Domenica, 21 aprile 2019 - ore 10.23

Un cuore nuovo per Salim, il piccolo kurdo. Grazie a Pobic e allo SPI-CGIL (di Franco Bordo)

Salim è un bimbo kurdo, nato quasi tre anni fa nel campo profughi di Dohuk, molto vicino a Mossul, terra di violenti combattimenti, teatro di una gloriosa e vittoriosa resistenza delle Forze militari del Kurdistan contro l'ISIS.

| Scritto da Redazione
Un cuore nuovo per Salim, il piccolo kurdo. Grazie a Pobic e allo SPI-CGIL (di Franco Bordo)

Un cuore nuovo per Salim, il piccolo kurdo. Grazie a Pobic e allo SPI-CGIL (di Franco Bordo)

Salim è un bimbo kurdo, nato quasi tre anni fa nel campo profughi di Dohuk, molto vicino a Mossul, terra di violenti combattimenti, teatro di una gloriosa e vittoriosa resistenza delle Forze militari del Kurdistan contro l'ISIS.

Kwestan, la mamma,ha conosciuto il suo compagno nel campo, un muratore anch'esso sfollato; la famiglia di Salim si è costituita dentro il campo profughi. "Normale" dice la mamma. nel 2014 Kwestan è dovuta scappare con parte della sua famiglia, una famiglia di yazidi, da Sinjar, la cittadina al confine tra Iraq e Siria dove era nata e vissuta. Con parte della famiglia. Perchè più di cinquanta sono i familiari che ha perso sotto le bombe, bombe di varie milizie, eserciti e nazioni. Sono fuggiti di notte, senza nulla appresso, rifugiandosi sui monti. Soltanto dopo dieci giorni, senza cibo e con pochissima acqua, sono stati salvati dai Peshmerga che li hanno condotti in quel campo profughi.

Salim, che è nato e vive ancora adesso con la sua famiglia in una tenda, è uscito dal campo profughi per la prima volta nella sua vita per venire in Italia.

Un viaggio andata e ritorno, con un breve soggiorno per motivi sanitari. Salim affetto da una grave patologia cardiaca, senza un intervento di cardiochirurgia non avrebbe vissuto ancora a lungo. L'SOS lanciato da una Onlus locale è stato raccolto dall'Associazione lombarda Pobic Onlus, che opera nel mantovano, bresciano e cremonese. E' partita subito una lotta contro il tempo. Allertato l'Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, con non poche difficoltà e lungaggini, sono state risolte le pratiche relative all'espatrio e al viaggio.

Abbiamo accolto Salim e sua mamma all'aeroporto di Malpensa il 18 febbraio scorso. Il 19 viene ricoverato al Gaslini, le condizioni del bambino ovviamente non sono ottimali per affrontare l'intervento, l'operazione può essere eseguita solo l'8 di marzo ed è perfettamente riuscita. Alle dimissioni dall'ospedale, sempre tramite l'Associazione, viene accolto a Calvatone per la convalescenza. La sua ripresa è veloce, Salim ha una tempra notevole.

La Pobic Onlus si è occupata di tutto: passaporti e visti, biglietti aereo, organizzare il ricovero e gestire la convalescenza. Un impegno economico non indiffirente, con il sostegno di tante persone e un importante contributo, in terra cremonese,da parte del Sindacato Pensionati della CGIL, a cui va il nostro sentito ringraziamento, in modo particolare a Mimmo Palmieri e a Palmiro Crotti. Un ringraziamento che estendiamo a tutta la Camera del Lavoro di Cremona e al suo Segretario Marco Pedretti.

Salim ora riparte, purtroppo la sua immediata destinazione è di nuovo il Campo di Dohuk. Ma noi vogliamo credere che a breve, con il suo cuore nuovo, questo piccolo "combattente" possa trovare una nuova casa e percorre una vita più serena, lontana dalla guerra. Buona vita Salim!

Franco Bordo (Crema)

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