TAVOLA DELLA PACE: LA PACE NON È UN'UTOPIA, MA UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA. DA CREMONA UN APPELLO A COSTRUIRE UN FUTURO SENZA GUERRA
In occasione della tappa cremonese del Giro d'Italia per la Pace e dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, la Tavola della pace rinnovano il proprio impegno per disarmo, dignità umana e la fraternità tra i popoli.
La pace non può essere considerata un'aspirazione lontana, una parola da pronunciare nelle occasioni solenni o un ideale da evocare soltanto quando la guerra torna a occupare le prime pagine dei giornali. La pace è una necessità concreta, una responsabilità collettiva e una scelta che interpella ogni giorno le coscienze, le istituzioni e l'intera società.
In un mondo segnato da conflitti armati, divisioni, disuguaglianze e crescente indifferenza verso la sofferenza altrui, non possiamo rassegnarci all'idea che la guerra sia inevitabile, che la violenza rappresenti l'unica risposta possibile alle controversie o che la sofferenza di interi popoli sia destinata a diventare una tragica normalità.
Per la Tavola della Pace di Cremona, promuovere la pace significa riaffermare il valore inviolabile di ogni persona, difendere la dignità umana, sostenere il dialogo e costruire condizioni di giustizia sociale. Non esiste una pace autentica laddove vengono negati i diritti fondamentali, dove la povertà esclude, dove il lavoro non garantisce dignità e dove le differenze diventano motivo di odio anziché occasione di incontro.
La pace non è soltanto assenza di guerra: è presenza di giustizia, solidarietà, diritti e possibilità di futuro.
È in questa prospettiva che si inserisce il Giro d'Italia per la Pace, occasione di partecipazione e sensibilizzazione che attraversa i territori per trasformare un principio universale in un impegno condiviso. La tappa di Cremona, con il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni, delle istituzioni e dei cittadini, rappresenta un'opportunità per rimettere al centro il valore della convivenza pacifica e la responsabilità di ciascuno nella costruzione di una società più giusta.
La presenza della Lampada della Pace ed il cammino comune diventano così segni concreti di una volontà collettiva: non assistere passivamente agli eventi, ma contribuire a costruire una cultura capace di contrastare l'indifferenza, il disprezzo e la disumanizzazione dell'altro.
In questo cammino assume un significato particolare l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, ricorrenza che nel 2026 ci invita a riscoprire l'attualità di una figura che seppe fare della fraternità, dell'umiltà e del dialogo il centro della propria testimonianza. Nel suo Testamento, Francesco ricorda: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”». Un saluto semplice, ma capace di esprimere una visione profonda: la pace non si impone, si testimonia; non nasce dalla sopraffazione, ma dalla capacità di riconoscere nell'altro una persona degna di rispetto. La sua testimonianza ci consegna una domanda ancora attuale: quale contributo possiamo offrire, oggi, per abbattere i muri che separano le persone e costruire ponti tra popoli, culture e generazioni?
Quello di pace è un messaggio che parla anche alle nuove generazioni, chiamate a immaginare e costruire un futuro nel quale la sicurezza non sia affidata soltanto alle armi, ma anche alla cooperazione, alla diplomazia, all'educazione e alla solidarietà tra i popoli.
Crediamo che la pace debba essere un impegno condiviso, capace di unire le energie delle associazioni, delle comunità locali, delle istituzioni e dei cittadini. Un impegno che richiede coerenza, partecipazione e la disponibilità a mettersi in gioco, a partire dai luoghi in cui viviamo e lavoriamo.
La pace internazionale e quella quotidiana non sono dimensioni separate: si alimentano reciprocamente. Si costruiscono nelle relazioni, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei quartieri e nelle comunità. Ogni gesto di solidarietà, ogni conflitto affrontato senza violenza, ogni diritto difeso e ogni persona rimessa al centro rappresentano un passo nella direzione di una convivenza più umana.
La tappa cremonese del Giro d'Italia per la Pace vuole certamente essere anche questo: un'assunzione di responsabilità. Un'occasione per ricordare che nessuno può sentirsi estraneo alla costruzione della pace e che nessuna comunità può considerare irrilevante il proprio contributo.
Perché la pace non si delega, non si improvvisa e non si costruisce da sola: si sceglie, si difende e si pratica insieme.
È ancora possibile scegliere la strada del dialogo, della giustizia e della solidarietà. È una responsabilità che appartiene a tutti noi.
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Tavola della Pace di Cremona
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La Tavola della Pace di Cremona è un coordinamento libero, aperto e plurale di associazioni, organizzazioni e collettivi che condividono l'impegno per la costruzione della pace, della nonviolenza, della giustizia sociale, del disarmo, della cooperazione tra i popoli e della tutela dei diritti umani. Nasce come spazio di incontro, confronto, coordinamento e mutuo sostegno tra organizzazioni che, pur nella loro autonomia, condividono l'impegno per la costruzione di una cultura di pace. Opera nel territorio cremonese a livello provinciale, favorendo il raccordo e la collaborazione con altre reti e coordinamenti attivi sui temi della pace, della nonviolenza e del disarmo.
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