Mercoledì, 01 luglio 2026 - ore 06.33

Privatizzazzione acqua. La società cremonese si ribella.

| Scritto da Redazione
Privatizzazzione acqua. La società cremonese si ribella.

Hanno scritto: ARCI,TORCHIO,Piazzoni SEL,Comitato Acqua Pubblica,Partito Rifondazione Comunista,VIRGILIO
ARCI-LA DECISIONE DELL'AATO: UN INSULTO ALLA NOSTRA DEMOCRAZIA
La decisione del CdA dell'AATO, che ha approvato un Piano d’Ambito, di cui è stata chiesta la revoca da 103 sindaci della provincia di Cremona quasi un anno fa, è una decisione inaccettabile ed incomprensibile, irrispettosa della volontà popolare e della dignità dei cittadini e dei Sindaci, un insulto alla democrazia.
Non recepire la richiesta dei Sindaci di revocare il Piano d’Ambito, il non voler riconoscere e rispettare la loro volontà,  significa ignorare la volontà di un intero territorio provinciale,  ma soprattutto di un intero Paese, che civilmente e con regole democratiche, ha chiaramente espresso la sua contrarietà alla privatizzazione dell’acqua.
Quelle stesse regole che hanno eletto quegli amministratori che ieri con un atto d’imperio hanno scelto di privatizzare  un bene pubblico da salvaguardare che non può essere assoggettato alle logiche della concorrenza e del profitto.    
Chiediamo ancora una volta il rispetto della volontà popolare democraticamente espressa con il referendum, ed un confronto corretto e trasparente con i cittadini e con i sindaci.  
L'acqua non è una merce, è un diritto umano di tutti i cittadini, i servizi idrici sono servizi fondamentali che devono restare pubblici perché sono imprescindibili per la vita.
L'acqua è un bene prezioso, un bene comune, limpido e trasperente, come vorremmo fosse la democrazia in questo Paese.
per ARCI Comitato Territoriale di Cremona
Il Presidente
Maurizio Mele 
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GIUSEPPE TORCHIO-CESSIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE PROVINCIA E COMUNE, PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.
MOLTI HANNO SCRITTO: A CREMONA “RISCHIO DEMOCRAZIA”
Prima ancora del portafoglio e dell’ambiente c’è un rischio “democrazia”:  leggendo le reazioni scritte e online, i cittadini  - il 40% che non va a votare e quelli che ancora ci vanno - non perdoneranno lo spudorato tradimento del volere popolare. Formigoni ed i suoi giullari cremonesi hanno ben più d’un semplice raffreddore: per questo a Cremona, con connivenze fino a ieri impensabili,  si accellerano processi devastanti, si conferiscono le proprietà immobiliari della Provincia, facendoci pagare l’affitto per i palazzi usati dall’Ente, si vogliono fare appartamenti nelle caserme dei Carabinieri - e presto succederà anche per il Comune - e si cede ai privati l’acqua pubblica. Dall’unità d’Italia in poi questo non s’era mai verificato. Vogliamo fare la provincia con Lodi, dove l’acqua è rimasta pubblica e con Mantova, dove non si  cedono le proprietà dell’Ente. Ma con quale coordinamento?  I cittadini, come ovunque s’è privatizzato, pagheranno di più e non ho mai trovato gente di buon cuore che entrasse in società per spirito francescano e mossa dalla carità. E in tutta Europa, Francia e Germania in testa, le amministrazioni locali lavorano per riprendersi la gestione del ciclo dell’acqua, non penso perché frau Angela Merkel è comunista. Al rischio del “trasformismo”, che in Italia impera dai tempi di Depretis, si aggiunge la cronica difficoltà della macchina dei controlli della qualità dei servizi erogati, non solo a livello tariffario ma anche a livello ambientale ed il rischio di perdere di vista gli interessi comuni in cambio del bussines dei privati.
ANCHE IL COMUNE DI CREMONA HA GETTATO LA MASCHERA MA MAGISTRATURA, SINDACI E VICENDA FORMIGONI POSSONO RIMETTERE IN GIOCO LE DECISIONI
In questi mesi il Comune di Cremona ha fornito quattro diverse versioni in materia idrica. Intanto, per responsabilità della precedente amministrazione sono stati scaricati 40 milioni per l’acquisto delle fogne sulla groppa di Aem e da Aem alla costituenda società unica. Ma non risulta, invece, che l’attuale Giunta di Cremona abbia chiesto una riduzione del faraonico piano di investimenti dell’Aato. Se continuiamo ad alzare l’asticella non troveremo nessuno in grado di fare il salto ma se l’abbassiamo al livello delle esigenze reali di una società in declino industriale ed economico troveremo le risorse. Non mi risulta che Cassa Depositi e Prestiti e Banche, locali e non,  neghino i finanziamenti a fronte di entrate certe o “captive” come le bollette dell’acqua. Tra l’altro, a breve, Padania Acque potrà aggiungere 3 milioni di finanziamento derivanti dalla mancata corresponsione dei dividendi ai soci  generando investimenti potenziali di 15-20 volte superiori. Comunque i ricorsi alla Magistratura preannunciati dal Comitato per l’Acqua Pubblica,uniti al blocco della decisione adottata da un direttivo Aato che non rappresenta la gran parte dei Comuni e dei cittadini  e che potrà essere revocato con apposita iniziativa di sfiducia, a cui si aggiunga la salute precaria di Formigoni , obbligheranno, certamente, ad adottare la soluzione qui indicata e che da tempo proponiamo a sordi che non vogliono sentire.
