Venerdì, 24 gennaio 2020 - ore 05.48

Istat: famiglie in tilt

| Scritto da Redazione
 Istat: famiglie in tilt

L'indagine Istat: famiglie in tilt per una spesa imprevista
Un nucleo su tre andrebbe in crisi per un pagamento inaspettato di 750 euro. Lo rivela l'Istat che fotografa reddito e condizioni di vita degli italiani. Aumentano le famiglie indebitate e quelle indietro con le rate. E gli squilibri si allargano
di rassegna.it
Un incidente con la macchina, la lavatrice da sostituire, la necessità di un intervento idraulico a casa? Imprevisti come tanti altri, che però per una famiglia su tre possono rappresentare un grave problema. Lo rivela l'Istat, che rende noti i risultati di una indagine campionaria effettuata nell'ultimo trimestre del 2009 su un campione di circa 20.000 famiglie (oltre 51.000 individui), rappresentativo della popolazione residente in Italia.
Secondo lo studio su 'Reddito e condizioni di vita', infatti, crescono nel nostro Paese le famiglie che non potrebbero far fronte a spese impreviste di 750 euro (dal 32 al 33,3% in media), quelle che sono state in arretrato con debiti diversi dal mutuo (dal 10,5 al 14% di quelle che hanno debiti) e quelle che si sono indebitate (dal 14,8 al 16,5%).
Ma l'istituto di ricerca mette in risalto anche la sperequazione nella distribuzione del reddito: al 20% delle famiglie italiane più povere va solo l'8,3% del reddito totale percepito nel 2008. Mentre, al 20% delle famiglie più ricche italiane va quasi il 40% del reddito totale (esattamente il 37,5%). In questo modo, il valore dell'indice di Gini, che misura il grado di diseguaglianza della distribuzione del reddito "continua a segnalare - sottolinea l'Istat - un livello di diseguaglianza piuttosto elevato che riflette le differenze di reddito tra ripartizioni geografiche, ma anche il livello particolarmente elevato delle disparità interne al Mezzogiorno (i valori più elevati si registrano in Sicilia e Campania)".
In media, nel 2008, dice ancora l'Istat, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito netto, esclusi i fitti figurativi, pari in media a 29.606 euro, circa 2.467 euro al mese. Tuttavia, sottolinea l'Istat, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all'importo medio appena indicato. Infatti, poiché i redditi hanno una distribuzione asimmetrica, la media risulta essere un indicatore 'decentrato'. La mediana, ovvero il livello di reddito che divide le famiglie in due metà uguali ,è invece ferma a 24.309 euro (circa 2.026 euro al mese), mentre, ovviamente, l'altra metà ha avuto entrate superiori.
E sui dati Istat si innesta una dura polemica delle opposizioni rispetto alle politiche del Governo. "I dati Istat rivelano il fallimento del governo e delle politiche economiche di Tremonti. Mentre l'economia peggiora e le tariffe dei servizi continuano incessantemente ad aumentare da mesi, il centrodestra è paralizzato, attento solo a questioni di potere interno", afferma Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Il 2011 sarà per gli italiani, soprattutto per coloro che hanno reddito medio bassi un anno terribile", aggiunge il
vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda che rimarca come "i tagli lineari voluti da Tremonti si ripercuoteranno principalmente sugli enti locali che non potranno erogare i servizi sociali rispondendo alle necessità della popolazione".
Per l'Idv parla invece Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera: "Le nuove, disastrose, notizie dell'Istat rendono ancora più evidente il fallimento del governo Berlusconi in fatto di politica economica. Oltre al dato generico su un'Italia che non dà segni di ripresa, le notizie di oggi mettono a fuoco la situazione delle famiglie, sempre più in difficoltà".

fonte: http://www.rassegna.it/articoli/2010/12/29/69994/istat-famiglie-in-tilt-per-una-spesa-imprevista

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