Sabato, 20 giugno 2026 - ore 18.08

A Cremona ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’, lo spettacolo in scena al Ponchielli

Il testo di Edward Albee del 1962 sarà in scena al Teatro Ponchielli il 9 e 10 febbraio con la regia di Arturo Cirillo

| Scritto da Redazione
A Cremona ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’, lo spettacolo in scena al Ponchielli

Chi ha paura di Virginia Woolf?, testo di Edward Albee del 1962, sarà in scena al Teatro Ponchielli il 9 e 10 febbraio con la regia di Arturo Cirillo. Lo spettacolo è una dolente e spietata riflessione sull’invecchiare, sul tempo, sull’inutilità dei giorni ma anche sull’amore. Un gioco al massacro, come in un interrogatorio che porta a distruggere l’altro ma nel contempo a distrugge sé stessi, per poi trovarsi soli davanti alle proprie paure. I biglietti sono in vendita alla biglietteria del teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30 (tel. 0372 022001/02). Questi i prezzi dei biglietti: platea e palchi € 22, galleria € 15, loggione € 10.

Curiosità relative allo spettacolo potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso il foyer del Teatro Ponchielli (Corso Vittorio Emanuele, 52) mercoledì 10 febbraio alle ore 18:00, quando il critico teatrale del quotidiano La Provincia Nicola Arrigoni incontrerà l’attore e regista Cirillo e la Compagnia Tieffe Teatro (l’incontro è a ingresso libero).

«Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? usa un linguaggio naturalistico ma non si preclude una possibilità più astratta, anzi la sottende», si legge nelle note di regia firmate da Cirillo. «Valenza fortemente simbolica hanno i quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, con una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da sé stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi. Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull’amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio a un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l’altro si distrugge sé stessi, e poi ci si trova soli con l’altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l’alba immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza».

Lo spettacolo di Albee ha debuttato a Broadway nel 1962. Dello stesso autore sono degne di nota: A Delicate Balance (1966), Seascape (1975) e Three Tall Women (1991), che gli valsero tre premi Pulitzer. Del 1966 è la versione cinematografica di Chi ha paura di Virginia Woolf?, che rese celebre Albee in tutto il mondo: il film, diretto da Mike Nichols, ha come interpreti Elizabeth Taylor e Richard Burton nei ruoli di Martha e George, George Segal e Sandy Dennis nelle parti di Nick e Honey. Il titolo della pièce gioca con le parole della canzoncina Chi ha paura del lupo cattivo? (Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?) ed è il motivetto che Martha e George canticchiano ogni tanto, dall’inizio alla fine dello spettacolo.

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