Giovedì, 21 settembre 2017 - ore 21.25

Con il 66,06% Emmanuel Macron, a 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese.

Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della Quinta Repubblica Francese. Il piú giovane con i suoi 40 anni ancora da compiere e soprattutto quello, al momento, con piú consenso avendo letteralmente travolto, percentuali alla mano, la sua avversaria Marine Le Pen al ballottaggio presidenziale.

| Scritto da Redazione
Con il 66,06%  Emmanuel Macron, a 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese.

Con il 66,06%  Emmanuel Macron, a 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese.

Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della Quinta Repubblica Francese. Il piú giovane con i suoi 40 anni ancora da compiere e soprattutto quello, al momento, con piú consenso avendo letteralmente travolto, percentuali alla mano, la sua avversaria Marine Le Pen al ballottaggio presidenziale.

MACRON “Oggi e per i prossimi 5 anni inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia. La mia responsabilità sarà quella di dissipare i timori e far ritrovare l’ottimismo, lo spirito vincente e il genio francese. Mi rivolgo a tutti voi che siete pronti ad affrontare le enormi sfide che ci attendono. Non nego le difficoltà economiche, sociali, l’abbattimento morale. Sono cosciente delle divisioni che hanno portato a voti estremi e di rispettarle. La moralizzazione della nostra vita pubblica sarà la base della mia azione. Nulla era scritto, non vi dimenticheró. Difenderó l’Europa, la comunanza di destini che si sono dati i nostri popoli. Ricostruiró il legame tra l’Europa e i popoli che la compongono. In gioco c‘è la nostra civiltà, il nostro modo di essere liberi. Rivolgo alle nazioni del mondo il saluto della Francia fraterna. Amiamo la Francia, da questa sera, e per i prossimi cinque anni. Io la serviró in vostro nome con umiltà, devozione, determinazione. Viva la Repubblica, Viva la Francia”.

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ore 18.30 :Presidenziali Francia Exit pool belgi Macron è in testa con il 62-67% In Francia - dove non si fanno exit poll - le prime proiezioni sono attese alle 20, a chiusura di tutti i seggi. Anche Le Soir riporta gli stessi dati, riferendo di molte schede bianche o nulle. Secondo gli exit poll diffusi dai media belgi Macron è in testa al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi. Il leader di EnMarche sarebbe tra il 62 e il 67%.  Il dato - che vedrebbe perdente l'avversaria Marine Le Pen - è stato fornito nel pomeriggio dalla radio tv pubblica belga Rtbf che cita gli exit- poll di "diversi istituti" di sondaggi. In un primo momento si era parlato del 60%, percentuale poi rivista al rialzo. Si tratta comunque di tendenze non ufficiali da prendere con molta cautela.

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Chi è Emmanuel Macron

Emmanuel Macron si presenta come “candidato anti-sistema” nonostante il passato da banchiere d'affari e ministro. Ecco chi è e cosa propone per la Francia. Ha  vinto il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, con il 23,86 per cento dei consensi, sopravanzando la leader di estrema destra Marine Le Pen, che sfiderà al ballottaggio. Un risultato raggiunto proponendosi come candidato “nuovo” e “anti-sistema”: etichette che grazie ad un’abile campagna mediatica sono riuscite a “sfondare” nell’elettorato, nonostante la storia di Macron parli di un personaggio certamente ben integrato (e da tempo) nei centri di potere finanziari e politici della Francia.

La carriera di Macron, “banchiere di Rothschild” Diplomato presso l’Institut d’études politiques (Iep) e presso l’Ecole nationale d’administration (la “scuola” che rappresenta uno dei trampolini abituali verso la funzione pubblica e la vita politica transalpina), il leader del movimento “En Marche!” – definito dallo stesso Macron “né di destra né di sinistra” – ha cominciato la propria carriera nell’amministrazione statale come vice-ispettore alle Finanze. Nel 2008, entra a far parte della Commissione Jacques Attali, una sorta di think tank voluto dall’allora presidente di destra Nicolas Sarkozy con l’obiettivo di individuare strategie utili a rilanciare la crescita economica del paese.

