Mercoledì, 22 gennaio 2020 - ore 09.18

World Social Forum in Senegal

| Scritto da Redazione
World Social Forum in Senegal

Il World Social Forum in Senegal dal 5 all’11 febbraio a Dakar
Il World Social Forum ritorna in Africa: nei giorni che vanno dal 6 al 11 febbraio prossimi, Dakar ospiterà L’edizione del 2011. Dopo l’appuntamento del 2009 sul rio delle Amazzoni, a Belem, capitale dello Stato del Parà nel Brasile, si torna nel continente africano, dopo l’edizione del 2007 a Nairobi in Kenya.
Sei giorni di attività nel Senegal, dove si incontreranno cittadini di tutto il mondo, per discutere di come migliorare le realtà in cui viviamo e dove le parole pace, equità, ambiente saranno al centro del dibattito.
Il WSF 2011, si concentrerà sulla storia della resistenza e della lotta dei popoli Africani, sui sistemi globali di lotte e strategie comuni con quelli dell'Africa, del Sud e del resto del Mondo. Per gli organizzatori, il ritorno del WSF in Africa esprime la solidarietà attiva del movimento sociale internazionale, una visione necessaria, visto che "l'Africa rischia di pagare il peso della crisi attuale” .Durante i sei giorni dell'evento sono previste numerose iniziative su molteplici temi e per questo l’ articolazione dei lavori prevede assemblee tematiche, attività autoorganizzate e momenti generali condivisi come il corteo di apertura del primo giorno, la giornata dedicata all’Africa ed alla diaspora, il corteo finale e le assemblee conclusive.
L'esperienza decennale del WSF ha preparato questo momento per essere uno spazio dedicato a rafforzare la capacità offensiva contro il capitalismo neoliberista e dei suoi strumenti, per approfondire le lotte e le resistenze contro il capitalismo, l'imperialismo e l'oppressione, così come a proporre alternative democratiche e popolari. La sede del Forum sarà nel campus della Università "Cheikh Anta Dioup" e utilizzerà, sale riunioni, auditorium e spazi aperti per lo svolgimento delle attività e/o stand a tema, l'International Youth Camp (la tendopoli dei giovani) e incontri.
Goré - Percorso della Memoria
Tra le altre iniziative va menzionata quella che si terrà a Gorè, un’isola che si trova di fronte a Dakar, a una ventina di minuti di battello. Un’isola che è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio mondiale dell’Umanità” nel 1978: l’isola è il simbolo della schiavitù delle popolazioni nere. Proprio da qui, estremo lembo occidentale del continente africano, partivano tra il XVII e il XVIII secolo i tanti africani che sarebbero diventati schiavi nelle Americhe e nelle isole atlantiche.
La storia ci dice che nel corso di tre secoli sono partiti tra i 12 ed i 15 milioni di schiavi: è’ un luogo di alto valore simbolico che al pari di Auschwitz e del Museo della Shoa rappresenta una indelebile memoria di crimini e sofferenza.
Ora, grazie alla presenza dell’ufficio INCA di Dakar ed alla Rete Internazionale dei Luoghi della Memoria, verrà organizzata una visita a Gorée, concordata con le autorità locali dell'isola, con la “Casa degli Schiavi” e con il Consiglio Africano del Social Forum.
Nella giornata del 7 febbraio, giornata dedicata alla Diaspora Africana, una delegazione italiana visiterà l'Isola per incontrare le Autorità Locali e la comunità, i sindacati, le associazioni africane, visitare la Casa degli Schiavi e depositare una targa ricordo
L’idea è di gemellare Gorée e l'insieme di Associazioni, Sindacati, Reti europee ed africane, per la realizzazione di un progetto finalizzato alla promozione dei Diritti Umani e dello scambio culturale tra giovani, all'interno della rete internazionale dei luoghi della Memoria (International Coalition of Site Museums of Conscience).
Importante sarà la presenza dei sindacati e delle associazioni africane e dei nostri delegati sindacali di origine africana, come testimoni e protagonisti delle future azioni.
I promotori dell’idea sono la CGIL, l’ ARCI, ITUC Africa, SOLIDAR, ARCS, la Rete di Progetto Sviluppo, la Scuola di Pace di Montesole (Marzabotto, Bologna), ma è prevista la partecipazione di altri soggetti come il Consiglio Social Forum Africano, l’ INCA, Terre del Fuoco/Libera/FLARE, la Tavola della Pace, la Fondazione Angelo Frammartino
Nel presentare l’iniziativa, Sergio Bassoli del dipartimento internazionale della Cgil dice: “La visita e la conoscenza di quanto è accaduto a Gorée è un momento fondamentale della visita e della nostra presenza al Forum. L’idea è di organizzare un atto simbolico, di riconoscimento del debito che il mondo ha nei confronti dell'Africa per la schiavitù, lo sfruttamento delle risorse naturali, per il colonialismo, per non essere stati in grado di assicurare il diritto allo sviluppo, il rispetto dei diritti umani e sconfiggere la fame che ancora oggi colpisce milioni di africani, costringendoli a scappare in cerca di fortuna. Una condizione che riproduce relazioni e meccanismi di nuova schiavitù e vecchie forme di sfruttamento e di violazione dei diritti umani.”
