Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 11.17

Un ecobonus non fa primavera |Cgil Colletiva

Molti i provvedimenti di natura fiscale contenuti nel Decreto Rilancia Italia, incentivi e detrazioni per sostenere l'economia non fanno, però, una politica industriale

| Scritto da Redazione
Un ecobonus non fa primavera |Cgil Colletiva

Un ecobonus non fa primavera |Cgil Colletiva

Molti i provvedimenti di natura fiscale contenuti nel Decreto Rilancia Italia, incentivi e detrazioni per sostenere l'economia non fanno, però, una politica industriale

Uno degli articoli più rilevanti del Decreto che mentre scriviamo ancora non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è quello di cui forse si è parlato meno. Riguarda tutti i cittadini e le cittadine italiane che ad ogni legge di bilancio hanno vissuto come una spada di Damocle sulla propria testa la ricerca di risorse per il contenimento del deficit dello Stato imposto da Bruxelles. Risorse non trovate equivalevano a aumento delle imposte sul valore aggiunto, la famigerata Iva. Ebbene, l’art. 130 cancella definitivamente le clausole di salvaguardia. Insomma nella prossima legge di bilancio, e in quelle future, non avremo la zavorra di 19,8 miliardi sui 26 autorizzati. Cancellando definitivamente questa norma predefinita, le politiche fiscali dei prossimi anni partiranno da scenari tendenziali più aderenti alla realtà permettendo, peraltro, di utilizzare magari per investimenti le risorse ogni anno necessarie a “coprire” le clausole stesse.  E i provvedimenti di natura fiscale non finiscono qui. Facciamo un passo indietro ed incontriamo l’articolo 27, quello che cancella il versamento del saldo Irap sui redditi 2019 e il primo acconto (40%) sui redditi 2020 per tutte le imprese con ricavi fino a 250 milioni di euro.

Tutte le imprese, quelle che nelle settimane di #tuttiacasa hanno subito la riduzione di fatturato e quelle, dalle farmaceutiche al settore alimentare, che invece l’hanno visto implementare. Nelle casse dello Stato mancheranno tra i 4 e i 5 miliardi, ed è bene ricordare che l’Irap è l’imposta che finanzia il Servizio Sanitario che sappiamo bene aver bisogno di maggiori risorse anche in via ordinaria, non di ulteriori tagli. Abolire le tasse, è ovvio non si può e non sarebbe nemmeno equo. Ma c’è chi davvero al momento è in difficoltà a pagarle, una parte dei tributi sono stati posticipati con precedenti provvedimenti ed allora l’art. 131 prevede che i tributi a vario titolo sospesi dall'articolo 18 del DL 23/20 dovranno essere restituiti, senza interessi, dal 16 settembre in un'unica soluzione o in un massimo di 4 rate mensili. Andare oltre non si potrà altrimenti cambierebbero i saldi di cassa previsti dalla legge di bilancio.

Il governo ha pensato anche a quanti erano stati sottoposti ad accertamento tributario o si erano visti consegnare cartelle esattoriali: con gli articoli 155, 160, 161, 163, 165, 168 si prevede che anche sanzioni già accertate o somme a vario titolo da restituire (da controllo automatizzato, ruoli in rateazione, adesione, conciliazione, rettifica, addirittura indebiti previdenziali ed i pignoramenti del quinto) possano essere posticipate, le rate sospese e riprese negli ultimi mesi del 2020(con varie scadenze da norma a norma). Allo stesso modo si sospendono alcune attività degli enti riscossori e si concede nei fatti un prolungamento di un anno all'Agenzia delle Entrate nella notifica degli atti che, tuttavia, non potranno essere consegnati fino al 31 dicembre 2020. Tutto giusto, occorrerà però vigilare, sottolineano dalla Cgil, che non si trasformi in un condono silenzioso.

ROBERTA LISI

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