Domenica, 15 dicembre 2019 - ore 19.41

Serra.Ma l'auto è sempre padrona.

| Scritto da Redazione
Serra.Ma l'auto è sempre padrona.

Serra.Ma l'auto è sempre padrona.
Mancato l'obiettivo 1998-2010 - Occorre un salto di qualità straordinario
In vista della scadenza del Piano Regionale Integrato Trasporti (Prit
1998-2010) la Regione Emilia- Romagna ha presentato il documento base di
impostazione del nuovo Prit 2010-2020. Il Piano del 1998 aveva il dono,
inusuale per le pubbliche amministrazioni del Bel Paese, di avere un
obiettivo chiaro: "spostare la maggior quantità possibile di passeggeri dal
mezzo stradale al mezzo ferroviario". Guardiamo cosa è successo in questi 10
anni: gli spostamenti extra-urbani regionali, cuore dell'obiettivo, sono
passati da una media giornaliera di 2,6 milioni ad una di 3,1 (nel 2008), di
questi quelli su automezzo privato, oltre ad essersi allungati per distanza
media, sono passati da 2,3 a 2,8 milioni ( con un aumento di 500mila),
quelli su treno da 116mila a 167mila (più 50mila, ma quelli su bus sono
diminuiti da 176mila a 155mila, l'aumento reale, perciò è di solo 30mila).
La diversione, cioè, non c'è proprio  stata, anzi il rapporto fra le due
modalità è, addirittura, lievemente peggiorato (dall'88,5% al 89,2%).   Non
è qui il  caso di cercare le responsabilità variamente suddivisibili fra
amministrazioni pubbliche centrali e locali e le abitudini dell'italiano
medio, è certo, però, che se si vuole invertire veramente la tendenza
occorra uno scatto straordinario. I Servizi Ferroviari Locali sono stati
regionalizzati ormai da un decennio e sulla Regione ora si scaricano le
responsabilità. Il nuovo Prit, perciò, per diventare credibile in fase di
attuazione non potrà limitarsi ad indicare obiettivi ma dovrebbe
identificare consistenti risorse aggiuntive a quelle normalmente dedicate al
settore. Un settore, evidentemente, non considerato prioritario perché ci
vede mal piazzati nelle classifiche regionali al contrario di altri,
ugualmente importanti, dove registriamo l'eccellenza. Mai come ora si può
giudicare improvvida la rinuncia, nel 1992, all'addizionale sul bollo di
circolazione autoveicoli. Una  sovrattassa del 10%, pari a 20 euro annui su
una media cilindrata, della cui eliminazione pochi si sono accorti, ma che
moltiplicata per i 3,6 milioni di autoveicoli immatricolati fanno un
tesoretto di oltre 60 milioni annui che, utilizzati per i ferrovie e
trasporti locali, avrebbero consentito il probabile raggiungimento
dell'obiettivo mancato. L'assessore Peri, appena confermato, ha accennato
timidamente ad una lieve sovrattassa solo sulle grosse cilindrate, questo
forse servirà per parare i tagli biennali 2011 e 2012 del callido Tremonti.
Per invertire la tendenza occorre ben altro.

Paolo Serra  mad9921@iperbole.bologna.it

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