Domenica, 25 agosto 2019 - ore 03.07

Pianeta Migranti. La voce Rosolino Azzali, sindaco cremonese, che fa accoglienza diffusa.

Tante realtà umanitarie e associative contrarie al ritorno ai Centri Identificazione Espulsione chiedono di rafforzare il sistema Sprar dell’accoglienza diffusa sul territorio che vede i Comuni e i sindaci in prima linea nel costruire l'accoglienza. Rosolino Azzali, sindaco di Corte de’ Frati parla della sua esperienza.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. La voce Rosolino Azzali, sindaco cremonese, che fa accoglienza diffusa. Pianeta Migranti. La voce Rosolino Azzali, sindaco cremonese, che fa accoglienza diffusa. Pianeta Migranti. La voce Rosolino Azzali, sindaco cremonese, che fa accoglienza diffusa. Pianeta Migranti. La voce Rosolino Azzali, sindaco cremonese, che fa accoglienza diffusa.

Domanda: il suo Comune ha incontrato difficoltà logistiche o economiche nel praticare l’accoglienza diffusa?

“Accogliendo l’appello della Prefettura di Cremona per far fronte alle ondate di immigrazione con progetti di accoglienza diffusa (accoglienza sostenibile, in relazione all’entità demografica e ai servizi resi disponibili dal territorio ospitante) il Comune di Corte de’ Frati da Agosto 2015 ha dato il benvenuto a una giovane famiglia africana di tre persone: mamma, papà e la piccola Zuleya. L’accoglienza è stata realizzata grazie alla collaborazione della cooperativa Nazareth; il Comune ha fornito l’alloggio mettendolo a disposizione gratuitamente mentre la cooperativa ha gestito il contributo statale fornito per il mantenimento dei profughi occupandosi del pagamento delle utenze e della fornitura dei beni di prima necessità.”

Sindaco, siamo in un momento in cui sui migranti si fanno tante semplificazioni:  "sono clandestini, terroristi,  ci invadono, ci portano via il lavoro..." Nella sua comunità questo sentire è emerso? Come sono stati accolti?

“Fortunatamente nel nostro comune non sono emerse queste critiche, a parte qualche voce solitaria; i ragazzi sono stati accolti bene ed inseriti in un percorso di integrazione in collaborazione con la cooperativa Nazareth e sono stati coinvolti in lavori socialmente utili, come la tinteggiatura dell’intero plesso scolastico di Brazzuoli. Hanno poi partecipato a un corso di lingua italiana, reso possibile grazie al prezioso aiuto di alcuni giovani di Corte: Dana Bonaldi, Amedeo Tonarelli, Elisa Tonarelli e Michael Balestreri. Per quattro giorni a settimana i giovani insegnanti si sono alternati nelle lezioni di italiano, svolte nei locali della biblioteca comunale. Per il preziosissimo contributo, ai quattro volontari verrà consegnato un attestato di partecipazione (rilasciato con delibera di giunta), consegna ufficiale che si terrà durante il prossimo Consiglio Comunale.”

A suo avviso ci sono correttivi o miglioramenti da introdurre in questo sistema di accoglienza? Quali?

“La preoccupazione è per il dopo …infatti anche noi come altri Comuni che hanno aderito al modello accoglienza diffusa ci stiamo domandando cosa succederà in futuro: cominciano ad arrivare molti dinieghi alla richiesta di asilo e dobbiamo decidere assieme come comportarci. Di certo, non possiamo mettere in strada una famiglia con un minore. Inoltre, va segnalato che se prima dell’accoglienza venivamo giornalmente sentiti dalla Prefettura che chiedeva di sveltire i tempi dell’accoglienza stessa, in seguito non abbiamo più avuto contatti nemmeno per chiedere se stesse andando tutto bene.”

Degli 8000 comuni italiani, 2700 aderiscono a un progetto Sprar. Secondo lei per quali motivi tanti Comuni non fanno accoglienza diffusa? Come si sta muovendo l'Anci al riguardo?

“Ribadendo che il metodo dell’accoglienza diffusa mi sembra l’unico sostenibile e che non ha praticamente impatto sulle nostre Comunità che già da alcuni anni si misurano con un forte aumento dell’immigrazione, ritengo che il rifiuto di alcuni Comuni sia dovuto o a oggettive difficoltà a mettere a disposizione immobili, oppure a opposizione ideologica che cavalca purtroppo un populismo emergente dimenticandosi che i Sindaci che hanno giurato di osservare la Costituzione la devono applicare anche nelle parti in cui sancisce l’accoglienza.

Per quanto riguarda ANCI credo che punti sullo SPRAR come modello di riferimento in quanto è il solo sul quale i sindaci possono agire direttamente. Il finanziamento a favore dello SPRAR di 100 milioni comunicato dal Governo dovrebbe aiutarci a perfezionare l’accoglienza utilizzando le risorse dei migranti anche per lavori socialmente utili senza metterci in concorrenza con il privato sociale e soprattutto dare risposta al fenomeno dei minori non accompagnati che diventa sempre più un’emergenza.”

 

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