Giovedì, 02 dicembre 2021 - ore 19.29

UIL Scuola POCHI SOLDI E PER POCHI

LEGGE DI BILANCIO, AL GOVERNO CHIEDIAMO RISPOSTE URGENTI E CONCRETE

| Scritto da Redazione
UIL Scuola POCHI SOLDI E PER POCHI

UIL Scuola POCHI SOLDI E PER POCHI

LEGGE DI BILANCIO, AL GOVERNO CHIEDIAMO RISPOSTE URGENTI E CONCRETE

 La Legge di Bilancio che ha appena iniziato il suo iter parlamentare non prevede poste finanziarie sufficienti a soddisfare le richieste avanzate dal personale della scuola.

In che modo – domandano i segretari generali di Flc Cgil, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams – il ministro dell’Istruzione farà valere le ragioni della scuola per ottenere gli aumenti a tre cifre da lui stesso annunciati in vista del rinnovo contrattuale?

Vengono stanziati 210 mln aggiuntivi, corrispondenti a un aumento medio mensile lordo di circa 12 euro, sul fondo per la valorizzazione dei docenti (art. 1 comma 592 l.205/2017) con una destinazione che testualmente recita:

“premiando in modo particolare la dedizione all’insegnamento, l’impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura nell’aggiornamento professionale continuo”.

Una finalizzazione rivelatrice della scarsa o nulla  considerazione in cui si tengono gli insegnanti sotto molto profili: gli incrementi retributivi, devono esser ‘meritati’ addirittura con una imprecisata dedizione che non si sa bene da chi sarà valutata; si ignora che la dedizione è stata ampiamente dimostrata da tutto il personale docente Ata e dirigente in questi due terribili anni di pandemia; si dimentica che la Legge di Bilancio, quando si stanziano le risorse del Contratto, si deve limitare a indicare le cifre dal momento che il nostro ordinamento prevede che poi nell’Atto di indirizzo saranno contenute le indicazioni all’Aran per finalizzare quelle risorse negoziando con i sindacati. In definitiva pochi soldi e per pochi. La politica dei bonus è fallita e non è riproponibile.

Resta drammaticamente aperta una questione retributiva del personale della scuola: gli insegnanti subiscono una distanza retributiva di oltre 300 euro dagli stipendi dei laureati della Pubblica Amministrazione italiana e ancora più ampia rispetto a quella dei docenti europei.

Fonte UIL SCUOLA

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