Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 07.32

Tecno Riscaldamento globale Si fa troppo poco per il futuro di tutti di Benito Fiori (Cremona)

Martedì, 12 dicembre. Esattamente due anni fa 190 paesi firmavano l’Accordo di Parigi per contenere l’aumento della temperatura del pianeta in 1,5, massimo 2° C (per il primo obiettivo, il 1,5° C, vagheggiato in quella sede, sembra essere ormai già tardi).

| Scritto da Redazione
Tecno Riscaldamento globale Si fa troppo poco per il futuro di tutti di Benito Fiori (Cremona)

Riscaldamento globale Si fa troppo poco per il futuro di tutti di Benito Fiori

Martedì, 12 dicembre. Esattamente due anni fa 190 paesi firmavano l’Accordo di Parigi per contenere l’aumento della temperatura del pianeta in 1,5, massimo 2° C (per il primo obiettivo, il 1,5° C, vagheggiato in quella sede, sembra essere ormai già tardi).

A 176 di quei Paesi sono bastati soltanto 11 mesi (4/11/206) per ratificarlo, e quindi renderlo esecutivo. Per il Protocollo di Kyoto (scadenza 2020) ci era voluti otto anni (1997-2005). Questo confronto permette di misurare quanto sia divenuta grande la preoccupazione dei governi del pianeta per il futuro. Indubbiamente hanno avuto un ruolo decisivo i Rapporti di Valutazione IV (2007) e V (2013) dell’IPCC, l’organo “intergovernativo” dell’ONU per il controllo dei cambiamenti climatici.

Mentre i proclami di intenzioni di un po’ tutti questi governi fanno ben sperare, non sono molti quelli che stanno anche portandoli avanti e, purtroppo, l’Italia è fra gli altri. Intanto il cambiamento del clima si fa prepotente. In California da ottobre si susseguono grandi incendi, dall’aprile 2015 per legge c’è una riduzione dell’uso dell’acqua del 25%, il fiume Colorado non riesce più a raggiungere l’oceano ed è in costruzione un depuratore delle acque fognarie per uso alimentare. Il 30 novembre scorso in Groenlandia vi erano + 5° C di temperatura.  Tutto il bacino del Mediterraneo è già una delle aree della Terra dove l’aumento delle temperatura è più marcato (già oggi registra un aumento di 1,5° C, mentre quello medio globale è di circa 1° C) e dove questo aumento sarà ancora più evidente nei prossimi anni. L’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR ci fa sapere che nel nostro Paese nel 2017 la piovosità, tranne gennaio, settembre e novembre, è stata inferiore del 30% (per ben sei mesi del 50%). La sorgente del Po, a Pian del Re sul Monviso, questa estate ha cominciato ad asciugarsi. Cosa che trovo incoerente rispetto a questo quadro  è l’atteggiamento nel concreto del nostro Paese e per due ragioni: la prima è che gli scenari per il bacino del Mediterraneo non miglioreranno e la seconda ragione è che la siccità sta già facendosi molto penalizzante per la nostra agricoltura e quindi per la nostra economia.

La riprova dei ritardi della politica nel provvedere al rispetto dell’Accordo di Parigi è indirettamente evidenziata dal mercato delle auto elettriche. Nel 2016 nel mondo si è avuto un boom delle loro vendite (800 mila) con una crescita del 40% sul 2015 (Cina + 118%, USA + 33%). La Norvegia rappresenta da sola il 18% del mercato continentale, la Francia il 12%, il Regno Unito il 14% e la Germania il 12%. Intanto, la Volvo ha deciso di produrre solo elettriche o ibride dal 2020. In Italia nello stesso 2016 sono state vendute 1.373 auto elettriche, 43 meno dell’anno prima e rappresentanti lo 0,075% del totale che è stato di oltre 1,823 milioni di auto con un + 15,8% sul 2015. Forse, perché da noi l’incentivo è nella gratuità del bollo, mentre altrove è ben diverso. In Francia, ad esempio, si arriva anche a 6 mila euro di contributo pubblico. Altra riprova, nel 2016 la cifra raggiunta dai sussidi diretti o indiretti al consumo o alla produzione, da esoneri dall'accisa a sconti e finanziamenti per opere, distribuiti tra autotrasportatori, centrali per fonti fossili e imprese energivore e aziende petrolifere, ha raggiunto i 14,8 miliardi di euro (3,5 sono quelli di sforamento del disavanzo del bilancio dello Stato secondo la Commissione europea).

 

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