Lunedì, 18 novembre 2019 - ore 22.56

Strada Sud Cremona . Il Sindaco Gianluca Galimberti risponde al difensore Civico e chiede di essere ascoltato

Nella risposta Galimberti conferma due punti importati: la raccolta firme per l’indizione del Referendum è avvenuta, da parte del Comitato, completamente fuori dai termini dai termini previsti e la richiesta di modifica regolamentare per l’indizione della consultazione referendaria esporrebbe concretamente lo scrivente e questa Amministrazione al rischio di dover rispondere di danno erariale ecc.

| Scritto da Redazione
Strada Sud Cremona . Il Sindaco Gianluca Galimberti risponde al difensore Civico e chiede di essere ascoltato

Strada Sud Cremona . Il Sindaco Gianluca Galimberti risponde al difensore Civico e chiede di essere ascoltato

Nella risposta Galimberti conferma due punti importati: la raccolta firme per l’indizione del Referendum  è avvenuta, da parte del Comitato,  completamente fuori dai termini dai termini previsti e  la richiesta di  modifica regolamentare per l’indizione della consultazione referendaria esporrebbe concretamente lo scrivente e questa Amministrazione al rischio di dover rispondere di danno erariale ecc.

Di seguito, a nostro giudizio i punti principali della lettera.

 Punto n. 25 : Piuttosto, spiace dover constatare come il Comitato Promotore del Referendum abbia iniziato la procedura di raccolta firme in data 15.05.2018, attraverso il deposito dei moduli per la vidimazione di rito, restituiti dal competente Ufficio in data 16.05.2018, ben sapendo di essere completamente fuori dai termini, con il rischio di prestarsi a possibili strumentalizzazioni politiche e mediatiche per una modifica regolamentare limitata e mirata, con il rischio di sostenere, più che il diritto di partecipazione dei cittadini, posizioni che, più correttamente, avrebbero dovuto essere oggetto della campagna elettorale.

Punto n. 26 : Una modifica regolamentare di tal genere, inoltre, esporrebbe concretamente lo scrivente e questa  Amministrazione al rischio di dover rispondere di danno erariale - oltre che ad eventuali impugnative di soggetti contrari al referendum (ad esempio: del Comitato “No Strada Sud”, che fra l’anno 2011 e l’anno 2012, con note Prot. n. 35375 del 19.07.2011, n. 54410 del 04.11.2011 e n. 2259 del 16.01.2012, aveva raccolto 6.040 firme contro il progetto Strada Sud e che aveva chiesto di essere ascoltato dal Comitato dei Garanti; delle Sigg.re De Dionigi Europa e Serafina che, con nota in data 05.08.2011, assunta al Protocollo Generale in data 10.08.2011 al n. 40426, avevano presentato opposizione al progetto Strada Sud; della Sig.ra De Dionigi Europa che, in data 03.10.2011, aveva presentato al T.A.R. per la Lombardia – Sezione distaccata di Brescia - ricorso contro questo Comune, la Regione Lombardia e nei confronti di Autostrade Centro Padane S.p.A. per l’annullamento della deliberazione della Giunta comunale n. 85 in data 01.06.2011, relativa all’approvazione del progetto preliminare della Strada Sud predisposto da Autostrade Centro Padane S.p.A. e della nota della Regione Lombardia in data 18.04.2011, prot. n. TI.2011.0008932, avente ad oggetto “Progetto della strada di scorrimento a sud della città di Cremona in rapporto alle procedure di valutazione ambientale”, nonché di tutti gli atti presupposti, preliminari e comunque connessi; detto ricorso è stato dichiarato perento con decreto n. 00150/2017 del Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione Staccata di Brescia - in data 06.04.2017, Sezione Staccata di Brescia - in data 06.04.2017, stante il sopravvenuto difetto di interesse della ricorrente a seguito della manifestata intenzione di questa Amministrazione di non dar corso alla realizzazione dell’opera con l’avvio della procedura di variante parziale al PGT contenente lo stralcio della Strada Sud) - per aver utilizzato soldi pubblici per indire un referendum contro i termini previsti dal Regolamento o sulla base di una modifica regolamentare avente destinatari specifici; il tutto proprio mentre è attivo un procedimento urbanistico che contempla già un espresso percorso di partecipazione alla formazione della decisione amministrativa. Al riguardo si fa presente che i costi relativi all'indizione del referendum, sulla base delle spese sostenute da questo Comune per l'effettuazione di Referendum di carattere nazionale, partirebbero da € 150.000, con sicuro incremento, determinato dalla circostanza che l'intera gestione organizzativa e finanziaria dello stesso sarebbe interamente a carico del Comune di Cremona; soldi pubblici che verrebbero, pertanto, sottratti al soddisfacimento di bisogni della cittadinanza, soprattutto in questo momento così difficile dal punto di vista economico.

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