Martedì, 04 agosto 2020 - ore 07.33

Truffa fondi UNITI PER LA PROVINCIA CREMONA , indagato Renato Crotti

La Procura di Cremona indaga per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'autoriclaggio e all'appropriazione indebita tre promotori della onlus Uniti per la Provincia di Cremona

| Scritto da Redazione
Truffa fondi UNITI PER LA PROVINCIA CREMONA , indagato Renato Crotti

Truffa fondi UNITI PER LA PROVINCIA CREMONA , indagato Renato Crotti

La Procura di Cremona indaga per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'autoriclaggio e all'appropriazione indebita tre promotori della onlus Uniti per la Provincia di Cremona

Dal Telegiornale Regionale delle ore 19 ( del 20 luglio 2020) abbiamo appreso che La Procura di Cremona indaga per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'autoriciclaggio e all'appropriazione indebita tre promotori della onlus Uniti per la Provincia di Cremona perché si sarebbero appropriati illecitamente di parte dei 4 milioni di euro raccolti tra imprenditori e gente comune per finanziare iniziative anti- Covid aiutando, in particolare, gli ospedali del territorio in prima linea. Tra loro c'è anche Renato Crotti, "nella veste di direttore della Fondazione Arvedi Buschini", definito "gestore di fatto" della onlus.

Da una nota informativa delle Fiamme Gialle si apprende  che è stata perquisita la sede della onlus, nata a marzo nel pieno della pandemia, e le abitazioni private di Crotti e di altri due indagati, Cristiano Bozzoli e Attilio Mazzetti. Anche un religioso sarebbe coinvolto nella vicenda.

Risulta infatti che i tre perquisiti avrebbero prelevato soldi da utilizzare per scopi estranei alle finalità benefiche della onlus. Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, la onlus avrebbe "disposto alcuni bonifici a favore di Cristiano Bozzoli, titolare di un'impresa di vendita di stufe e caldaie" per un totale di 28 mila euro, un'operazione ritenuta "anomala" dagli investigatori, insospettiti anche da "reciproci trasferimenti di denaro su conti esteri, accesi in Bulgaria e Gran Bretagna" tra Bozzoli e Mazzetti, "gestore di locali notturni e attualmente sottoposto a procedura fallimentare". Sentito dagli investigatori, Bozzoli si era giustificato esibendo la copia di una fattura che riportava come causale la 'preparazione e consegna a domicilio di 750 pasti caldi'.

Daremo notizie sullo sviluppo dell’indagine.

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