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Pianura del Po tra nucleare e Green Economy

| Scritto da Redazione
Pianura del Po tra nucleare e Green Economy

Perchè è importante salire sul Torrazzo per una visione più ampia
La Pianura del Po tra nucleare e Green Economy - Incontro 11-13 marzo  a Cremona al Teatro Monteverdi
La politica è pensiero e azione, anzi pensiero che guida l'azione. E il pensiero è fatto di visione, previsione e punto di vista. Se l'analisi che facciamo è sempre la stessa, se il punto di vista che assumiamo è quello pigro e ripetitivo di sempre, dove e quando produrremo un salto di qualità ? Per questo ti invito a salire i gradini di nuovi saperi, di maggiore conoscenza, di un punto di osservazione più ampio. E' come guardare le terre e le anse del Po dal Torrazzo: sono sempre acqua, campi, paesi e città ma il punto di vista cambia, vede conessioni e relazioni che da vicino non cogli. Uscendo dalla metafora, è importante elaborare una analisi complessiva dei processi socio-economici che interessano i nostri territori. Ed è importante costruire una piattaforma politica per il futuro.  Per questo chiedo di nuovo che i Circoli e i gruppi consigliari del PD investano in iscrizioni e in  partecipazione a questo Corso di Formazione di livello nazionale che teniamo a Cremona .
Insisto: è  una opportunità da non perdere, sia perchè non si può riprodurre e riportare spezzettata in ogni Comune e in ogni Circolo, sia  per la qualità dei relatori . Ritornati a terra, ci si accorgerà se il Corso sia  stato una torre d'avorio o, come io credo. avrà avuto la forza di un impianto che ha l'ambizione di essere una vera e propria piattaforma economica, sociale, aministrativa per la Pianura padana dei prossimi anni, grazie all'apporto della scienza e di competenze innovative.
Se non vogliamo inseguire il modello cinese di sfruttamento dell'ambiente e del lavoro, dobbiamo operare perchè  la " macro Regione del Po" si traformi tutta in Regione europea a economia verde riqualificando il proprio tessuto produttivo, proprio come sta avvenendo in grandi aree e città della Germania.
La serata di venerdì 11 marzo, ore 21, al Teatro Monteverdi  presenterà un tema di scottante attualità : la questione Tamoil nel contesto dei rapporti tra Italia e Libia, con la presenza di analisti, parlamentari ed esponenti di Cgil, Cisl,Uil. La giornata di sabato 12 marzo sarà dedicata all'analisi del Piano Nucleare Italiano e del  modello EPR che si vuole acquistare dalla Francia. In alternativa viene invece prospettato un Piano energetico nazionale basato sulle importanti Direttive europee per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Verrà analizzata la bolletta elettrica che pagano gli italiani e i costi delle diverse tecnologie, dimostrando come il nucleare regga solo con ingenti finanziamenti pubblici.. Verrano approfondite le questioni sanitarie dei rischi di tumori che colpiscono in particolare i bambini nelle zone vicine alle Centrali nucleari con un'autorità mondiale della materia, Ian Fairlie.
Ian Fairlie è autore di una metanalisi che, analizzando dati di oltre  cento centrali nucleari nel mondo ( comprese quelle tedesche del KiKK studium)  descrive un possibile meccanismo biologico in grado di spiegare l'aumento dei casi di cancro attorno alle centrali nucleari. Si veda il suo "Commentary: childhood cancer near nuclear power stations". In italiano si legga     " Disinformazione nucleare: i controversi effetti sulla salute degli impianti. Il chimico impenitente.mht"
Il prof. Vincenzo Balzani, uno dei 50 chimici più affermati al mondo, esperto di fotochimica e nanotecnologie parlerà della Rivoluzione energetica in corso, dei nuovi materiali che faranno diminuire i costi delle fonti rinnovabili aumentandone il rendimento. Parlerà di " Sunny" , il nanomotore di sua invenzione. Il prof. Balzani, insieme a Nicola Armaroli, è anche autore del libro di più facile lettura " Energia per l'astronave terra" ( Zanichelli editore).
 Nella giornata conclusiva, domenica 13 marzo, protagonista sarà il Po come problema e come risorsa. L'interdipendenza tra sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici e modello di sviluppo per le nostre città e per il territorio. Quale governance per il bacino del Po, quale progetto interregionale, quali politiche per l'agricoltura e per un'industria ad alto valore tecnologico, quali distretti energetici, quali interventi strategici per una società sempre più mobile, quale ruolo per le Amministrazioni locali. Riscattare la valle del Po dal declino è insomma il tema e l'obiettivo conclusivo del Corso.

 
Da segnalare infine che sono presenti al Corso docenti e ricercatori provenienti da 8 diverse Facoltà: ingegneria e fisica nucleare, biologia e scienze ambientali, medicina, politiche energetiche, economia.
 
L'iscrizione facoltativa di 30 euro  serve per avere la garanzia di alcuni servizi ( pranzo e pernottamento nella notte tra sabato e domenica per chi viene da lontano) e la sicurezza di accedere alla sala delle conferenze fino all'esaurimento dei posti.  Grazie della collaborazione, cari saluti, Marco Pezzoni.
 
Ecco i riferimenti dell' appuntamento di Cremona (in allegato brochure), di cui troverete informazione anche sul sito della Formazione politica del PD lombardo http://saperedemocratico.it 

Corso organizzato dalla Formazione politica PD Lombardo in collaborazione con la Formazione politica nazionale nell’ambito del progetto “In buone mani”
"La pianura del Po, tra nucleare e green economy: due diversi modelli di sviluppo"    
Cremona, 11/12/13 Marzo 2011 - Teatro Monteverdi, via Dante 147
Via Dante è la strada a senso unico che passa davanti alla Stazione Ferroviaria di Cremona
Il Teatro Monteverdi ( in direzione Est) è a un chilometro circa dalla Stazione.
PER ISCRIZIONI: po@pdlombardia.it


Il corso è aperto a un numero massimo di 100 persone.
Le iscrizioni verranno accolte in ordine di arrivo e sino ad esaurimento dei posti.
Costo dell'intero corso € 30.00 (per i non residenti nella provincia comprende il pernottamento)

Il Piano nucleare italiano è una strada sbagliata che apre un pesante conflitto con i territori e cancella autonomie locali e federalismo.
I rischi economici,ambientali e sanitari sono così alti da consigliare la strada della green economy anche in Italia. Infatti un Piano energetico nazionale basato su efficienza energetica ed energie rinnovabili aiuterebbe meglio la nostra economia ad uscire dalla crisi e creerebbe molti più posti di lavoro.
L’Italia è al bivio tra il modello grandi opere e la green economy.
La pianura del Po tra sviluppo urbano, fragilità idrogeologica e mutamenti climatici è chiamata a trasformarsi in “Regione Europea” ad economia verde, basata su ricerca,innovazione tecnologica e new industry, conoscenza e programmazione.

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