Mercoledì, 01 luglio 2026 - ore 06.35

Privatizzazione Acqua. Le ACLI fanno appello al senso di responsabilità

| Scritto da Redazione
Privatizzazione Acqua. Le ACLI fanno appello al senso di responsabilità

Lettera aperta ai sindaci e ai consiglieri comunali e provinciali della Provincia di Cremona
Gentili Amministratori,
dopo aver esaminato attentamente la questione durante il nostro Consiglio delle ACLI provinciali la scorsa domenica, ci rivolgiamo a Voi per fare appello al vostro senso di responsabilità riguardo alle decisioni recentemente prese dal CdA dell’Ufficio d’Ambito circa il servizio idrico della nostra provincia e riportate dagli organi di stampa locale.
Apprendiamo che le modalità e tempistiche adottate non sono condivise da più parti nonché da molti sindaci del territorio. E’ passato più di un anno dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 che ha visto a Cremona, come nel resto del Paese, la maggioranza assoluta degli elettori votare contro le politiche di privatizzazione dell’acqua. Eppure oggi vediamo calpestare quel quasi unanime voto referendario dei nostri concittadini, che chiedeva una gestione pubblica dell’acqua ed aperta alla partecipazione di quanti vogliono impegnarsi per il bene comune e per la garanzia dei diritti fondamentali di tutti, a partire dai più deboli.
Ricordiamo anche che la Corte Costituzionale, ammettendo i referendum, ha stabilito che la risultante “normativa è immediatamente applicabile e non presenta elementi di contraddittorietà”.
Finora si è trattato di un voto disatteso e messo costantemente in discussione e a tal proposito con forza rammentiamo ad ogni Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 marzo di ogni anno dal 1992, che l’accesso all’acqua potabile pulita e di qualità, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita.
L’acqua è quindi essenziale per la vita delle persone e l’accesso ad essa costituisce un diritto universale inalienabile.
L’acqua è un bene prezioso e la sua accessibilità è limitata; dobbiamo quindi imparare ad usarla con sobrietà e senza
spreco. L'acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve
essere razionale e solidale.
La distribuzione dell’acqua ha dei costi, ma su di essa non si può fare profitto in quanto il diritto al suo uso si fonda sulla
dignità della persona umana e non su logiche economiche.
Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo, mettendo in discussione quelle leggi che la
riducono a bene economico.
Come Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, da anni siamo impegnati in questa battaglia di democrazia che ha
visto coesa un’amplissima varietà di forze sociali. Ricordiamo come lo scorso autunno già ci rivolgemmo a Voi per
evitare il grave strappo oggi perpetrato dall’ATO e allora, con soddisfazione, osservammo il Vostro rifiuto ad adottare
provvedimenti tesi alla privatizzazione del servizio idrico.
Riteniamo che in questo momento difficilissimo, dal punto di vista sia economico che politico e sociale, dobbiate con
ancora maggiore sollecitudine dimostrare ai cittadini di saper rispondere alle loro istanze più alte: per questo
attendiamo che mettiate in atto ogni provvedimento in vostro potere e ogni possibile interlocuzione in grado di
scongiurare l’attuazione di un piano d’ambito contrario all’interesse generale e all’espressione della volontà popolare.
Vi chiediamo per questo un vigoroso sforzo costruttivo per valutare e rendere attuabili quelle alternative che come
società civile organizzata andiamo chiedendo da anni in tutto il Paese.
Il Presidente
Cremona 17.10.2012 ACLI Provinciali Cremona
Bruno Alessio Tagliati

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