Tra qualche settimana i 175 i paesi che al 21 aprile scorso avevano sottoscritto l’Accordo di Parigi del 12/12/2015 saranno obbligati a dare l’avvio a decisioni concrete per l’abbattimento dei gas climalteranti. Infatti, dopodomani, 7 ottobre, sarà ufficializzato il raggiungimento delle due condizioni essenziali dell’Accordo: la ratifica da parte di almeno 55 paesi (sono 81) che rappresentino non meno del 55% delle emissioni di gas serra (ora al 66,5%). Tutto questo grazie alla UE il cui Parlamento ha deciso ieri 4 ottobre di ratificare l’accordo a nome dei suoi 20 paesi che non lo avevano ancora fatto. Il 7 novembre, esattamente 30 giorni dopo come previsto per l’entrata in vigore, la COP22 di Marrakesh potrà essere chiamata la COP n° 1 dell’Accordo. Evento che, pensando al Protocollo di Kyoto (siglato nel 1997 è entrato in vigore otto anni dopo), molti pensavano sarebbe stato celebrato non prima del 2017. Una nuova pagina della Storia è stata scritta. Certamente, non perché il mondo è migliorato, ma per una gravità della situazione globale (anche il 2016, per il terzo anno consecutivo, è anno record per l’aumento della temperatura media) che ha fatto dimenticare ai governi rivalità e contrapposizioni.
Il referente Benito Fiori (Cremona)