Lista Torchio
Lista Civica Provinciale
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Piazzoni SEL-Il  comportamento del CDA dell'ATO di Cremona che ha approvato con un colpo di mano la società mista pubblico-privato per la gestione dell'acqua in Provincia di Cremona, è un insulto non solo all'Assemblea dei Sindaci che si è più volte chiaramente espressa per la società unica di natura pubblica, ma anche nei confronti della volontà dei cittadini così manifestamente espressa nei referendum.
La modalità da "furbetti del quartierino" usata dagli uomini di Salini, per tentare di ottenere la privatizzazione del servizio idrico prima che gli scandali giudiziari travolgano la giunta Formigoni, bloccando qualunque mossa in tale direzione, lascia basiti.
Colpisce poi, in maniera sconcertante, il comportamento dell'Assessore Francesco Bordi, che votando sullo stesso piano in tre modi diversi, in tre occasioni diverse, prima contro poi astenendosi e infine, ieri sera, a favore, conferma la scarsa dignità e ancora peggio, umilia l'istituzione che rappresenta, il Comune di Cremona.
Gabriele Piazzoni
Coordinatore Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà
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Comitato Acqua Pubblica-Ladri di dignità.
La decisione di questa sera presa dal cda dell'Ufficio d'Ambito di Cremona ci serve, è una buona lezione di vita.
Ci dice prima di tutto che siamo stati ingenui. Tutti: persino noi cittadini arrabbiati e mobilitati, che non abbiamo mai smesso di ammonire i nostri sindaci sul fatto che il presidente Salini non avrebbe mai rinunciato ad ottenere il suo scopo. Che è sempre stato lo stesso: privatizzare l'acqua. Semplice, chiaro.
Di fronte a questa chiarezza di intenti, tante volte riaffermata con l'arroganza del potere innamorato di se stesso, pronta a forzature delle regole a cui in questa paciosa e condiscendente provincia nessuno era abituato, in tanti hanno voltato la testa. Rifiutare di vedere la verità è sempre il sintomo di un trauma. Eppure è stato fatto: sino a due giorni fa i nostri sindaci uscivano a frotte gioiosi dalla loro ultima fatica, una riunione in qualità di soci di una spa nella quale un voto unanime li aveva illusi che non fosse più necessario combattere.
Perché combattere è difficile. Comporta sofferenza, comporta confronto, comporta fatica, comporta studio, approfondimento: a volte comporta persino il dover riconoscere di avere sbagliato. Combattere obbliga sempre a guardarsi dentro per scoprire dove prendere la forza.
Il presidente Salini la forza ce l'ha. Gliel'ha conferita chi lo ha votato: tantissima gente, che va rispettata perché ha votato in piena coscienza. Altra forza gli deriva dal pieno e costante appoggio del presidente Formigoni, il cui potere in Lombardia si fonda su basi solide. E sempre più note.
Ma il rispetto non può andare in una sola direzione. Chi decide di privatizzare l'acqua oggi (Italia, 2012) non ha alcun rispetto di quegli stessi elettori. Poiché è evidente che se la maggioranza assoluta dei cremonesi vota sì per l'acqua pubblica, tanti di quei sì sono stati tracciati da elettori di centro-destra. Chi ripropone la privatizzazione finalmente getta la maschera — e di questo dobbiamo essergli grati — e con una pernacchia irride i tanti sindaci che avevano creduto alla volontà reale di "dialogo". Nessun rispetto per la democrazia o per le regole, ma questo non è una novità e oggi in Italia parlare di regole significa quasi fare dell'umorismo. Per fortuna la magistratura ha scarso senso dell'umorismo.
Quello che colpisce di più tuttavia oggi è lo squallore in cui questi indegni rappresentanti delle istituzioni gettano definitivamente la politica cremonese e lombarda. La torre sta per crollare, marcia alle fondamenta, e allora partono gli ordini per i galoppini: rubate tutto quello che potete, arraffate, fate più danni possibile, perché è l'ultima occasione che abbiamo. Non fatevi scrupoli neppure se così facendo gettate nel fango i vostri stessi alleati, i tanti sindaci che condividono le vostre scelte politiche e che siedono con voi a tanti tavoli politici. Portate via tutto, anche a loro. La loro dignità prima di tutto, perché un sindaco senza dignità è un sindaco facile da manovrare. Non preoccupatevi, la gente ha la memoria corta.
