Venerdì, 24 novembre 2017 - ore 10.22

Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa

La fotografia slovacca più famosa nel mondo, “Uomo a torso nudo davanti a carro armato degli occupanti” di Ladislav Bielik, una immagine che ha fatto il giro del pianeta nei giorni caldi dell’agosto 1968, sarà ripreso in un francobollo postale che sarà prodotto in 80.000 pezzi dalle Poste Slovacche per il 50° anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia, il prossimo anno.

| Scritto da Redazione
Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa

Slovacchia La foto simbolo del ’68 slovacco su un francobollo e una moneta commemorativa

La fotografia slovacca più famosa nel mondo, “Uomo a torso nudo davanti a carro armato degli occupanti” di Ladislav Bielik, una immagine che ha fatto il giro del pianeta nei giorni caldi dell’agosto 1968, sarà ripreso in un francobollo postale che sarà prodotto in 80.000 pezzi dalle Poste Slovacche per il 50° anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia, il prossimo anno.

L’autore del soggetto sarà il maestro incisore e pittore artistico Rudolf Ciganik.

Anche la Banca Nazionale della Slovacchia (NBS) prevede l’emissione di un conio commemorativo d’argento con lo stesso motivo, sempre nel 2018.

Nella notte tra il 20 e il 21 agosto del 1968 le truppe di cinque paesi membri del Patto di Varsavia, guidate dai sovietici, invasero la Cecoslovacchia con migliaia di carri armati, camion e mezzi aerei. La vastissima “Operazione Danubio” (si parla di 700mila soldati di cinque paesi “alleati”) fu ordinata direttamente da Mosca per fermare la “primavera cecoslovacca”, la serie di riforme e liberalizzazioni che Alexander Dubcek aveva messo in campo per dare vita a quello che lui stesso definì il “socialismo dal volto umano”. Purtroppo quella stagione di speranze si chiuse improvvisamente lasciando desolazione nel cuore di molti uomini e donne che in Cecoslovacchia avevano creduto nella possibilità di essere comunisti in modo più democratico. Per protesta contro l’invasione e la successiva oppressione sovietica un giovane studente praghese, Jan Palach, si diede fuoco e morì tra atroci dolori nel gennaio del 1969.

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