Mercoledì, 19 gennaio 2022 - ore 11.51

Sono ammalato di cancro e rischio di perdere il lavoro di Luciano Lazzari (Casalmaggiore)

Egregio direttore, Noè, madido di sudore, stava ancora segando le ultime assi per la costruzione dell’arca, quando l’Inps metteva in atto (lecitamente) le norme che prevedevano la decurtazione progressiva dello stipendio fino ad arrivare al suo azzeramento in caso di superamento del periodo massimo di assenza dal lavoro per malattia.

| Scritto da Redazione
Sono ammalato di cancro e rischio di perdere il lavoro di Luciano Lazzari (Casalmaggiore)

Sono ammalato di cancro e rischio di perdere il lavoro di Luciano Lazzari (Casalmaggiore)

Egregio direttore, Noè, madido di sudore, stava ancora segando le ultime assi per la costruzione dell’arca, quando l’Inps metteva in atto (lecitamente) le norme che prevedevano la decurtazione progressiva dello stipendio fino ad arrivare al suo azzeramento in caso di superamento del periodo massimo di assenza dal lavoro per malattia.

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I più distratti non se ne sono mai accorti finché tempo fa il caso del ventiduenne affetto da sarcoma e vittima di tale provvedimento ha suscitato l’indignazione generale, compresa quella del suo datore di lavoro che, filantropicamente mosso a compassione, ha deciso di intervenire di tasca sua per svergognare l’infamia di tale procedura.

Mi trovo purtroppo nella situazione dello sfortunato giovane: dopo radioterapia, chemioterapia ed un primo intervento chirurgico, sto affrontando un secondo ciclo di terapie al termine del quale una seconda operazione spero risolverà il problema definitivamente.

Stesso trattamento l’Inps riserverà anche a me, se supererò i termini di malattia previsti dalla legge. Tanti politici da noi eletti (senza polemiche sui criteri di tali elezioni) stanno ora convertendo le vasche da bagno di seconde e terze case in imbarcazioni adeguate, novelli samaritani votati a traghettare sfortunata umanità bisognosa, dalle sponde africane ai nostri lidi. Mi chiedo ora quali siano l’acume e la logica di norme che stanziano quote da capogiro (non è vero che siano completamente a carico di fondi europei) alle cooperative che gestiscono migranti: somme non destinate a subire progressive decurtazioni poiché giustamente si deve mangiare ogni giorno, castigando invece chi lavorando da 35 anni come il sottoscritto, sta contribuendo a garantire i pasti di costoro. Nessuno se la prenda con chi arriva a vario titolo galleggiando precariamente nel nostro Paese. Si punti invece il dito contro coloro che, occupati in ben più nobili questioni come il diametro delle zucchine in sede europea, si fingono miopi davanti ai problemi degli onesti cittadini comuni. Non stupiamoci quindi se prossimamente venisse istituito un fondo per la formazione di assistenti bagnanti da inviare nelle zone calde degli sbarchi, e restiamo vigili poiché se si discute di zucchine, un motivo ancora per ora sconosciuto ci sarà e noi ormai proni, ci stiamo preoccupando.

P.S.: Mi si tacci di populismo, ma non mi chieda per chi voterò alle prossime elezioni!

Luciano Lazzari (Casalmaggiore)

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