Sabato, 18 luglio 2026 - ore 20.42

Sanità, Del Bono e Cominelli: Il modello lombardo sta perdendo colpi.

Basta propaganda, bisogna affrontare con coraggio i nodi strutturali del sistema”

| Scritto da Redazione
Sanità, Del Bono e Cominelli: Il modello lombardo sta perdendo colpi.

Sanità, Del Bono e Cominelli: “Il modello lombardo sta perdendo colpi. Basta propaganda, bisogna affrontare con coraggio i nodi strutturali del sistema”

 I dati del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute confermano una tendenza ormai consolidata: la Lombardia non è più il punto di riferimento della sanità italiana. È quanto sostengono il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Emilio Del Bono, e la consigliera regionale Miriam Cominelli, commentando la graduatoria ministeriale che colloca la Lombardia al sesto posto tra le Regioni italiane per qualità dell'assistenza sanitaria.

“Questa classifica conferma l'andamento degli ultimi anni e certifica il progressivo arretramento della Lombardia – dichiarano Del Bono e Cominelli –. Non è una fotografia occasionale né tantomeno una valutazione politica: è il sistema ufficiale del Ministero della Salute, costruito su 88 indicatori relativi a prevenzione, assistenza territoriale e ospedaliera. Quando uscirono i dati dello scorso anno il presidente Fontana liquidò la graduatoria come una "baggianata". Fu lo stesso Ministero a ricordare che quei numeri arrivano direttamente dalle Regioni. Oggi quella tendenza si conferma e non può più essere negata”.

Per gli esponenti del Partito Democratico, il dato più significativo non è tanto il sesto posto in sé, quanto il sorpasso da parte di Regioni che fino a pochi anni fa guardavano alla Lombardia come a un modello.

“Essere stati superati non solo da Veneto ed Emilia-Romagna, con cui abbiamo sempre condiviso le prime posizioni, ma anche da Piemonte e Trentino significa che il sistema sanitario lombardo sta perdendo competitività – aggiungono -. La Lombardia dispone del più grande bilancio sanitario del Paese e di straordinarie professionalità: proprio per questo il sesto posto rappresenta un campanello d'allarme che la politica ha il dovere di ascoltare”.

Secondo Del Bono e Cominelli, il problema nasce da precise scelte politiche che negli anni hanno privilegiato il sistema ospedaliero, soprattutto nelle grandi aree urbane, trascurando la medicina territoriale.

“Abbiamo costruito un sistema ospedaliero di eccellenza, ma contemporaneamente abbiamo progressivamente indebolito la sanità di prossimità, la prevenzione e la diagnostica territoriale – rimarcano-. Oggi le difficoltà dei cittadini sono sotto gli occhi di tutti: ottenere una visita specialistica nei tempi necessari è sempre più complicato e, troppo spesso, chi può permetterselo è costretto a rivolgersi al privato pagando di tasca propria”.

Una situazione che, secondo i consiglieri regionali, non dipende dall'efficienza dei singoli direttori generali delle ASST.

“È troppo facile attribuire ogni responsabilità ai manager delle aziende sanitarie. Il problema sta nelle regole del sistema regionale, che hanno progressivamente favorito un modello incapace di garantire un accesso equo alle prestazioni. Quando i budget del convenzionato si esauriscono, il cittadino finisce inevitabilmente per pagare. È questa l'anomalia che va corretta”.

Richiamate anche le recenti osservazioni della Corte dei Conti, che ha evidenziato ritardi nell'utilizzo delle risorse destinate alla sanità territoriale e segnalato criticità nella realizzazione delle Case di Comunità finanziate con fondi europei, evidenziando anche discrepanze tra i dati comunicati dalla Regione e quelli presenti sulla piattaforma nazionale Regis. “Difficoltà che non sono episodiche - concordano i due consiglieri regionali -, ma sono il risultato di una programmazione che negli anni non ha saputo correggere i propri limiti”.

La Lombardia può tornare a essere la migliore Regione d'Italia per qualità dell'assistenza sanitaria, ma per riuscirci “occorre abbandonare la propaganda e affrontare con coraggio i nodi strutturali del sistema: rafforzare la medicina territoriale, abbattere le liste d'attesa, investire sul personale e garantire a tutti i cittadini il diritto a cure tempestive e accessibili – concludono -. Questa graduatoria non è figlia della casualità: è il risultato di scelte politiche che oggi chiedono di essere profondamente riviste”.

 

 Luisa Olivetti

Segreteria Particolare Cons. Emilio Del Bono

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