Mercoledì, 23 settembre 2020 - ore 14.16

UST Cremona La scuola inflessibile nell’applicazione delle norme anti Covid-19 | Fabio Molinari

Se alcuni giorni fa ho raccomandato responsabilità ai ragazzi durante le vacanze, oggi faccio la stessa cosa con gli adulti, perché so che i ragazzi sono ragazzi mentre dagli adulti mi devo aspettare qualcosa di più.

| Scritto da Redazione
UST Cremona La scuola inflessibile nell’applicazione delle norme anti Covid-19 | Fabio Molinari

UST Cremona  Le strutture scolastiche saranno inflessibili nell’applicazione delle norme anti Covid-19 | Fabio Molinari

Gentile Direttore, nei giorni scorsi, complice il ponte ferragostano, ho avuto la possibilità di leggere i giornali in modo più approfondito e mi sono reso conto che molti non hanno imparato assolutamente nulla dai mesi terribili che abbiamo vissuto: l’estate ha risvegliato gli istinti sopiti e ha spesso cancellato la memoria collettiva.

Ho avuto la triste ma netta impressione che molti si siano comportati come un gregge di pecore a cui è stato aperto improvvisamente il cancello del recinto: sono usciti in massa senza prestare attenzione alle prescrizioni di sicurezza.

Accanto a ciò, ho compreso un’altra cosa, cioè che i gestori di alcuni esercizi hanno tollerato la violazione delle norme, anzi a volte loro stessi hanno violato le stesse norme pur di riempire locali, sale da ballo e spiagge. Io ritengo che queste persone debbano essere solennemente sanzionate per il mancato rispetto delle norme, così come devono essere sanzionati gli avventori che si comportino nello stesso modo.

A ciò si somma il tema del rientro a scuola, spesso considerato come un problema. E la cosa mi infastidisce profondamente, perché io, i miei collaboratori e i presidi delle scuole della provincia di Cremona, abbiamo lavorato senza sosta per tutta l’estate per garantire un rientro sicuro a tutti gli studenti.

Abbiamo rispettato scrupolosamente tutte le norme e le raccomandazioni della nostra Amministrazione e non ci siamo mai risparmiati. Quindi posso dire con una certa tranquillità che le scuole sono pronte a ricevere i ragazzi ed a garantire la loro sicurezza, grazie anche alla collaborazione con gli Enti e le Istituzioni locali.

Ma la scuola può fare solo una parte del lavoro, quella che le è stata assegnata. Il resto tocca ad altri. Se i genitori non misureranno la febbre ai figli prima di andare a scuola o lo faranno e li manderanno anche con qualche linea, sarà colpa della scuola? Non credo proprio. Se i ragazzi, nel pomeriggio o la sera si ritroveranno in piazza o al bar senza mascherina e senza distanze di sicurezza, sarà colpa della scuola? Non credo.

Se i gestori dei locali non faranno osservare le regole ai ragazzi, sarà colpa della scuola? Assolutamente no.Quindi metto le mani avanti nel dire che la scuola si prenderà quelle colpe che eventualmente le spetteranno ma non quelle che spetteranno ad altri.

Perciò sarò inflessibile non condannare e intervenire laddove troverò comportamenti errati o mancanze nell’osservazione delle norme da parte dei docenti o dei Dirigenti scolastici o degli studenti quando si troveranno a scuola, ma mi permetto di esigere che anche tutti gli altri soggetti gestori di attività aperte al pubblico facciano lo stesso e, qualora non lo facciano, siano sanzionati in modo esemplare, come succederebbe a me o ai Presidi se si ravvisasse una responsabilità nella gestione della sicurezza a scuola.Mi dispiace dover osservare troppo spesso che si usano due pesi e due misure o che, altre volte, si tenda a fare di tutta l’erba un fascio.

Se alcuni giorni fa ho raccomandato responsabilità ai ragazzi durante le vacanze, oggi faccio la stessa cosa con gli adulti, perché so che i ragazzi sono ragazzi mentre dagli adulti mi devo aspettare qualcosa di più.

Altrimenti dovrei concordare con quanto diceva il simpatico frate impersonato da Alberto Sordi nel memorabile film “Nell’anno del Signore” di Luigi Magni rivolgendosi alla folla impazzita per l’ansia di vedere due ribelli condannati a morte (non cito la frase).

Perciò, vediamo di essere chiari una volta per tutte: se la scuola ci sta a cuore, dobbiamo regolare il nostro comportamento anche fuori dalla scuola e in settori che con la scuola non hanno apparentemente nulla a che fare. Se invece non abbiamo a cuore la scuola, allora andiamo avanti in questo modo e ne subiremo le conseguenze, che non dipendono dal Ministro, dal Direttore Generale, dal Provveditore o dai Presidi ma esclusivamente dalla responsabilità individuale per il bene collettivo.

Il dirigente dell’UST Cremona  Fabio Molinari 

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