Una volta esaurito l’incarico, Emmanuel Macron cambia strada e accetta un posto nell’alta finanza. Entra così in Banque Rothschild, della quale diventa in breve un alto dirigente; nel 2012, concluderà un accordo da nove miliardi di euro tra la Nestlé e il gruppo Pfizer, rimasto negli annali della banca d’affari: come ricorda il quotidiano Le Monde, “il soprannome di ‘banchiere di Rothschild’ non lo abbandonerà più”. Anche per via degli stipendi galattici intascati nel corso dell’esperienza nella finanza: 2,4 milioni in soli 18  Nello stesso anno, torna nella funzione pubblica come uno dei principali consiglieri del neo eletto presidente della Repubblica François Hollande. Resterà di fatto al suo fianco per tutta la durata del mandato, dapprima come vice segretario generale dell’Eliseo, poi come ministro dell’Economia del secondo governo di Manuel Valls.

Proprio tale impegno lo ha costretto duranta la campagna elettorale a difendersi dagli attacchi di chi ha sottolineato il ruolo di primo piano ricoperto nel quinquennio socialista. Il sindaco socialista di Parigi Anne Hidalgo ha persino dichiarato: “Macron è un uomo che si presenta come anti-sistema nonostante sia l’artefice di buona parte della politica economica adottata dal paese negli ultimi anni”. Che è costata (assieme ad altri fattori) la rinuncia alla candidatura per Hollande, la sconfitta alle primarie socialiste per l’ex premier Valls, ma che ha lasciato del tutto indenne Macron.

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Chi è Marine Le Pen

Antieuropeismo, sovranismo, lotta all'immigrazione, sicurezza, 'Francia ai francesi'. Sono le parole d'ordine del Front National da molto prima che diventassero di moda. Marine Le Pen, approfittando dello spirito dei tempi, sta raccogliendo i frutti di una battaglia iniziata dal padre 25 anni fa con toni decisamente xenofobi e in posizione di assoluta minoranza.

Niente xenofobia, ma pugno di ferro sugli immigrati Lo 'sdoganamento' attivo di buona parte del lessico e della sostanza delle proposte dell'ultradestra francese, e' ormai una realta' consolidata e votare Front National non costituisce più una macchia di cui vergognarsi. Il fronte Repubblicano che nel 2002 sbarrò la strada all'ultradestra e consentì a Jacques Chirac di conquistare l'Eliseo contro Le Pen padre con una percentuale dell'82%, non esiste più.

I sindacati vanno in ordine sparso, la sinistra radicale mette quasi sullo stesso piano 'l'ortodossia liberista' di Emmanuel Macron e lo 'spettro populista' del Fn. Le Pen, ha messo in atto con successo l'operazione che i commentatori hanno definito 'de-demonizzazione' del Front National. Toni rassicuranti, rottura definitiva con le posizioni negazioniste e ultraxenofobe e razziste del padre. Ma anche pugno di ferro contro gli immigrati.

L'esordio .Nata nel 1968 a Neuilly-Sur-Seine, Marine è la più piccola, ma anche la più promettente delle tre figlie di Jean Marie. E dello storico leader del Fn diventa immediatamente l'erede designata. Si iscrive al partito a 18 anni e dalla gavetta alla corsa per l'eliseo, segue tutto il cursus honorum della militante.

La carriera politica Nel 1998 Le Pen è consigliera regionale nel Pas-de-Calais, nel 2004 arriva all'Europarlamento dove sarà rieletta altre due volte, nel 2009 e nel 2014, quando il Fn ottiene quasi il 25% dei suffragi. Un'affermazione clamorosa che spaventa la Francia ma lascia capire che il fenomeno è ormai una realtà più che consolidata. Intanto, nel 2011, Marine prende il posto del padre alla guida del Front National, prima della traumatica rottura umana e politica dovuta alle parole del padre sulle 'camere a gas dettaglio della storia' che li porterà su posizioni inconciliabili.

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