Ed ecco quindi l’idea, in occasione del Forum, di dare corpo ad una proposta che di cooperazione che coinvolge italiani, europei ed africani: creare uno spazio per i giovani dove promuovere la cultura dei Diritti Umani, dei Diritti del Lavoro e dei Migranti , con attività di formazione e lo scambio e le visite di giovani dall’Europa e l’incontro con coetanei africani. Dice ancora Bassoli: “Una casa ed un luogo di incontro tra culture diverse per apprendere dall'insegnamento della storia e dalla Memoria collettiva, e non solo dai “vincitori”, disegnando quindi un percorso formativo da sviluppare tra varie reti per la formazione dei giovani; “il treno della memoria ad Auschwitz”, il Parco di MonteSole a Marzabotto, il Museo della Shoa a Gerusalemme, l’Isola di Gorée “la tratta degli schiavi”, i centri di accoglienza nella Domiziana, le cooperative della legalità in Sicilia e Calabria.”
La Cgil a Dakar: sostenibilità, equità, solidarietà
Africa-Europa-Mondo: per una economia di salvezza. Sostenibilità, equità, solidarietà.
E’ il titolo dato alla giornata di studio e di incontri che la Cgil (assieme alla Cgt francese, all’organizzazione dei sindacati africani, all’Arci e ad Attak france) ha messo in calendario negli spazi del Word Social Forum; hanno dato la loro adesione alcune fondazioni europee come Foundation for European Progressive Studies, Rosa Luxemburg Foundation, Heinrich Boll Foundation, Friedrich Ebert Foundation, Green European Foundation.
Sono state coinvolte nell’iniziativa ETUC (Confederazione Europea dei Sindacati), SOLIDAR , Labour and Globalization Network, Commisiones Obreras (Spagna), CUT (Brasile), IBASE (Brasil) , SEWA (India), LEARN (Filippine). Friends of the Earth , Legambiente (Italia), Via Campesina , Euralatù.
I temi proposti richiamo direttamente le battaglie per affermare i diritti, salvare e creare lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e l’ estensione della democrazia: obiettivi e battaglie che richiedono impegno quotidiano e che sono alla base dell’attività delle forze sindacali.
Risulta sempre più evidente come l’economia dominante l’intero pianeta non sia sostenibile. Mentre distrugge l’ambiente e mette in pericolo le generazioni future, nel nome della competizione distrugge allo stesso modo i diritti dei lavoratori e dei contadini, i diritti democratici e sociali, la coesione sociale.
Contemporaneamente un enorme sfruttamento di risorse umane e naturali prosegue e si aggrava. Le regioni impoverite stanno diventando più povere; anche nelle regioni più ricche sta avvenendo una forte distruzione delle conquiste sociali; i paesi emergenti sono spinti a seguire il modello dominante con conseguenze terribili per la natura, il clima, le comunità, le popolazioni native e le prospettive future.
In questo contesto molte sperimentazioni, studi, pensieri, buone pratiche nel nord e nel sud cercano di trovare le strade per una transizione democratica, sociale ed ecologica, dimostrando che essa è possibile e proprio il prossimo appuntamento del Word Social
Forum in Senegal nei prossimi giorni sarà un’occasione di confronto e di proposta su questi temi.
A Dakar, sindacati e organizzazioni della società civile, fondazioni politiche e culturali, movimenti sociali e centri di ricerca di Africa, Europa e di altri continenti si incontreranno per discutere e individuare strade comuni.
Presentando l’iniziativa del seminario, i promotori sottolineano: “Nello stesso momento in cui dappertutto siamo impegnati a difendere i diritti delle persone, delle comunità, dei lavoratori e dell’ambiente dentro la crisi attuale, sentiamo al contempo l’urgenza di pensare un progetto nuovo per il futuro, di proporre un nuovo modo di convivenza nel pianeta, indispensabile per assicurare una uscita positiva dalla crisi.
Giustizia sociale, diritti sociali e democratici, sostenibilità ecologica, lavoro dignitoso, benessere per tutti e tutte ovunque nel pianta, in un nuovo e giusto equilibrio fra il nord e il sud globale: è tempo di comporre e di tradurre i nostri valori in un piano di transizione per salvare i diritti dell’umanità e del pianeta”
Antonio Morandi – Segretariato Europa Cgil

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