Lunedì, 26 agosto 2019 - ore 00.02

Pianeta migranti. Fare notizia con la buona notizia.

Tanti i modi per fare buona notizia. Il progetto 'No Stranger Place' dell’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) porta nel cuore dell’Europa storie di amicizia e solidarietà tra stranieri e cittadini europei.

| Scritto da Redazione
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Nel 2016 molte persone in Europa hanno aperto i cuori e le case ai rifugiati.

Così il fotografo Aubrey Wade, su commissione dell’UNHCR, ha potuto raccogliere una serie di ritratti di stranieri insieme alle famiglie che li hanno ospitati in Austria, in Germania e in Svezia producendo in tal modo immagini inedite di felice convivenza. Undici grandi stampe di queste foto sono ora esposte nella sala centrale della stazione di Vienna ‘Westbahnhof,’ e migliaia di viaggiatori possono visitarle.  Questa stazione è un luogo simbolico per eccellenza: l’anno scorso ha visto arrivare e partire centinaia di migliaia di rifugiati e migranti parecchi dei quali sono anche stati aiutati e accolti dalla popolazione viennese; molte delle famiglie ritratte nelle stampe hanno sostato proprio a  Westbahnhof.

All’apertura della mostra, il fotografo Aubrey Wade ha detto che ha voluto mettere al centro le persone e le loro relazioni perché queste storie fanno capire che ciò che ci unisce ai migranti è più grande delle diversità che ci separano. Ha poi spiegato che il progetto UNHCR 'No Stranger Place' ha come scopo principale di mostrare il lato positivo della vita, oltre che testimoniare la buona accoglienza e incoraggiare altre persone a mettersi in gioco, ad aprire le case e ad incontrare quanti già hanno fatto quest’esperienza.

All’inaugurazione, erano presenti anche le persone ritratte con i rispettivi ospiti, così, i giornalisti hanno potuto raccogliere a caldo, i loro commenti.

L’intervista a un siriano, Navras, fuggito nel 2014 dal suo paese, racconta l’accoglienza calorosa che ha ricevuto dalla famiglia Shamberger con cui figurava nella foto. A detta della signora Shamberger che l’ha ospitato per un anno, Navras verrà sempre considerato un membro effettivo della famiglia anche se abiterà da un’altra parte, e ciò grazie a un forte legame che si è stabilito tra loro.

Ovviamente, i pannelli esposti richiamano storie di vita e di accoglienza a favore dell’idea che aprire le porte di casa è una via possibile, percorribile ed anche umanamente e culturalmente arricchente.

E’ noto che L’UNHCR utilizza spesso mostre ed esposizioni come strumento per sensibilizzare e promuovere l’attenzione e l’aiuto ai rifugiati e migranti, con riscontri per lo più positivi. Per esempio, la mostra "Voci di rifugiati in Egitto: rifugio, resilienza, esilio" presentata nel 2015 in una galleria d’arte del Cairo ha permesso di salvare la vita a dei bambini seriamente feriti dallo scoppio delle bombe. Un visitatore influente infatti, toccato da vicino da alcune immagini, ha voluto offrire aiuto medico all'UNHCR facendosi tramite con dei chirurghi che sono intervenuti a curare ferite invalidanti e a ridare la vita a dei bambini.

Certamente, disseminare buone notizie accresce la consapevolezza che tutti possiamo agire in favore dei diritti fondamentali dei rifugiati e dei richiedenti asilo, in particolare riguardo all’accoglienza, alla salute, all’istruzione.

Teniamo sempre presente che i rifugiati sono persone come noi; che per cause indipendenti dalla loro volontà sono costrette ad abbandonare la propria casa, il proprio Paese, il lavoro, i familiari… per avventurarsi in un futuro senza  sicurezze.

E se fossimo noi al loro posto? Perché loro e non noi? Che merito abbiamo noi e che colpa hanno 

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