Mercoledì, 16 ottobre 2019 - ore 17.22

Tariffe Autostradali. Ecco dove vi saranno gli aumenti di Dario Balotta (ONLIT )

TARIFFE AUTOSTRADALI: aumentano la Torino Bardonecchia 6,6%, l’Aosta Monte Bianco 6,3%, il CAV 2%, la Torino-Savona 2,2%, la Savona-Ventimiglia (Fiori) 0,7%, TEM e Brebemi 2,2%, Tangenziale di Napoli +1,8%, Cisa +1,8%, Autovia Padana (ex Centropadane)+0,1% e Pedemontana lombarda 0,5%. ONLIT, PERDONO CONSUMATORI E CONTRIBUENTI

| Scritto da Redazione
Tariffe Autostradali. Ecco dove vi saranno gli aumenti di Dario Balotta (ONLIT )

Tariffe Autostradali. Ecco dove vi saranno gli aumenti di Dario Balotta (ONLIT )

TARIFFE AUTOSTRADALI: aumentano la Torino Bardonecchia 6,6%, l’Aosta Monte Bianco 6,3%, il CAV 2%, la Torino-Savona 2,2%, la Savona-Ventimiglia (Fiori) 0,7%, TEM e Brebemi 2,2%, Tangenziale di Napoli +1,8%, Cisa +1,8%, Autovia Padana (ex Centropadane)+0,1% e Pedemontana lombarda 0,5%. ONLIT, PERDONO CONSUMATORI E CONTRIBUENTI

ASPI SUBISCE IL BLOCCO DELLE TARIFFE MA NON FINANZIA IL PONTE DI GENOVA

La sterilizzazione delle tariffe autostradali, annunciata dal Ministro Danilo Toninelli, non riguarda una fetta importante di rete autostradale, ma ben 600 km su 6mila. Dal 1 gennaio infatti sono aumentate la Torino Bardonecchia +6,6%, l’Aosta Monte Bianco +6,3%       (controllata da Aspi), il CAV(Autovie venete) + 2%, la Torino-Savona+2,2%, la Savona-Ventimiglia +0,7%, la TEM e Brebemi +2,2% (si confermano le autostrade più care d'Italia), Tangenziale di Napoli +1,8%, Cisa +1,8%, Autovia Padana (ex Centropadane)+0,1%. La Serravalle ha rinviato l’aumento del 2,62% di un solo mese. Il Ministro del partito della trasparenza, annunciando il blocco (per 6 mesi) degli aumenti tariffari,non ha però reso noto i concessionari ai quali è stato invece concesso l’aumento del pedaggio. Tali aumenti, a sorpresa, sono diventati noti agli automobilisti solo al casello. Finisce così in parità, al momento, la partita tra il Ministero Trasporti e l’Aspi. Il Ministero dei Trasporti incassa il rinvio dell’aumento dei pedaggi di Aspi che gestisce 2.850 km di rete su un totale di 5.761 km. Analoga “collaborazione” mostrata da Aspi sulla rinuncia (momentanea) degli aumenti non c’è stata per il finanziamento della ricostruzione del ponte Morandi, tant’è che il commissario di Genova è partito alla ricerca di un istituto bancario disponibile a pagare le spese connesse alla ricostruzione. Si tratta di un prestito di 360 milioni garantito, come prescritto dal decreto Genova, da 30 milioni all’anno di fondi statali per 12 anni. Anche in questo giro, consumatori e contribuenti escono sconfitti in attesa di una radicale riforma del sistema delle concessioni autostradali.

Dario Balotta presidente ONLIT     (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti)                                           Milano 2 gennaio 2019

 

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