Mercoledì, 14 aprile 2021 - ore 19.46

VITTORIA!A Bologna vince la scuola pubblica

| Scritto da Redazione
VITTORIA!A Bologna vince la scuola pubblica

L’opzione “A” per la scuola pubblica stravince il referendum di Bologna. Una affermazione dei cittadini laici e onesti, ma anche per la nostra rivista. Il nervosismo degli sconfitti e i loro insulti fascistoidi
Ora possiamo ben dirlo. Non ce l’aspettavamo. Non riuscivamo neanche a immaginare e sperare nella possibilità che un piccolo gruppo di cittadini, senza mezzi né alcun potere politico, economico, massmediatico, potesse vincere contro una soverchiante forza costituita da un’ammucchiata informe e tenuta assieme solo da interessi molto “concreti” quale quella Pd-Curia-Pdl-Sc-Lega Nord-Cl-neofascisti-il Carlino-maggiorenti bolognesi e chi più ne ha, più ne metta.
Da pochi minuti appare evidente che circa il 60% dei cittadini bolognesi ha optato per l’opzione “A” nella consultazione referendaria tenuta domenica 26 maggio. Vale a dire che essi desiderano che i soldi pubblici vadano alle scuole pubbliche e non alle “paritarie” private, ovvero cattoliche. Vale a dire che respingono il mostruoso intreccio di interessi finanziari che sta alla base del cosiddetto “sistema integrato”. Vale a dire che essi vogliono un sistema educativo e formativo libero, aperto, pluralista, laico. E lo hanno fatto recandosi numerosi ai seggi referendari, diversi dai consueti, e peraltro disposti in un modo che non sempre favoriva l’affluenza. Sono infatti andati alle urne quasi 90.000 cittadini. E di questi tempi non è poco.
Un piccolo merito ce lo prendiamo anche noi di LucidaMente, tra i fondatori di Rete laica Bologna, che solo tre anni fa si formava avendo come primi obiettivi il registro comunale dei testamenti biologici (vedi gli articoli linkati in fondo a Per un’eutanasia legale) e rivedere il finanziamento comunale alle scuole private. Da allora, coi nostri piccoli mezzi, non abbiamo mai cessato di diffondere e appoggiare con la nostra testata le battaglie di laicità. Nelle settimane precedenti la data della consultazione referendaria e soprattutto nella sua imminenza, abbiamo inviato decine di migliaia di inviti per la “A” agli iscritti bolognesi alle nostre mailing list. Sempre, com’è nostra abitudine, informando correttamente.
Dalla folta schiera degli sconfitti emergono prima sorpresa, poi nervosismo, quindi arroganza. Incredibilmente scandalose alcune dichiarazioni di esponenti del Partito democratico (Edoardo Patriarca, Francesca Puglisi e altri), che hanno minimizzato la vittoria della “A”, per la scarsa – a dir loro – partecipazione al voto. Argomentazione molto strana per chi in Sicilia, considerando l’astensione del 50%, ha vinto le elezioni col 15% dei voti. Ancor peggio chi ha affermato pubblicamente che, nonostante il voto, nulla cambierà nel sistema scolastico bolognese. Un “me ne frego” di stampa fascistoide. Ma in consonanza con gli insulti gratuiti rivolti alla rivista e a chi la dirige per la presa di posizione in favore della “A”. E si chiamano “democratici”…
Grazie. Al Comitato referendario. A Sinistra ecologia libertà. Al Movimento cinque stelle. Al Partito socialista italiano. Ai radicali bolognesi. Senza distinzioni e senza che nessuno possa permettersi di appropriarsi di una vittoria che appartiene soltanto ai buoni cittadini, bolognesi e italiani, quelli che votano per l’onestà, la trasparenza, gli ideali, la tolleranza, il pluralismo democratico. Da questo voto può nascere la speranza per una nuova Italia, liberata dai grandi interessi. Forse, ancora una volta, Bologna traccerà la strada della libertà e del progresso civile, dimenticati da una forza politica che ne era pur stata a lungo protagonista.
Rino Tripodi
(LucidaMente, anno VIII, n. 89, maggio 2013)

25 maggio 2013

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