Come Comitato Acqua Pubblica avremmo una gran voglia di urlare. E di prendercela con i tanti che hanno voltato la testa in questi mesi ed anni, che ci hanno ignorati, che non hanno combattuto con noi. Ma non faremo questo errore, perché abbiamo imparato che le lotte si fanno insieme.
Cari cittadini, cari politici, cari sindacalisti, cari lavoratori, cari sindaci, non vi piacerà ma abbiamo i ladri in casa. Non è il momento di discutere su chi ha lasciato aperta la porta. E' il momento di buttarli fuori e riprendere dalle loro mani la nostra acqua e la nostra dignità. Perché la dignità di un sindaco di destra non è distinguibile dalla dignità di un sindaco di sinistra e la dignità di un sindaco è quella di ogni suo concittadino.
Nessuno manchi a questa lotta. Con serenità e determinazione.
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.
Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese
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Partito Rifondazione Comunista.Perri e Bordi, dimettetevi…
Il vero e proprio golpe deciso dal CdA dell’Ato, ovviamente su preciso diktat del Presidente Salini, è davvero incredibile; pensavamo di aver già abbondantemente toccato il fondo nell’annosa vicenda del servizio idrico cremonese, ma evidentemente è vero il detto che quando pensi di averlo già toccato c’è sempre qualcuno che prende una pala ed inizia a scavare.
Infatti sono talmente tante le autentiche porcherie che si stanno via via accumulando sulla vicenda che non si saprebbe davvero da dove partire.
“Non so più come offendervi” scrisse qualche anno fa un fantasioso e brillante tifoso interista su uno striscione, deluso nei confronti della beneamata. Bene, è più o meno quello che proviamo noi nei confronti degli attori di questo film dell’orrore nel quale sono stati e sono calpestati i più elementari principi democratici e di correttezza istituzionale.
C’è un aspetto, tra gli altri, che ci sembra più tragicomico; il sindaco Perri, rispondendo ad una telefonata di una giustamente furente Bonaldi, Sindaco di Crema, avrebbe risposto “non ne so nulla”.
Ne abbiamo davvero viste e sentite di tutti i colori, ma questa davvero le supera tutte. Perché delle due l’una: o il Sindaco Perri mente oppure confessa candidamente di non sapere cosa sta facendo un suo assessore il quale, da parte sua, decide senza consultare il primo cittadino, e mica su una faccenda di pizze e fichi ma sulla gestione di un servizio fondamentale.
Delle due l’una per l’appunto, ma in entrambi i casi chiedere le dimissioni dell’Assessore Bordi e del Sindaco Perri è davvero il minimo sindacale. Ci sembra improbabile però sperare in un loro sussulto di dignità; come tutto il centrodestra regionale sono anche loro abbarbicati alla loro poltrona cercando di portare a casa il più possibile prima della tempesta che li sta seppellendo.
Davvero uno spettacolo indegno da fine impero
Circolo Rosa Luxembrug
Prc Cremona
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Andrea Virgilio. Gli amministratori perdono credibilità
La credibilità e la serietà di chi gestisce la cosa pubblica parte dal rispetto degli impegni presi
La decisione del c.d.a a sostegno di una società mista è avvenuta con modalità scorrette e furbesche, Sappiamo bene che su questa partita il Presidente Salini ha investito gran parte del suo mandato politico istituzionale, lo abbiamo visto per esempio dall’eccessivo interventismo nel corso dell’assemblee dei sindaci dove, quasi in piena solitudine, teneva testa alle molteplici perplessità dei primi cittadini.
Per queste ragioni sarebbe opportuno da parte sua mantenere l’impegno che si era preso nel corso dell’ultima assemblea, cioè fare un passo indietro ed essere garante di un percorso condiviso con il territorio. La credibilità e la serietà di chi gestisce la cosa pubblica parte dal rispetto degli impegni presi verso i cittadini e i loro rappresentanti.
In questi mesi era infatti avviato un Tavolo Idrico Provinciale e un confronto aperto con i sindaci, ora questo ennesimo colpo di mano rischia di comprometterlo.
Appare infine schizofrenica un’amministrazione che sul riordino delle province e sulle gestione associate, richiama con convinzione alla condivisione, mentre invece sul futuro del servizio idrico ci ha abituati a vere e proprie imboscate.
Le vicende che avvengono in regione non possano avere ricadute di questo tipo sulla nostra democrazia locale e sul nostro territorio, noi non possiamo permetterci i colpi di coda di una classe dirigente ormai allo sbando.

 

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Acqua.Una vergogna la privatizzazione | A.Tegagni 
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Acqua, sul piano d'ambito un vero e proprio golpe| T.Magnoli
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