Domenica, 17 gennaio 2021 - ore 16.00

Ricciardi: ''Personale sanitario decimato, non riusciamo a curare i malati''

Il consulente di Speranza: il nostro esercito di operatori sanitari è in progressiva decimazione. La Fondazione Gimbe: non allentare restrizioni a Natale

| Scritto da Redazione
Ricciardi: ''Personale sanitario decimato, non riusciamo a curare i malati''

Allentare le restrizioni sul coronavirus in vista del Natale è un grave rischio perché tutti gli sforzi fatti fin qui verrebbero nuovamente vanificati. A lanciare l’ennesimo l’allarme in tal senso, prima del nuovo Dpcm di dicembre, è la Fondazione Gimbe: “Considerando che oltre l’1% della popolazione è attualmente positivo all’infezione, la circolazione del virus nel nostro Paese è ancora molto elevata. E in questa fase di lenta discesa della curva dei contagi l’incremento dei nuovi casi post-allentamento delle misure sarà visibile non prima di 2-3 settimane”.

Il rischio è alto. Anche perché come denuncia il  consulente del ministero della Salute, professor Walter Ricciardi, gli ospedali sono in seria difficoltà: “In questo momento, nel nostro Paese, non riusciamo a curare i pazienti Covid e nemmeno gli altri affetti da altre patologie perché stiamo conducendo una guerra in cui il nostro esercito di operatori sanitari è in progressiva decimazione”.

Secondo il docente di Igiene e Sanità ubblica all’Università: “Nell’ultimo mese, per dare un’idea, si sono infettati 27mila tra medici e operatori sanitari e già mancavano 53mila infermieri. È di ieri la notizia che una importante struttura oncologica italiana ha dovuto sospendere le chemioterapie perché l’unico infermiere che era di servizio si è infettato e, quindi, in questo momento abbiamo dei pazienti che hanno patologie oncologiche e non possono accedere alla chemioterapia cosi’ come altri pazienti non possono essere sottoposti agli interventi chirurgici necessari e altri ancora non possono accedere alle terapie cardiovascolari”

Secondo l’ultimo bollettino Covid della Johns Hopkins University, salgono a 60,3 milioni i casi di coronavirus accertati ad oggi nel mondo per un numero di vittime che si porta a 1.421.308 unità. Il Paese più colpito restano gli Stati Uniti d’America, con 12,7 milioni di contagi, seguiti da India, Brasile e Francia. Ieri in Italia sono stati registrati 25.853 nuovi casi di Sars-CoV-2 e 722 nuovi morti.

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