numerosi casi segnalati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Come il caso di 42 bengalesi che lavoravano fino a 12 ore al giorno, senza permesso di lavoro, in una coltivazione di fragole nel sud della Grecia, sotto la stretta vigilanza di guardie armate, e alloggiati in baracche di fortuna senza servizi igienici e acqua corrente. Quando i lavoratori hanno reclamato il salario che non ricevevano da mesi, una guardia armata ha aperto il fuoco e ne ha feriti trenta.

Ma lo schiavismo avviene anche nei bei quartieri delle grandi capitali. Nel 2015 a Londra, secondo “GRETA”, la polizia ha registrato 75 casi di schiavitù di collaboratori domestici, di cui 10 a casa di diplomatici!

Anche l’Italia nel 2016 è stata monitorata dal gruppo di “GRETA” che ha evidenziato la presenza della piaga del caporalato.

La schiavitù in Europa, oggi, è presente in tutti i settori produttivi, ma in particolar modo nell’edilizia, nel turismo, nel manifatturiero, in agricoltura, nella pesca e nel settore pulizie. L’obiettivo è chiaro: accumulare profitti riducendo quasi a zero il valore della forza lavoro. Ciò produce grossi vantaggi rispetto alla concorrenza all’interno di uno stesso settore e incentiva tutti ad adottare la stessa pratica. Questa la ragione di fondo che spiega la sua irrefrenabile ascesa, in Europa.

Leggendo il rapporto “GRETA”, non possiamo che fare un parallelismo con la tratta degli schiavi africani del XIX secolo. Allora come oggi, uomini e donne, strappati al loro continente -l’Africa- vengono messi su imbarcazioni pericolanti che affrontano traversate rischiose, al termine delle quali, se non muoiono, vengono sfruttati e schiavizzati. Questo accade nella civile Europa che per di più, sovente, rivendica le sue radici cristiane!

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