Sabato, 25 maggio 2019 - ore 14.50

AISE PICCO DI RIMPATRI FORZATI VERSO L’EGITTO: IL GARANTE NAZIONALE MONITORA LA SITUAZIONE

Nonostante l’interruzione della cooperazione istituzionale a seguito della mancata collaborazione egiziana sul delitto Regeni, nelle ultime settimane si è verificata un’impennata di voli di rimpatrio forzato verso l’Egitto.

| Scritto da Redazione
AISE PICCO DI RIMPATRI FORZATI VERSO L’EGITTO: IL GARANTE NAZIONALE MONITORA LA SITUAZIONE

AISE PICCO DI RIMPATRI FORZATI VERSO L’EGITTO: IL GARANTE NAZIONALE MONITORA LA SITUAZIONE

Nonostante l’interruzione della cooperazione istituzionale a seguito della mancata collaborazione egiziana sul delitto Regeni, nelle ultime settimane si è verificata un’impennata di voli di rimpatrio forzato verso l’Egitto.

A questo proposito, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Mauro Palma, registra che, proprio nel momento in cui, dopo la conferma della mancata collaborazione delle autorità egiziane nelle indagini sui responsabili della tortura e dell’assassinio del ricercatore, forme di cooperazione istituzionali con l’Egitto vengono sospese, si ha la sensazione che, viceversa, la collaborazione fra i due Paesi in tema di rimpatri forzati sia entrata in una fase di rilancio.

A questo si aggiunga che, come sottolineato nella Relazione 2018 al Parlamento, il Garante nazionale, in quanto autorità responsabile lato sensu della tutela dei diritti delle persone private della libertà personale, esprime forti perplessità sull’opportunità di organizzare voli di rimpatrio forzato verso Paesi, come l’Egitto e la Nigeria, che non hanno istituito un meccanismo nazionale di prevenzione della tortura (l’Egitto in quanto Stato non firmatario dell’OPCAT e la Nigeria in quanto Stato firmatario che non ha ancora implementato le disposizioni riguardanti il Meccanismo nazionale di prevenzione).

In questo contesto, il Garante nazionale ha informato che una delegazione del proprio Ufficio ha monitorato nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2018 un’operazione di rimpatrio forzato verso l’Egitto, nel corso della quale sono stati accompagnati nel Paese africano 16 cittadini egiziani precedentemente trattenuti nei Centri di Bari, Potenza e Trapani. L’operazione si è svolta in modo regolare, anche se permangono alcune delle criticità che il Garante nazionale ha più colte sollevato nel corso dei monitoraggi realizzati. Fra tali criticità ci sono: il mancato preavviso ai rimpatriandi; l’uso generalizzato e preventivo delle fascette in velcro ai polsi dei rimpatriandi, a prescindere da valutazioni individuali del rischio e da una effettiva e concreta necessità; le verifiche di sicurezza effettuate con modalità non sempre rispettose dei diritti della persona. (aise)

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