Lunedì, 24 giugno 2024 - ore 05.04

Andare in pensione: tutto quello che c’è da sapere

La pensione è l’obiettivo di ogni lavoratore che, dopo tanti anni di sacrifici, non desidera altro che concedersi momenti di relax, da dedicare alle proprie passioni e allo svago.

| Scritto da Redazione
Andare in pensione: tutto quello che c’è da sapere

Per arrivare preparati a questo agognato momento, è indispensabile tenersi sempre aggiornati per quanto concerne l’età pensionabile e i contributi che è necessario aver messo da parte. Oltre a questo, può risultare utile valutare a quanto potrebbe aumentare la propria pensione ed eventualmente prendere in considerazione la possibilità di aderire a una pensione complementare.

Dall’età pensionabile alle pensioni integrative, in questo articolo andremo a scoprire tutto quello che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati. In caso di dubbi sui contributi versati e per individuare il trattamento pensionistico più adatto è inoltre possibile rivolgersi a degli esperti del settore e richiedere una consulenza pensionistica personalizzata.

L’età pensionabile

L’età pensionabile è molto variabile e dipende, in primo luogo, dai contributi versati.

Grazie alla pensione anticipata, gli uomini che hanno versato almeno 41 anni e 10 mesi di contributi e le donne con 40 anni e 10 mesi di anzianità contributiva possono andare in pensione a qualsiasi età.

Chi ha invece accumulato 20 anni di contributi, può richiedere la pensione – definita Pensione di Vecchiaia - a partire dai 67 anni. Se invece l’anzianità contributiva è ancora più ridotta e corrisponde a 5 anni, l’età per ottenere la pensione di vecchiaia si alza fino ai 71 anni.

Accanto a queste formule, si collocano l’ape sociale – la quale consente a lavoratori disabili, a chi svolge lavori usuranti e a chi ha perso il lavoro di andare in pensione a 63 anni con anzianità contributiva pari a 36 anni – e opzione donna – riservata alle lavoratrici con 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni se senza figli, 60 se con un figlio e 59 se con due o più figli.

L’assegno pensionistico

L’assegno pensionistico è generalmente inferiore rispetto allo stipendio percepito durante la propria vita lavorativa. Il suo ammontare varia in base ai contributi versati e all’età in cui si decide di andare in pensione.

Entrando più nello specifico, se viene applicato il calcolo contributivo, l’ammontare della pensione mensile corrisponde al montante contributivo moltiplicato per il coefficiente di trasformazione relativo all’età raggiunta al momento della pensione.

In rete sono disponibili vari simulatori che consentono di calcolare, con buona approssimazione, l’ammontare dell’assegno pensionistico mensile.

Le pensioni integrative

Le pensioni integrative o complementari – fondi pensione aperti o chiusi e PIP – sono soluzioni di investimento regolamentate dalla legge 252/2005. Chi aderisce a una di queste formule non obbligatorie, deve effettuare dei versamenti periodici, il cui ammontare viene stabilito in sede di contratto. Inoltre, se lo desidera, può trasferirvi anche il TFR.

Il denaro versato non viene tenuto da parte, ma è utilizzato dai gestori per effettuare compravendita di titoli.

Al raggiungimento dell’età pensionabile, l’investitore potrà ottenere una rendita periodica che andrà ad aggiungersi a quella derivante dalla pensione obbligatoria, il cui importo varierà in base ai versamenti effettuati e all’andamento degli investimenti.

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