Giovedì, 23 maggio 2019 - ore 06.49

Salini e il suo voto pro Orbàn di Franco Bordo -Crema-

Egr Direttore, l'europarlamentare cremonese Massimiliano Salini ha votato contro la risoluzione del Parlamento Europeo con cui si invita il Consiglio dell'UE ad agire nei confronti dell''Ungheria ritenuta responsabile di scelte ed azioni che minacciano in modo sistemico i principi della democrazia.

| Scritto da Redazione
Salini e il suo voto pro Orbàn  di Franco Bordo -Crema-

Salini e il suo voto pro Orbàn  di Franco Bordo -Crema-

Egr Direttore, l'europarlamentare cremonese Massimiliano Salini ha votato contro la risoluzione del Parlamento Europeo con cui si invita il Consiglio dell'UE ad agire nei confronti dell''Ungheria ritenuta responsabile di scelte ed azioni che minacciano in modo sistemico i principi della democrazia.

Un'ampia e trasversale maggioranza del Parlamento Europeo ritiene che Orbàn, con l'attacco e le limitizioni all'indipendenza dei media, dei giudici, del mondo accademico e persino della Corte Costituzionale,  stia minando i valori fondanti dell'Unione.

Salini ha preferito andare in dissenso alla stessa indicazione assunta dal PPE e, insieme alla pattuglia di parlamentari forzisti, ha votato come i vari Borghezio, con quei parlamentari, insomma, non solo sovranisti, populisti e fascioleghisti ma anche con quell' ultradestra che in tutta Europa inquieta non poco.

Salini, probabilmente per stare nelle grazie di Salvini, alleato di Orbàn e dello statunitense Bannon che punta a distruggere l'Europa stessa, votando contro ad una risoluzione che in sostanza dà soltanto un segnale che oltre certi limiti non è possibile andare, vota pro Orbàn e contro i nostri stessi interessi.

Infatti, noi italiani abbiamo interessi opposti a quelli di un paese come l'Ungheria, che pratica il dumping fiscale e sociale ai nostri danni e rifiuta qualsiasi ipotesi di accoglienza di richiedenti asilo, nonostante riceva ingenti risorse economiche dall'UE stessa, contribuendo a far si che il tema immigrazione rimanga prevalentemente in capo a noi.

Mi pare di capire che anche Salini, forse per questioni di consenso in vista del voto della prossima primavera, preferisca stare nell'onda del corso salviniano. Un corso che però, se non lo fermiamo in tempo, ci porterà a sbattere, facendoci molto male.

Franco Bordo -Crema-

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