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UICI CREMONA 21 FEBBRAIO, XIV GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

Mentre un tempo i ciechi svolgevano quasi esclusivamente le professioni di centralinista, massaggiatore e impagliatore di sedie, oggi possono vantare tra loro esempi di ottimi insegnanti, scrittori, avvocati, magistrati, musicisti e politici

| Scritto da Redazione
UICI CREMONA 21 FEBBRAIO,  XIV GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

UICI CREMONA 21 FEBBRAIO,  XIV GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

Il 21 Febbraio si celebra la XIV Giornata Nazionale del Braille, istituita con legge dello  Stato n. 126 del 3 Agosto 2007, il cui scopo è di sensibilizzare il pubblico attraverso la stampa ed i media sull’importante ruolo che  il codice di scrittura e lettura Braille assume nella vita di chi è non vedente e che ancora oggi, dopo più di 200 anni, rimane l’unico metodo per chi è cieco assoluto di leggere e scrivere in modo diretto ed autonomo e soprattutto privato.

L’alfabeto, composto da una serie di combinazioni di puntini in rilievo, fu inventato da Louis Braille (1809-1852), organista cieco, che dopo aver perso la vista in seguito ad un incidente nella bottega del padre sellaio all’età di 5 anni, fu inviato a studiare in un istituto per ciechi a Parigi, dove conobbe un ufficiale dell’esercito, Charles Barbier de la Serre, ed ebbe l’intuizione di sfruttare l’idea di un codice tattile utilizzato dai militari durante le operazioni notturne, adattandolo per ricavarne ben 64 combinazioni in modo da riprodurre tutti i principali segni dell’alfabeto allora conosciuto, più altri simboli quali i numeri e le punteggiature.

Osteggiato all’inizio da chi preferiva il metodo Hauy, che consisteva nel riprodurre le lettere in stampatello applicando su libroni enormi liste di carta, fu poi riconosciuto più pratico e meno ingombrante e in poco tempo, il codice a punti cominciò a diffondersi in tutto il mondo e permise ai ciechi assoluti di studiare, apprendere una professione, riscattandosi da una triste e solitaria esistenza di mendicanti all’angolo delle strade e sui gradini delle chiese fino a conquistare una vita dignitosa e persino raggiungere traguardi prestigiosi.

Mentre un tempo i ciechi svolgevano quasi esclusivamente le professioni di centralinista, massaggiatore e impagliatore di sedie, oggi possono vantare tra loro esempi di ottimi insegnanti, scrittori, avvocati, magistrati, musicisti e politici.

Le nuove tecnologie hanno reso possibile anche lo svolgimento di professioni prima ritenute impensabili, per un cieco, quali il programmatore e l’impiegato amministrativo, l’imprenditore, ecc.

Tutto per merito di Louis Braille, al quale il Comune di Cremona ha intitolato un parco giochi sito all’angolo di via Giuseppina con via Commendatori di Malta, che verrà presto corredato della sua targa in Braille, donata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Cremona,  sulla quale anche chi è cieco potrà leggere il nome e la data di nascita e di morte di questo ingegnoso inventore.

Le nuove tecnologie, però, purtroppo, hanno anche fatto sì che si diffondesse l’errata convinzione che il Braille sia divenuto obsoleto e ormai inutile, perché può essere sostituito da sintesi vocali e audiolibri, strumenti estremamente importanti per un cieco o un ipovedente, ma assolutamente non in grado di  eguagliare questo mezzo di lettura che garantisce totale privacy e discrezione.

In questi ultimi tempi,   infatti, vi è la tendenza ad insegnare sempre meno il Braille nelle scuole, forse per pigrizia degli insegnanti nell’apprenderlo, o più probabilmente perché è meno faticoso ricorrere all’utilizzo di una sintesi vocale.

Il guaio è che, se non lo si apprende nell’infanzia quando i polpastrelli sono molto più sensibili al tatto, poi sarà sempre più difficile raggiungere una buona fluidità nella lettura!

C’è il rischio che molti bambini ciechi possano restare quasi analfabeti, ignari dell’esatta ortografia delle parole e di come è composta la pagina di un libro.

In Italia è stato fondato un club per sostenere il Braille, il Club Italiano del Braille, il cui Presidente è Nicola Stilla, che ha proprio lo scopo di promuovere iniziative per divulgare e far conoscere questo codice di scrittura e che sostiene anche economicamente il museo dedicato a Louis Braille, situato nella sua città Natale, a Coupvray, in Francia.

Anche in Italia esiste un interessantissimo museo dedicato agli strumenti utilizzati per scrivere in Braille e alla sua storia, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, dove si possono vedere strumenti, macchine speciali, libri stampati per i ciechi e materiali tiflodidattici che testimoniano la trasformazione avvenuta nella scuola dell’Istituto, dall’uso della scrittura visiva in rilievo a quella in codice Braille e dove viene conservata anche una delle prime dattilobraille, utilizzata dalla scrittrice sordocieca Hellen Keller per scrivere la storia della sua vita.

A Livello nazionale, l’UICI e il Club Italiano del Braille celebrano la ricorrenza il 19 Febbraio,  con un convegno on line dal titolo "Braille: via maestra per l'inclusione e l'accesso alla cultura", nel corso del quale Lo scrittore Maurizio De Giovanni e Flavia Tozzi leggeranno un brano tratto dal Libro "Il concerto dei destini fragili".

L’UICI di Cremona, dal canto suo, quest’anno, distribuirà un pieghevole con l’alfabeto Braille con il settimanale Mondopadano, in edicola il 19 Febbraio.

 UICI CREMONA La Presidente Flavia Tozzi

 UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

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