Sabato, 18 maggio 2024 - ore 03.38

Recensione di Miriam Ballerini PRESTO VERRAI QUI di Giorgio Glaviano

Il giallo ha inizio con una maglietta sporca: “Difficile a dirsi se di sangue, vernice o sugo”.

| Scritto da Redazione
Recensione di Miriam Ballerini PRESTO VERRAI QUI  di Giorgio Glaviano

Recensione di Miriam Ballerini PRESTO VERRAI QUI  di Giorgio Glaviano

 Il giallo ha inizio con una maglietta sporca: “Difficile a dirsi se di sangue, vernice o sugo”.

Un romanzo con protagonista l'ispettrice Melina Pizzuto, che ricorda i tanti libri tradotti in film per la tv, con una stilla di “Camilleri” e la sua Sicilia, con anche qui delle frasi dialettali, anche se ben lontane da quella che è una vera e propria lingua tutta sua del Camilleri.

Ambientato a Palermo: “Le strade di Palermo a volte erano vuote senza una ragione: succedeva, così come senza un motivo capitava di imbattersi in ingorghi apocalittici”.

Quello che ha di originale è che non sarà il solito giallo, con omicidio e risoluzione, magari fra la malavita siciliana. Qui gli elementi sono diversi, e verranno scovati a poco a poco, vivendo con Melina la sua vita complicata. Tornata a Palermo da Roma, dopo che, per onestà, ha denunciato altri poliziotti che si facevano giustizia da soli, tra i quali anche il suo compagno: “Erano dei violenti e basta, dei razzisti ignoranti  e maneschi da curva ultras dello stadio”.

Anche a Palermo le cose non vanno bene per lei, trattata come la stronza che ha denunciato i suoi, viene tagliata fuori da tutto e da tutti, fino a quando non arriva quella maglietta, sembrando un caso assurdo da dispetti di vicinato.

Invece Melina segue il suo istinto, fino a trovare, uno per uno, tutti gli elementi, aiutata da Angelica, una collega.

Glaviano è una buona penna, con una scrittura descrittiva e originale: “ Avviluppate tra i banchi di pesce, carne, frutta e verdura, e investite dal traboccare di voci, occhi e mani, vennero digerite fino a una stretta traversa interna in un silenzio irreale”.

Con intrecci linguistici particolari: “... trovando rifugio su una vecchia poltrona a dondolo che dalla casa della sorella di suo nonno, dopo chissà quale risacca di successioni ereditarie, era finita lì”.

Intelligentemente ci sono anche delle parti spiritose: “Melina lo seguì delusa: si aspettava un bronzo di Riace, e si era ritrovata davanti una specie di canna da pesca”.

Le indagini sono ben inserite nel contesto sociale e odierno. Ma la soluzione del caso, ci porterà indietro nel tempo, addirittura trovando negli archivi persone defunte eppure ancora vive! So che è un paradosso, ma lo scoprirete solo leggendo!

A pagina 300 il capitolo è intitolato come il romanzo “Presto verrai qui”, ed è la frase che Melina lancerà per invitare l'assassino a farsi avanti e potersi spiegare.

Mi è piaciuto che un autore maschio abbia scelto una donna per il suo ruolo da protagonista e che l'abbia saputa comprendere, compenetrando nelle spirali di pensiero a volte ostiche per un uomo!

 

© Miriam Ballerini

 

fonte:  https://oubliettemagazine.com/2023/04/12/presto-verrai-qui-di-giorgio-glaviano-un-interessante-romanzo-ambientato-a-palermo/  

 

PRESTO VERRAI QUI - “Crediamo di avere un caso” abbozzò d'impronta l'ispettrice – di Giorgio Glaviano

© 2022 Marsilio Editori

ISBN 978-88-297-15435-9

Pag. 350 € 14,00

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